Un'Amaca appesa al nulla

Quanto avrà puntato i piedi il vanesio Serra Michele, caduto dal cielo della prima pagina del club di Repubblica, per accettare di trasferirsi in ventitreesima pagina! Destinato a non essere letto da nessuno. Desolazione, malinconia, senescenza. E totale disinteresse dei giovani, che lo ignorano. Gli restano i coetanei, ormai vecchi come lui, e con difficoltà di lettura. Ecco allora la soluzione per consolarlo: l'oziosa amaca sommariamente appesa come una ragnatela sovrasta una striminzita colonnina, con una iniziale ingrandita come in un codice miniato, e i caratteri così grandi da apparire il doppio di tutti gli altri articoli. Per riempire il vuoto.

Dentro non c'è nulla, ma le vane parole appaiono due volte più grandi di quelle di Concita de Gregorio e di Corrado Augias che la fiancheggiano; e il doppio anche di quelle di Scalfari e Calabresi. Perché questo privilegio per chi da molto tempo non dice più niente? È esemplare «l'amaca» di ieri: per dire che i politici non hanno niente da dire. Proprio come lui. E lo rivela con un incipit di travolgente e sconcertante ovvietà, che lascia increduli: «Dicono che siamo nell'epoca della comunicazione, ma i benefici non sembrano così evidenti. Gli esponenti politici, quasi tutti, con l'espressione un poco rigida dello studente interrogato, sillabano nei tg frasi generiche ed evasive, mandate a memoria poco prima». Che novità, ci mancava solo che parlasse di «incomunicabilità»!

Commenti
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gpdimonderose

Lun, 30/04/2018 - 15:40

metafisica dell'arte, di una metafisica tragica............metafisic'artragica....... Platone quando ha scritto: “Poeti siete voi, e poeti siamo anche noi, di uno stesso genere”. L'arte e la poesia sono vincolate all'ombra, al senso che nell'ombra si cela e si ..., forse rispondendo in profondità proprio a Platone quando ha scritto: “Poeti siete voi, e poeti siamo anche noi, di uno stesso genere”. L'arte è la poesia ...esserdea....

Ritratto di adl

adl

Lun, 30/04/2018 - 17:12

Anche io che non sono più giovane, ricordo che ai verdi tempi delle superiori una copertina del "Male", ci fece scompisciare dalle risate in modo politicamente trasversale. Allora capivo ben poco di politica, ma vedere la caricatura di Andreotti che infieriva sulla statua della Giustizia dalle retrovie, era comunque esilarante a prescindere. Andreotti non c'è più e pace all'anima sua, quelli che infieriscono dalle retrovie sugli italiani, ce ne sono a iosa PECCATO CHE REPUBBLICOMANI & CO., sopra e sotto le amache, sono ormai tutti ipovedenti, ed ipercomplici.

sgarbistefano

Mar, 01/05/2018 - 05:31

Caro Sgarbi, che vuole farci? Dalle nostre parti l'aria fritta è sempre stata molto gradita, quasi come la pizza.

adal46

Mar, 01/05/2018 - 10:17

il buon Michele sarà un amante dei parolai...., e obiettivamente oggi di fronte alla logorroicità dei pentastellati e dei piddini che arrancano nelle torbide loro acque la sobrietà dei CDX gli sembra "incapacità".

lollofalloppo

Mar, 01/05/2018 - 14:47

grande vittorio sei poetico nel tuo grande minimalismo

Ernestinho

Mar, 01/05/2018 - 19:19

Invece i turpiloqui del ns. amato Vittorio valgono tanto!

Giovanmario

Mar, 01/05/2018 - 19:52

da wiki si apprende che era iscritto al pci.. e che si dimise da -epoca- quando la mondadori passò a berlusconi.. se la felicità consiste nell'essere coerenti.. questa persona è sicuramente al settimo cielo.. che altro dire? beato lui..