"L'immigrazione indiscriminata porta all'islamizzazione"

"L'immigrazione indiscriminata comporta il pericolo della islamizzazione", così Monsignor Antonio Livi, sulle pagine del Giornale.it, affronta la questione

L'immigrazione indiscrimata può portare all'islamizzazione. Questa, in sintesi, è la posizione di Monsignor Antonio Livi, con il quale abbiamo dibattuto della maggior parte degli argomenti che stanno interessando la Chiesa di questi tempi. Livi è noto per la sua vasta produzione di saggi e trattati di logica del sapere scientifico, tradotti anche in inglese, francese e spagnolo. E in questa intervista, oltre a parlare del "pericolo" relativo ad un'immigrazione incontrollata, ha anche chiarito la vicenda riguardante le presunte accuse di "eresia" a Joseph Ratzinger. Immigrazione, identità e teologia al centro della seguente intervista esclusiva.

Mons. Livi, lei è stato in qualche modo accusato di aver dato dell’eretico a Joseph Ratzinger. Ci spiegherebbe come stanno le cose?

"Io non ho accusato nessuno di eresia, perché la condanna di una tesi come eretica spetta solo all’autorità ecclesiastica. E’ infatti prerogativa esclusiva della Chiesa enunciare formalmente la verità rivelata da Dio (il dogma) e di conseguenza indicare anche ciò che la contraddice (l’eresia). In un trattato che si intitola Vera e falsa teologia io critico alcuni autori che non praticano la scienza teologica con il metodo che le compete. Ho documentato come essi abbiano ripreso e sviluppato il modernismo teologico, che è stato oggetto di una esplicita condanna dottrinale da parte di san Pio X e quindi costituisce un’eresia in senso proprio. Il modernismo ha tra i suoi maggiori esponenti Karl Rahner e Hans Küng, ma anche Joseph Ratzinger ne ha portato avanti alcune istanze, e io mi sono sentito in dovere di rilevarlo. Mi sono comunque riferito soltanto a ciò che Ratzinger ha scritto come teologo, ossia come “dottore privato”, e non a ciò che ha insegnato da Papa".

In una delle recenti interviste rilasciate, lei ha parlato di "adulatori di Bergoglio". Lo scontro dottrinale, in sintesi, sembra essere destinato a non placarsi...

"La descrizione del mondo cattolico come diviso ideologicamente tra amici e nemici di papa Francesco è una fake news. Tutti i fedeli cattolici hanno il dovere di essere amici del papa, chiunque egli sia in un determinato momento della storia. Come vicario di Cristo, il papa non ha bisogno di essere difeso da immaginari “nemici interni”, così come non ha bisogno di essere adulato per il suo modo di esercitare l’autorità pontificia, perché tutti i fedeli cattolici lo venerano e gli obbediscono in quanto vedono in lui «il dolce Cristo in terra», come diceva santa Caterina da Siena. Ma di ogni papa si possono criticare certe azioni di governo che sembrano meno utili all’edificazione della Chiesa nella fede, così come si possono criticare i discorsi che egli fa parlando come “dottore privato”, senza impegnare l’autorità magisteriale e il carisma dell’infallibilità".

Cosa ne pensa del documento predisposto da tre vescovi kazaki, poi sottoscritto anche da Pujats, Negri, Viganò e Laun, su "Amoris Laetitia"?

"Essendo una “professione di fede” il cui oggetto sono le norme di morale cattolica derivanti dal dogma sui Sacramenti della grazia (Battesimo, Matrimonio, Penitenza, Eucaristia), tale documento è una cosa normale da parte di persone che sono vescovi, e come tali hanno il compito essenziale di essere “maestri della fede”. Da un punto di vista pastorale, quel documento viene incontro alla necessità di dissipare i dubbi che certe interpretazioni dell’esortazione post-sinodale Amoris laetitia hanno provocato".

Tra i laici, specie tra quelli che vengono definiti "conservatori", sta aumentando la preoccupazione per l'approccio della Chiesa sul tema dell'immigrazione. Alcuni hanno definito la teologia di Bergoglio una "teologia dell'immigrazionismo". C'è un pericolo di perdita identitaria a causa dell'immigrazione incontrollata?

