Ventimiglia, protesta migranti La polizia: "Corteo organizzato"

Un comunicato della Questura accusa gli antagonisti "No Border" di aver organizzato la rivolta dei migranti a Ventimiglia

La protesta di ieri dei migranti radunati a Ventimiglia nella speranza di varcare il confine con la Francia è frutto della strumentalizzazione operata dagli attivisti No Border. E' quanto risulta alla Questura di Imperia. La notte del 5 agosto un centinaio di migranti e una ventina di attivisti No Border, la gran parte appartenenti all'area anarchica lombarda, si è radunata nella pineta dei Balzi Rossi, nei pressi del valico di Ponte San Ludovico, per poi passare verosimilmente lungo la linea ferroviaria, che durante la notte non è impegnata dal transito dei treni. I manifestanti hanno inteso protestare, come da loro dichiarato, contro "le precarie condizioni di vita e le inaccettabili condizioni in cui essi si trovano e la privazione della libertà di movimento a cui sono costretti". "Di fatto - si legge in un comunicato della Questura - tali affermazioni sono quelle che si rinvengono nella pagina Facebook del Presidio permanente No Borders, a dimostrazione che l'origine della protesta è frutto della strumentalizzazione operata dagli attivisti No Borders". "A fronte delle motivazioni dichiarate, il Dirigente del servizio di ordine pubblico, attraverso mediatori culturali della Caritas, ha tentato di convincere gli stranieri a fare rientro nel Centro di prima assistenza del Parco Roja - spiega la Questura - con l'impegno di risolvere i problemi organizzativi lamentati. Purtroppo, l'intervento degli attivisti No Borders ha reso vano ogni tentativo di soluzione, in quanto i migranti sono stati indotti a integrare la richiesta con una pretesa che non è nella disponibilità di nessun funzionario dello Stato: l'apertura delle frontiere". La situazione pertanto è rimasta in stallo fino alle 18, momento in cui i migranti, subito dopo un conciliabolo con i No Borders, si sono parati contro le forze dell'ordine scandendo slogan di protesta - prosegue la Questura - per poi avanzare verso il personale dei reparti delle forze di polizia, cercando di sfondare il cordone, tentativo respinto con una carica di alleggerimento. L'ampiezza del terreno di scontro (300 metri di scogliera protetta solo da un basso muretto), ha consentito loro di riversarsi in gran parte sugli scogli, per poi attraversare a nuoto la frontiera ed entrare così in territorio francese". "Fuga durata poco - ricostruisce la Questura - per l'intervento della polizia francese che ha bloccato tutti nei pressi del vicino porto di Garavan, dove gli stessi peraltro, oltrepassata la frontiera, si sono radunati inspiegabilmente. La polizia italiana nell'azione non ha fatto uso di lacrimogeni. Nella stessa sera sono stati respinti 140 migranti. Questa mattina, due pullman scortati hanno trasferito i respinti in una località del Sud Italia. Nel corso e prima dei tafferugli sono stati bloccati, invece, tutti gli attivisti No Border".