Dal Sud al Nord, l'ascesa della mala nigeriana

L'allarme della Dia: "In Italia si va affermando Black Axe, sodalizio pericoloso e violento che dalla Nigeria s'è diffuso in tutto il mondo"

La mafia nigeriana sta crescendo sempre di più in Italia. E adesso i cartelli della mala africana iniziano a stabilirsi anche nelle grandi e medie città del Nord Italia. Mentre restano forti le propaggini siciliane, dove agiscono “sotto la protezione” dei clan e in Campania, nell’area del casertano.

L’allarme arriva dalla nuova relazione della Direzione investigativa antimafia che si riferisce all'attività degli investigatori nel periodo degli ultimi sei mesi dello scorso anno. L’analisi degli inquirenti restituisce il quadro di una consorteria criminale in ascesa, capace di mantenere fortissimi legami con i livelli più alti dell’organizzazione che, a loro volta, agirebbero direttamente dalla Nigeria. E che avrebbero importanti ramificazioni in ogni parte del pianeta.

Nel paragrafo dedicato alla mafia nigeriana, la Dia afferma: "In Italia si è progressivamente affermata l’associazione criminale nigeriana Black Axe, ossia un sodalizio particolarmente pericoloso e violento, costituito in Nigeria nel 1977 e poi gradualmente diffusosi in tutto il mondo".

Gli investigatori ricordano la pervasività della malavita straniera sul territorio nazionale: “il gruppo criminale si sarebbe insediato innanzitutto a Torino, Novara, Alessandria, Verona, Bologna, Roma, Napoli e Palermo. L’ammissione all’organizzazione è subordinata ad un rito di affiliazione, cui consegue l’assunzione di ruoli ben definiti”. E quindi: “Il potere di azione degli appartenenti non si limiterebbe, peraltro, al territorio italiano, potendo gli stessi operare anche in Nigeria, grazie ai forti contatti con l’organizzazione madre”. La mala nigeriana, infatti, è divisa in “culti” e quello operante in Italia sarebbe riferibile al cartello dei Black Axe, nato giusto quarant’anni fa, nel 1977.

Le attività più redditizie per i criminali nigeriani in Italia sono quelle relative allo sfruttamento della prostituzione e al narcotrafficato. Molti i corrieri di droga che sono stati intercettati negli aeroporti italiani e che provenivano proprio dagli scali africani. La posizione dei clan riconducibili alla mafia nigeriana è, solitamente, "servente" nei confronti dei clan nostrani con cui stringono alleanze sempre più strette e complesse.

Commenti

Aegnor

Gio, 27/07/2017 - 12:31

Le nostre prime donne,papessa in testa,sono andate al funerale di uno di loro,remember fermo?

swiller

Gio, 27/07/2017 - 12:41

Chiediamo spiegazioni alla boldrini.

TitoPullo

Gio, 27/07/2017 - 15:28

Ma cosa volete che capiscano quel branco di provincialotti che abbiamo al governo!! Figuriamoci se conoscono l'Africa!! Magari alcuni di loro vi ci sono recati con Alpitour o nel "compound" di qualche magnate nostrano.....tutto qui ! E' una classe politica culturalmente povera ( a parte anche qualche analfabeta)....roba da parrocchia o da sezione del PCI !!