"Quello che Lei chiama “immigrazionismo” non è una teologia ma un progetto politico mondialista con evidenti interessi economici legati al neocapitalismo finanziario. Papa Francesco talvolta sembra appoggiare questo progetto perché lo ritiene assimilabile alla dottrina sociale della Chiesa. Ma dai principi della legge morale naturale e del Vangelo non deriva affatto l’obbligo per i singoli e per la comunità di favorire un’immigrazione indiscriminata e senza regole che destabilizza tanto i Paesi dai quali provengono i migranti quanto quelli che ne subiscono l’invasione. Senza parlare del pericolo reale di islamizzazione dei questi ultimi Paesi a detrimento della libertà di culto dei cristiani, già perseguitati lì dove l’Islam è politicamente egemone. So che Lei ha seguito attentamente questa drammatica vicenda e quindi capisce a che cosa mi riferisco".

Un altro argomento molto dibattuto è quello relativo al cosiddetto "ius soli", che riguarda ovviamente anche l'immigrazione. Molti, tra cui anche il cardinale Burke, sostengono la necessità di una non ingerenza da parte della Chiesa. Ha una posizione in merito?

"Le parole che ho letto nella sua intervista al cardinale Burke sono assolutamente giuste ed equilibrate. Come ogni uomo di fede e di dottrina, e come ogni Pastore responsabile dell’annuncio del Vangelo, Burke ha opportunamente ricordato che le scelte discrezionali su temi politici opinabili vano lasciate ai partiti politici, ai parlamenti, ai governi, rispettando il pluralismo democratico e l’autonomia die poteri civili".

Tra le sue pubblicazioni, si può trovare: "Cristo non è Marx". Ecco, l'impressione è che per alcuni Cristo sia diventato un simbolo politico di eguaglianza assoluta e ideologica. È ancora diffusa la teologia della liberazione?

"Purtroppo sì. La cosiddetta «teologia della liberazione» è nata in Germania, in ambito luterano, e poi è stata introdotta nella teologia cattolica da Johann Baptist Metz. Da lui sono poi derivate le dottrine filomarxiste dell’America Latina, a cominciare da quella del peruviano Gustavo Gutiérrez. E’ un’ideologia che interpreta in termini politici e materialistici il «Regno di Dio» annunciato da Cristo come evento di grazia nell’anima dei singoli credenti («il Regno di Dio è dentro di voi»), ed è diventata l’arma propagandistica di tutte le forme di azione politica che mirano alla conquista del potere negli ambienti sociali dover il richiamo al Vangelo suscita un facile consenso. Ma il Vangelo vero non promuove alcuna costruzione di “paradisi in terra”

La Chiesa è divisa. Questo è un argomento difficilmente smentibile. Secondo lei, però, c'è una tendenza giornalistica ad enfatizzare il tutto? Insomma, "la barca" è o non è nella "tempesta"?

"Certo che ci sono tante divisioni nella Chiesa, come sempre ce ne sono state. Ma quelle più appariscenti riguardano l’uso e l’abuso che le lobbies ideologiche fanno delle strutture di potere della Chiesa per sostenere le loro istanze politiche, non importa se di destra (conservatori, tradizionalisti) o di sinistra (progressisti, riformisti). Gli uni e gli altri mirano a una società civile strutturata secondo la loro ideologia, ma la presentano falsamente come l’unica maniera di essere fedeli al Vangelo. Si tratta di un fondamentalismo senza fondamento (teologico), che fa del Vangelo un «instrumentum regni». Io mi rifiuto di scegliere se stare da una parte (per esempio, dalla parte dei fautori americani del “neocapitalismo cattolico”) o dall’altra (per esempio, dalla parte dei “cattocomunisti”). Per questo criticavo prima la teologia della liberazione. Ripeto: ogni strumentalizzazione della Chiesa per fini meramente temporali è sempre contro la volontà di Cristo, che ha istituito la sua Chiesa come «sacramento universale di salvezza», ossia solo ed esclusivamente per garantire a tutti, in ogni tempo, la grazia della liberazione dal peccato e la speranza certa della vita eterna".

Relativismo, secolarizzazione, perdita dell'identità occidentale: il Santo Padre sembra accennare ai mali del nostro tempo, ma certamente pare non accentuare troppo questi aspetti. Ratzinger, invece, ne parlava con maggiore costanza. Ritiene che questo pontificato sia troppo "materialista"?

