Tiene il figlio disabile in panchina, l'arbitro squalifica l'allenatore

Una vicenda spiacevole nel fiorentino denunciato su facebook dall'allenatore. "Sensibilità pari a zero"

Un storia che ha dell'indicibile, ma che purtroppo è vera e quindi deve essere raccontata. Andrea Bartolini, allenatore di volley della squadra femminile di B2 Gao Orbetello (Grosseto), è stato squalificato per una settimana perchè ha protestato contro gli arbitri un po' troppo pignoli.

È accaduto in occasione di una trasferta della squadra a Sesto Fiorentino (Fi), durante una partita di campionato, quando gli arbitri hanno impedito al figlio del coach, Matteo, l'accesso in panchina. Il ragazzo, affetto da sindrome di down, ha il tesseramento come dirigente e ha una deroga della federazione che gli consente di stare in panchina con lo staff. Ma per la prima volta, a Sesto Fiorentino, gli albitri non hanno voluto sentire ragioni, si sono appellati al regolamento che impedisce a più di un dirigente di stare in panchina e hanno cacciato Matteo.

Bartolini, a fine partita, ha detto agli albitri quello che pensava. Come hanno reagito? Con la sua squalifica per una settimana. Dopo l'accaduto, il coach ha continuato a protestare su Facebook, raccontando "lo stupore di Matteo che comunque, da buon atleta, ha accettato questa decisione a dir poco vergognosa".

Ma il racconto sul social network è andato avanti: "Permettetemi di dire alle due persone, che sicuramente diventeranno dei bravissimi arbitri, ma la loro sensibilità nei confronti di chi ha qualche problema è pari a zero e questa cosa non si compra e non si impara, o ce l'hai o non ce l'hai. Grazie lo stesso anche per Matteo".

Commenti
Ritratto di Peppino1952

Peppino1952

Sab, 21/11/2015 - 16:19

Il regolamento, purtroppo, non ha nè anima nè pensiero. Ricordate sempre ciò che succedeva, ai tempi, nelle scuole, non trovavano il colpevole di una marachella? Tutta la classe in punizione... Assoluta vicinanza ad Andrea Bartolini, ma nell'occasione e nell'immediatezza avrei chiesto all'altro dirigente in panchina di uscire e lasciare il ragazzo, così di fatto avrei mortificato gli arbitri pignoli. Il regolamento del volley non lo conosco ma se la scelta dell'allontanamento di uno dei dirigenti è dipesa dagli arbitri allora ci troviamo di fronte ad altro.

COSIMODEBARI

Sab, 21/11/2015 - 17:24

Credetemi, essendo ancora nello sport agonistico come dirigente, non mancano arbitri con almeno una rotella in meno. E questo pure nelle partite giovanili.

COSIMODEBARI

Sab, 21/11/2015 - 17:33

Sig. Peppino 1952 a lei sfugge una cosa sacrosanta, quella che un dirigente accompagnatore non è un turista o un visitatore dell'impiantistica, tanto meno uno che deve fare la bella statuina. In panchina, in questi sport come il volley, il basket, il calcio a cinque, la palla a mano, l'hockey pista o in line, tanto per citarni alcun, si richiedono i time-out, ed un dirigente accompagnatore serve almeno per passare velocissimanente borracce d'acqua, per non dire che serve pure per gestire i cambi, per dare un'occhio al cronometro e tante altre piccole o grandi cose. Insomma è una persona operativa ed espertissima pure di regolamenti.

Non so

Sab, 21/11/2015 - 17:55

Ma io non so!!!! Se c'è un regolamento, noi qui in Italia, dobbiamo sempre aggiustarlo a nostro favore per una storia o per l'altra! Un dirigente è permesso, un dirigente entra, .. e che cavolo! Cosa importa se è down o no? Perchè è down ha il diritto di trasghedire ai regolamenti?

Sluca87

Sab, 21/11/2015 - 18:52

ARBITRO...si scrive arbitro, con la R...santo cielo.

Sluca87

Sab, 21/11/2015 - 18:59

Il regolamento prevede la presenza in panchina solo di personale indicato precedentemente e di un solo dirigente. I dirigenti erano 2 e il nome del ragazzo non era presente nell’elenco. Il ragazzo è stato spostato dietro alla panchina dove stanno il personale medico e gli assistenti. Il padre è stato squalificato perché ha contestato le scelte arbitrali (sulla partita) e ha detto loro di voler raccontare l’episodio del figlio alla stampa: si chiama minaccia. La verità è che per 4 anni il ragazzo è stato in panchina e per 4 anni non è stato rispettato il regolamento.

COSIMODEBARI

Sab, 21/11/2015 - 19:06

...pertanto l'arbitro doveva usare il buon senso del padre di famiglia nei confronti di Matteo, solo di Matteo a cui altri ha regalato. La disabilità non è da regolamento, neppure quella espressa dall'arbitro.

Ritratto di ottimoabbondante

ottimoabbondante

Sab, 21/11/2015 - 20:20

Daccordo il regolamento. E il buon senso della gente comune????? Questo vale molto di piú di qualsiasi regolamento!!!!! Arbitri tamarri. Talleyrand, rivolgendosi a nuovi funzionari dello stato, disse: sourtot pas trop de zèle. Sopratutto non troppo zelo. Ci calza a pennello a questo tamarro.

wrights

Dom, 22/11/2015 - 08:45

L'unica nota amara è che il ragazzo è disabile, per altro non capisco perché abbiano fatto male gli arbitri a far rispettare il regolamento, tra l'altro bisognerebbe anche vedere come si sono svolti i fatti. Comunque la sensibilità del padre è pari a quella degli arbitri, reclamando non ha fatto del bene al figlio, vale a dire gli ha fatto capire che quel posto in panchina, gli spettava per regolamento come dirigente, ma come e solo perché disabile.

Fradi

Dom, 22/11/2015 - 09:08

Anch'io ho un figlio disabile, ma visto che il regolamento non lo consente se ne sta in tribuna. Senza problemi.

piertrim

Lun, 23/11/2015 - 08:49

L'Italia purtroppo è quella che è per i regolamenti addomesticati, per le continue incomprensibili deroghe, per il giustificazionismo e il perdonismo dei tanti che sopra hanno postato. Se esistono regole devono essere rispettate!