Ecco la "Sarpi" cingalese È a due passi dal centro

La comunità si è stabilita dietro piazza Sant’Agostino. Preoccupati i milanesi, la chiamano già Little Sri-Lanka. Tra le attività un ristorante, un bar e una gioielleria

Via Cesare da Sesto, zona Sant’Agostino, a due passi dal centro di Milano: benvenuti nella Paolo Sarpi cingalese. A chi viene da viale Papiniano e attraversa la piazza, basta infatti svoltare l'angolo per scoprire che a case signorili ed edifici della vecchia Milano si sostituiscono take-away esotici, phone center, minimarket di prodotti asiatici e bar-sale da gioco. Una trasformazione che si è compiuta negli ultimi sette anni, e che presenta non poche analogie con quanto avvenuto anni prima nella centralissima Paolo Sarpi, divenuta la Chinatown di Milano. Giuseppe, 78 anni, che da oltre quarant’anni manda avanti una delle botteghe storiche della via, un negozio di prodotti per parrucchiere, «Little Sri Lanka» l’ha vista nascere: «Negli anni Sessanta e Settanta la maggior parte dei commercianti qui era meridionale - racconta -. Poi è arrivata la metropolitana, la linea 8 del tram ha smesso di circolare ed è cambiato tutto. Molti hanno chiuso bottega: la vitalità della via è scomparsa, finché non sono arrivati i cingalesi». Ora, fra le attività in mano alla comunità cingalese si contano un ristorante - «Nabab» -, lo «Sri Lanka Tale Away», l’«Hn Records» che vende videocassette e dvd, il bar «Videocenter», la gioielleria «Uma Jewellery», il phone center «Mondo Phone», due negozi di articoli vari, il minimarket «Lanka Grocery» e addirittura un centro che assiste nella richiesta di permessi di soggiorno e altre pratiche burocratiche. «È gente molto tranquilla, grandissimi lavoratori - chiarisce Carla, che vende giocattoli artigianali in legno e assieme a Giuseppe è una delle poche negozianti italiane rimaste -. Non ci sono mai stati problemi. A volte organizzano la festa della comunità, e si mettono in strada con bancarelle di dolciumi e prodotti tipici: la via prende vita». Ma mentre i commercianti descrivono la comunità come pacifica e orientata al lavoro, i residenti raccontano che la sera, quando le serrande si abbassano e i negozianti vanno a casa, le cose cambiano: «Molti condomini si lamentano - racconta Aileene, portinaia -. Quasi ogni mattina arrivo e mi raccontano che durante la notte c’è stata una rissa o un accoltellamento in strada». Punto di partenza di risse e liti fra cingalesi è molto spesso il bar-videonoleggio gestito da gente della comunità. «I residenti ingigantiscono le cose - minimizza Giuseppe -: problemi del genere ci possono essere fra italiani come fra stranieri». E mentre residenti e commercianti insediatisi qui molti anni prima dei cingalesi si confrontano con il problema dell’integrazione, fra scetticismo, timori per la sicurezza e timide aperture, ogni sabato da tutta la Lombardia - come conferma Carla - i membri della comunità arrivano a centinaia per acquistare prodotti tipici che non riescono a trovare altrove e incontrarsi, trasformando il volto del quartiere. Mentre è facile, nei week-end, incontrare cingalesi al Parco Solari che si allenano nel gioco del cricket: segno, anche questo, della trasformazione in atto nella zona.