"Anche su questo aspetto le dico che la risposta che le diede il cardinale Burke è quella giusta. Non c’è nulla da aggiungere".

Commenti

enzolitti

Sab, 13/01/2018 - 19:10

No, è il Papa che sta islamizzando l'Europa!

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Sab, 13/01/2018 - 19:11

il bello che si nutrono con il nostro welfare. Poi ci lamentiamo perchè ci tolgono alcuni servizi e si andrà in pensione fra poco a 70 anni.

Ritratto di Adriano Romaldi

Adriano Romaldi

Sab, 13/01/2018 - 19:27

Grazie dell'intervista e sento che il Signore Gesù ha bisogno che ciascuno di Noi faccia la sua parte per l'edificazione del regno di Dio e ognuno è Chiesa. Shalòm.

VittorioMar

Sab, 13/01/2018 - 19:29

..FINALMENTE LO HANNO CAPITO ANCHE LORO !!!..HANNO IMPIEGATO TROPPO TEMPO PER POTER RIPARARE !!...ORA I LUPI SONO FAMELICI ED INSAZIABILI !! ...INCOMINCIA A MANCARE L'8x1000 ??

killkoms

Sab, 13/01/2018 - 20:13

lo dica al suo capo!

baronemanfredri...

Sab, 13/01/2018 - 20:29

MONSIGNORE DON CICCIO SE NE FREGA LEI E' UNO DI NOI, MA FINO A QUANDO LA CHIESA COMUNISTA E' ALLEATA CON POLITICI CATTOLICI SINISTRI NON C'E' NIENTE DA FARE, FORSE UN INTERVENTO DIRETTO DEL PADRE ETERNO, COME GIA' DETTO A LOURDES? COMUNQUE LA COLPA E' DEGLI ITALIANI ELETTORI DI SINISTRA OMUNCOLI E DONNETTE SENZA INTELLIGENZA

dank

Sab, 13/01/2018 - 20:38

Condividere ovunque: “immigrazionismo non è una teologia ma un progetto politico mondialista con evidenti interessi economici legati al neocapitalismo finanziario. Papa Francesco talvolta sembra appoggiare questo progetto perché lo ritiene assimilabile alla dottrina sociale della Chiesa. Ma dai principi della legge morale naturale e del Vangelo non deriva affatto l’obbligo per i singoli e per la comunità di favorire un’immigrazione indiscriminata e senza regole che destabilizza tanto i Paesi dai quali provengono i migranti quanto quelli che ne subiscono l’invasione. Senza parlare del pericolo reale di islamizzazione dei questi ultimi Paesi a detrimento della libertà di culto dei cristiani, già perseguitati lì dove l’Islam è politicamente egemone (Mons. Antonio Livi)

swiller

Sab, 13/01/2018 - 21:07

Rimandiamoli a governate cammelli.

Yossi0

Sab, 13/01/2018 - 21:08

Bontà sua, grazie per essersi accorto lo dica al suo capo che è andato a trovare l'imam dell Azhar al Cairo; lo stesso imam ha sostenuto che non poteva condannare daesh perché sulla loro bandiera c'é la frase sacra, molto vicina a quella della bandiera dell'Arabia saudita, frase che deve recitare, di fronte a tre testimoni, chi si converte

vince50

Sab, 13/01/2018 - 21:15

Ormai è già cosa fatta,però siccome siamo lenti a capire non ci rimane che adeguarci e zitti.

il nazionalista

Sab, 13/01/2018 - 21:28

ll principale responsabile di questa conquista maomettana dell' Europa è la chiesa del dopo Vaticano II: culturalmente subalterna al laicismo ed alle ideologie di matrice marxista e giacobina, che sa solo ' dialogare ' e IN GINOCCHIO, senza il coraggio di difendere il Messaggio che aveva annunciato per secoli, che è scivolata sempre più nel relativismo dottrinale ed etico, che ha praticamente cancellato dal proprio orizzonte il Trascendente ed il Sacro: riducendosi, grosso modo, ad un organizzazione filantropica, che di fronte alla crescente persecuzione(islamici in primis!) dei Cristian nel Mondo è capace solo di belati e di lamenti - talvolta scusandosi, poi, con i persecutori!!!

