Studenti in piazza contro il governo: "Tornate a casa"

Scatta la protesta contro la manovra targata M5S-Pd: "Mancati investimenti e tagli alla scuola". Ora anche i docenti si preparano alla mobilitazione

Studenti in piazza contro il governo giallorosso. Alla base della mobilitazione vi sono “i mancati investimenti nel settore dell'Istruzione, i tagli alla scuola e la riforma dell'alternanza scuola-lavoro”. In una nota diffusa dall'Unione degli studenti si legge che l'esecutivo dovrebbe urgentemente “investire su scuola e ricerca e non su grandi opere inutili e devastazione dei territori” al fine di “non dover più rischiare di morire in edifici scolastici pericolanti e in territori intossicati dall'inquinamento”. Piccolo spazio concesso anche al tema ambientale: “Le nostre città ci costringono a scappare e non sono a misura di studente: il trasporto pubblico gratuito, di qualità, ecosostenibile deve essere un diritto garantito”. L'intento è quello di garantire una legge nazionale “sul diritto allo studio, trasporti gratuiti, edilizia scolastica sicura”. Intanto pochi giorni fa è stato fatto un importante passo avanti: “Il non rinnovo degli accordi tra MIUR e Mc Donald's”. Ma ad alimentare la protesta dei giovani è sempre e comunque la manovra: “Aspettiamo ancora risposte da parte del governo e la nuova legge di Bilancio targata M5S-Pd non compie nessun avanzamento verso i diritti e i bisogni degli studenti”.

Anche a Chieti gli studenti sono scesi in piazza. "Sulla scuola soltanto tagli: governo a casa, fate i bagagli!", "Contro la scuola-azienda, via la nuova alternanza", "L'unica strada per ottenere una scuola su misura è la lotta", "Chi taglia la scuola cancella il futuro", "Poche convenzioni, troppa ostinazione", "Basta tagli", si ascolta e si legge tra cori e striscioni. Non poteva mancare un riferimento al ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti: "Aveva detto che avrebbe aumentato fondi per la scuola, invece ha taglio 1,8 miliardi di euro, mentre le nostre scuole crollano e non sono agibili".

I docenti in piazza

Lunedì 11 novembre sarà invece il turno dei docenti e del personale delle scuole. Lo sciopero è stato proclamato dai maggiori sindacati: in programma una manifestazione a Roma e presìdi in molte altre città d'Italia. Nel mirino finiranno quelle promesse fatte dal governo lo scorso aprile a Palazzo Chigi e poi ribadite a ottobre ma che in realtà “sono state disattese”: nello specifico si tratta dei concorsi e delle nuove norme sui diplomati magistrali. Il sit in nasce anche per cercare di ottenere un sistema strutturale di abilitazioni all'insegnamento e completare l'attuazione del decreto Precari.

Per l'intera giornata di martedì 12 novembre inoltre l'Anief - uno dei principali sindacati del comparto Istruzione - ha indetto la protesta del personale docente, ATA ed educativo, a tempo indeterminato e a tempo determinato, delle istituzioni scolastiche ed educative: tra le motivazioni principali vi sono le dichiarazioni del ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, sui finanziamenti per la scuola previsti in legge di Bilancio, in particolare quelli destinati agli aumenti di stipendio (personale scuola, università, Afam e ricerca). In queste giornate non sono ovviamente da escludere disagi generali in città e in alcune scuole.