Il dramma dell'Aquila a Roma: sit in e proteste

Proteste in piazza Montecitorio:
corteo di cittadini abruzzesi arrivati in pullman dai comuni
colpiti dal sisma del 6 aprile. "Vergogna, vergogna", hanno scandito i manifestanti
arrivando davanti al palazzo. Montate delle canadesi sotto l’obelisco che domina la piazza, il corteo è stato fermato in via del Corso

Roma - Proteste in piazza Montecitorio: oggi pomeriggio i cittadini abruzzesi arrivati in pullman dai comuni colpiti dal sisma del 6 aprile hanno protestato. "Vergogna, vergogna", hanno scandito i manifestanti arrivando davanti al palazzo, mentre striscioni e cartelli reclamano una "ricostruzione dal basso". "Questo è il terremoto delle sfide, e ne abbiamo lanciate parecchie", ribatte il responsabile della protezione civile nazionale, Guido Bertolaso, a L’Aquila per la firma dell’accordo di programma per la realizzazione della nuova casa dello studente tra Regione Abruzzo e Regione Lombardia.

Corteo fermato in via del Corso
Il corteo è stato fermato dalla polizia a via del Corso e i manifestanti stanno per essere accompagnati dalle forze dell’ordine verso Piazza Venezia, dove li attendono gli autobus per tornare in Abruzzo. Bloccate dalle forze dell’ordine le strade tutte intorno Piazza Venezia e il Quirinale, il traffico nel centro storico della capitale è ormai in tilt.

La protesta davanti a Montecitorio Dall'Abruzzo alla Capitale. Il dramma del terremoto sotto i palazzi del potere. Questa mattina, a imitazione delle tendopoli, alcuni ragazzi hanno montato alcune canadesi da campeggio sotto l’obelisco che domina la piazza. Al grido "Buffoni, buffoni!" e "Vergogna, vergogna!", alcune centinaia di terremotati abruzzesi stanno manifestando a Roma davanti la sede della Camera dei deputati in piazza Montecitorio, contro le politiche del governo per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma. In particolare i manifestanti se la prendono con il cosiddetto decreto legge "salva Abruzzo" in discussione in questi giorni a Montecitorio. In piazza anche alcuni sindaci di paesi colpiti dal terremoto e diversi precari dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia con dei vistosi caschetti gialli di sicurezza in testa.

Le richieste dei manifestanti Gli abruzzesi scesi in piazza chiedono trasparenza e velocità nell’opera di ricostruzione. "Contro la speculazione per la ricostruzione dal basso: case, scuole e università subito", così lo striscione che campeggia in piazza degli studenti dell’Onda scesi anche loro in piazza. Il coordinamento dei collettivi de La Sapienza, impegnato in progetti nel capoluogo abruzzese annuncia per domani, la presentazione di un’inchiesta su la ricostruzione in Abruzzo. "Chiediamo - dicono - che non sia Impregilo ad occuparsene anche perchè fu Impregilo a costruire l’ospedale e la casa dello studente che poi crollarono. Inoltre abbiamo constatato che ci sono delle tendopoli che non sono state ancora raggiunte dalla corrente elettrica e che vivono in condizioni di disagio insostenibili". A queste gli studenti aggiungono "la militarizzazione delle tendopoli in cui, a causa del G8 che si sta preparando, è stato imposto il coprifuoco alle 22:30.