pjmelian

Sab, 13/01/2018 - 22:17

Se non ne svegliamo pronto noi troveremoci legati mani i piedi a questa tribù fanatica e oscurantista. L'Europa se ritirarà al Medioevo e vedremo cittadini brxxati vivi sxxle nostre piazze pubbliche perché il cxxo peloso di Allah non nos piace. Prendete primo tutti a calci e poi buttate tutti fuori dall'Italia e mandatele via nave al maiale dove furono partoriti, che loro amano, dopotutto la fogna immonda è i suoi stile di vita. ALLAHU AKBAR !

timoty martin

Sab, 13/01/2018 - 23:47

Ora se ne accorge? Ringrazia il tuo capo in Vaticano. Svegliatevi, altro che accoglienza, bisogna rispedirli tutti a casa

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elkid

Dom, 14/01/2018 - 00:01

---caro vescovo--il discorso è semplice --oserei dire matematico---prenda penna foglio e calamaio---ed un pallottoliere potente con molti giga---e faccia la conta di quanti stranieri ci sono in italia e che religioni professano---CRISTIANI 2,671.200 (53 %) divisi in ortodossi (29 %), cattolici (18 %), protestanti (4,3 %), altri cristiani (0,7 %)MUSULMANI 1.641.800 (32,6 %)EBREI 4.600 (0,1 %)INDUISTI 150.800 (3,0 %)BUDDISTI 113.900 (2,3 %)ALTRE REL. ORIENTALI 81.200 (1,6 %)ATEI E AGNOSTICI 234.700 (4,7 %)ANIMISTI 59.000 (1,2 %)ALTRI 86.400 (1,7 %)--questi dati si riferiscono a dicembre appena passato--caro vescovo --se in italia entrano più cristiani che musulmani---come diavolo facciamo a musulmanizzarci?--il pallottoliere che dice?---ritorni a studiare la bibbia che in matematica una D col metodo anglosassone non gliela toglie nessuno--

tonycar48

Dom, 14/01/2018 - 00:38

Lo dica al suo capo che pare avvolto in un complice torpore

Ritratto di Rodolfo Bava

Rodolfo Bava

Dom, 14/01/2018 - 06:23

Finalmente qualcuno è riuscito a capirlo. E ad affermarlo è un sacerdote che non si allinea ai desideri di Papa Francesco. Benissimo!

Reip

Dom, 14/01/2018 - 08:34

Addirittura il Vaticano l’istituzione più blasfema e corrotta pro emigrazione che denuncia l’Islamizzazione e l’invasione clandestina! Esiste ancora qualche idiota disposto a continuare a votare Pd per fare in modo che questi animali finti profughi clandestini mussulmani continuino a entare liberamente in Italia, per proliferare e vivere illegalmente nel nostro paese, pronti a delinquere, con vitto e alloggio, ospedali e bonus vari, in formula all inclusive sul sangue dei contribuenti? Lo chiedo perché da italiano purtroppo, mi rendo conto di quanto il nostro popolo possa essere un concentrato di vigliacchi e disuniti imbecilli, capaci addirittura di continuare a sostenere un sistema di sinistra fallito che di fatto ha ridotto l’Italia in una latrina islamica, dove questi invasori schifosi delinquono rubano e stuprano liberamente, mentre le nostre forze dell’ordine restano vigliaccamente a guardare, con la compiacenza della politica e della magistratura!

un_infiltrato

Dom, 14/01/2018 - 09:14

La posizione del pratese Livi mi rimanda, per associazione di idee, al ricordo del "priso" o "monsignore", antico contenitore appulo-toscano in terraglia, con coperchio in legno, deputato alla raccolta delle deiezioni.

gpl_srl@yahoo.it

Dom, 14/01/2018 - 09:40

l' islamizzazione è una conseguenza della politica estera vaticana! questo Papa, infatti non cessa di predicare utopie in grado di rovinare il nostro futuro: non si occupa piu delle cose dello spirito ma interviene in cose di dui si puo occupare come uomo e non come Papa dimenticandosi che la fontiera dei due ateggiamenti è tale da non permettergli di intervenire: è stato detto che Obama fosse mussulmano: nessuno ci ha ancora raccontato come anche Bergoglio sia aspirante tale!

Ritratto di I1-SWL527

I1-SWL527

Dom, 14/01/2018 - 10:23

e te ne sei accorto ora Monsignore? Romaldi giudica il Papa a riguardo di questo articolo...