"Vestiti contaminati e rifiuti infettivi". Quando gli scarti sono pericolosi

La procura di Catania contesta lo smaltimento dei rifiuti delle navi Aquarius e Vos Prudence

L'inchiesta che si abbatte su Msf e alcuni suo operatori apre un nuovo fronte per le Ong. Non solo quello dei migranti, ma anche quello dei rifiuti. Nel senso che ora Medici Senza Frontiere si trova costretta a difendersi dall'accusa di smaltire, "in modo indifferenziato", gli "indumenti contaminati indossati dagli extracomunitari" e "i rifiuti sanitari infettivi utilizzati per l'assistenza medica".

Nell'inchiesta denominata Borderless, infatti, la procura scrive che nel periodo compreso tra gennaio 2017 e maggio 2018 dalle navi 'Vos Prudence' e 'Aquarius' "non è stata mai dichiarata la presenza di rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo" anche in presenza di "numerosi e documentati casi di malattie registrate dai vari Uffici di Sanità Marittima siciliani e del Sud-Italia intervenuti al momento dell'arrivo dei migranti nei porti italiani" duranti i quali sono stati "rilevati 5.088 casi sanitari a rischio infettivo (scabbia, meningite, tubercolosi, Aids e sifilide) su 21.326 migranti sbarcati". Non solo. In un caso, quello del 27 novembre 2017, nel buono di servizio giornaliero dei rifiuti conferiti "nessuna traccia - scrivono Procura e Fiamme gialle - è stata rinvenuta di quelli solidi composti dagli scarti alimentari e di quelli costituiti dagli indumenti dei migranti a rischio contaminazione, nonchè di quelli sanitari veri e propri derivanti dall'attività medico-sanitaria prestata a bordo".

Insomma, si parla chiaramente degli abiti "contaminati" e di rifiuti di potenzialmente "infettivi". Le accuse della procura si baseranno ovviamente sulle norme previste dalla legge per lo smaltimento dei rifiuti speciali. Tutte le strutture ospedaliere, per dire, devono seguire delle stringenti normative per quanto riguarda materiali "sicuramente infetti" o "presunti tali". Per la precisione, si tratta di "tutti i rifiuti che provengono da ambienti di isolamento infettivo nei quali sussiste un rischio di trasmissione biologica aerea, nonchè da ambienti ove soggiornino pazienti in isolamento infettivo" e di tutti i "rifiuti" che "provengano da ambienti di isolamento infettivo e siano venuti a contatto con qualsiasi liquido biologico secreto od escreto dei pazienti isolati; siano contaminati da: sangue o altri liquidi biologici che contengono sangue in quantità tale da renderlo visibile; feci o urine, nel caso in cui sia ravvisata clinicamente dal medico che ha in cura il paziente una patologia trasmissibile attraverso tali escreti; liquido seminale, secrezioni vaginali, liquido cerebrospinale, liquido sinoviale, liquido pleurico, liquido peritoneale, liquido pericardico o liquido amniotico".