Omicidio Ferrara, così l'amico ha insospettito gli agenti

Il ragazzo era davanti la casa dove sono stati trovati i corpi dei coniugi e alcune domande lo hanno incastrato. Il retroscena sull'omicidio di Ferrara

Emergono nuovi retroscena sull'omicidio di Ferrara. A lasciare senza parole gli investigatori sono state le parole di Riccardo Vincelli: "I miei dovevano morire, ma non potevo farlo io. Sì, li volevo morti" avrebbe detto agli inquirenti. Poi, due giorni più tardi, dopo l'arresto si è detto "pentito". Ma come racconta la Nuova Ferrara, l'anello debole subito dopo l'omicidio è stato individuato nell'amico M. È stato infatti il primo a cedere. Davanti alla casa dove sono stati ritrovati icorpi dei due coniugi gli investigatori hanno subito notato la sua presenza. Diversi ragazzi erano in lacrime davanti all'abitazione, M. invece faceva domande continue agli inquirenti e a chi era lì per curiosare.

Domande che hanno subito messo in allarme i poliziotti e i carabinieri che hanno cominciato ad interrogarlo facendo pressione perché parlasse di elementi utili all'indagine. E così uno degli ufficiali ordina subito di disporre l'interrogatorio. Il ragazzo crolla n poche ore e a quel punto chiarisce la dinamica dell'omicidio.