In dirittura d'arrivo l'inchiesta sul ladro acrobata

Dieci furti all'Esselunga. La polizia indaga e scopre che ad agire è un'unica persona: poi l'inchiesta si arena. Ora, finalmente, si avvicina la fine: probabile la richiesta di processare l'uomo.

Dieci furti all'Esselunga. Dieci colpi messi a segno nei supermercati di Milano: via dei Missaglia, via Washington, via Ripamonti e altri ancora. L'uomo, con precedenti per rapina, entrava di notte mescolandosi al personale in servizio che riforniva di merce gli empori. La polizia alla fine del 2007 si era insospettita, aveva chiesto all'Esselunga le videocassette con le registrazioni di quel che avveniva fra i banconi, infine aveva messo in fila tutti quei colpi. Sembrava un'inchiesta facile, ma qualcosa è andato storto. L'uomo, forse per aver fiutato i rischi, è sparito, il possibile arresto in flagranza è svanito, sulla scrivania degli investigatori è rimasto solo un dossier alto una spanna. Anche la magistratura che era partita in quinta si è arenata, incagliandosi sul recupero e sulla riunificazione dei fascicoli aperti a suo tempo contro ignoti. Nelle scorse settimane, dopo più di un anno di letargo, il Giornale ha denunciato i ritardi dell'inchiesta e ora l'indagine ha ripreso vigore e presto potrebbe virare verso la conclusione. E' presto per annunciare come finirà questa storia, ma forse siamo ad una svolta. Forse, i colpi non rimarranno impuniti e ci sarà un processo, dove per più di un anno non è successo niente. La polizia aveva ribattezzato quell'indagine Operazione gatto, dove il gatto naturalmente era lui, l'audace bandito solitario che strisciava fra gli scaffali, si impadroniva della merce, di solito macchine fotografiche e prodotti di elettronica, se la svignava dissolvendosi nel nulla. Ora tocca alla magistratura stabilire il da farsi. Intanto, per un certo periodo l'uomo è rimasto in carcere, dopo essere stato arrestato dai carabinieri per una rapina. Poi però è tornato in libertà. Ora la carriera del ladro acrobata potrebbe finire qua.