La 'ndrangheta a Milano: tra appalti, caffè e vino

Cinquantanove in manette. Tra loro anche i fratelli Vincenzo, Domenico e Giulio Martino, referenti lombardi del sodalizio criminale

Le mani della 'Ndrangheta puntavano ad accaparrarsi il catering di Milan e Inter a San Siro.

Sono 59 gli arrestati oggi dalla Dda, tutti legati alla cosca Libri - De Stefano - Tegano. Sono accusati di ben 140 capi d'imputazione che vanno dall'associazione a delinquere di stampo mafioso al traffico d'armi e dalla corruzione di pubblico ufficiale, all'estorsione, all'associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

Le indagini sono partite grazie agli accertamenti effettuati dopo che erano stati esplosi diversi colpi di pistola contro l'auto di un imprenditore, titolare di diverse concessionarie, che si è scoperto essere legato a Vincenzo, Domenico e Giulio Martino, referenti lombardi della cosca "Libri-De Stefano-Tegano.

Gli investigatori hanno scoperto che, dopo il rilascio, Giulio Martino "era tornato a coordinare le attività criminali della 'Ndrangheta nella zona di piazza Prealpi e viale Certosa. Com'era consuetudine, questi uomini mantenevano un rapporto costante con la cosca originaria di Reggio Calabria e mantengono vincoli di sostegno alle famiglie degli aderenti in prigione".

I fratelli Martino erano legati all'imprenditore Cristiano Sala, grazie al quale potevano investire i soldi provenienti dalle attività di spaccio e usura in società come la "Gem srl" e la "Prezzemolo e Finocchio soc. coop", che commercializzavano caffè in Italia e all'estero. E all'estero - in Bulgaria - i fratelli Martino avevano costituito una società per l'esportazione di vini che annoverava tra i soci anche il narcotrafficante Atanas Spasov Angelov, uno dei fornitori di stupefacenti della cosca.

Tra gli obiettivi dei fratelli Martino c'era anche il servizio catering di Inter e Milan. Avevano infatti provato a screditare con un'informativa falsa - corrompendo l'appuntato dei carabinieri Carlo Guido Domenico Milesi, in servizio presso l'ispettorato del lavoro - la società che gestisce il catering del Milan. Come hanno spiegato gli inquirenti, i Martino volevano così "convincere la società Milan a non rinnovare il contratto con la "It srl", e così consentire al Sala di ottenere con le sue società di catering il lucroso appalto".

Commenti

vince50

Mar, 16/12/2014 - 20:16

Realmente colpevoli?se si trent'anni di galera,basta cominciare e poi andare avanti con tutti gli altri.Ovviamente politici(pardon complici)permettendo,sempre che non siano ragazzate ovvio.

moshe

Mar, 16/12/2014 - 20:31

Un'altro prodotto tipico meridionale esportato ...