Marchionne boccia il sistema Italia e fa infuriare il governo

Marchionne: "In Italia condizioni per l'industria impossibili". Il ministro del Lavoro: "Ci sono aziende che investono". In ballo il futuro di Mirafiori e Cassino

Ed è ancora braccio di ferro. Questa volta non con i sindacati. Ma con il governo che non ha gradito la denuncia lanciata ieri da Sergio Marchionne al sistema Italia. È bastato che l'ad del Lingotto dicesse quanto di più ovvio si possa dire sull'economia nostrana, e cioè che fare industria è pressoché impossibile, perché il ministro del Lavoro Enrico Giovannini andasse in escandescenze e si mettesse a difendere un Paese dove le imprese vengono spolpate dal Fisco e gli imprenditori perseguitati dalla burocrazia e dall'Agenzia delle Entrate. "Ci sono molte imprese che in queste condizioni stanno continuando a investire, a crescere, a creare profitto e posti di lavoro - ha spiegato l'ex presidente dell'Istat - questo nonostante le indubbie difficoltà".

Ieri, durante una conference call con gli analisti finanziari sui dati del secondo trimestre, Marchionne l'ha detto chiaro e tondo: la Fiat potrebbe non investire più in Italia dal momento che "le condizioni industriali rimangono impossibili". Tanto che i nuovi modelli dell'Alfa Romeo potrebbero essere prodotti all’estero. Stando all'analisi dell'ad, infatti, il Lingotto avrebbe già sul tavolo "le alternative necessarie per realizzarli ovunque nel mondo". Parole pesanti che tornano a impensierire un governo che non è ancora riuscito a sciogliere lacci e lacciuoli che imbrigliano industria e impresa. "Rimango open minded, non ho pregiudizi", ha spiegato l’amministratore delegato insistendo sulla necessità che l'esecutivo riempia il vuoto lasciato dalla sentenza della Consulta. Venerdì il colosso di Torino ne parlerà con i sindacati e nel pomeriggio ci sarà l’atteso incontro con il leader della Fiom, Maurizio Landini. "Vedremo il risultato...", ha commentato Marchionne lasciando il braccio di ferro in sospeso. Almeno per ora. Perché tutte le problematiche restano. E fanno male, non solo alla Fiat.

Il governo Letta non intende restare a guardare. Le parole di Marchionne non hanno lasciato indifferente Giovannini che, ai microfoni di Rai Radio 1, ha ricordato che esistono molte imprese che "in queste condizioni stanno continuando a investire, a crescere, a creare profitto e posti di lavoro, questo nonostante le indubbie difficoltà". "È chiaro che il tema è caldo, specie dopo la sentenza della Corte costituzionale su Fiom-Fiat - ha proseguito il ministro del Lavoro - in questi mesi io e Marchionne abbiamo discusso più volte di come migliorare le relazioni industriali". Anche il ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo ha accusato Marchionne di dimenticare le eccellenze del Belpaese: "Abbiamo due grandi industrie, l’agroalimentare e i beni culturali, e l’Expo sarà una grande occasione per metterle a sistema". Il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato conta di incontrare il manager del Lingotto prima del 10 agosto. Sul tappeto c'è il futuro di due fabbriche importanti, quelle di Mirafiori e Cassino: per entrambe la cassa integrazione è agli sgoccioli, a Torino finirà il 30 settembre, nell’altro stabilimento a fine anno. Se gli investimenti non si sbloccano il futuro di entrambi è ad alto rischio, con risvolti occupazionali drammatici.

Sebbene sia soddisfatto dei conti del gruppo, Marchionne non vede per il mercato europeo dell’auto alcuna svolta fino al 2015, anche a causa della forte competizione tra i costruttori. Mentre il Vecchio Continente ha dimezzato le perdite, la Fiat è riuscita a chiudere il secondo trimestre con un utile netto di 435 milioni di euro, quasi il doppio rispetto all’analogo periodo del 2012, un utile della gestione in aumento del 9% a oltre un miliardo di euro e ricavi in crescita del 4% a 22 miliardi. Il gruppo conferma i target 2013, mentre Chrysler, che chiude il secondo trimestre con un utile netto a 507 milioni di dollari, in aumento del 16%, rivede il target del reddito operativo nella forchetta tra 3,3 e 3,8 miliardi di dollari rispetto all’obiettivo di 3,8 miliardi indicato precedentemente e quella dell’utile netto 2013 a 1,7-2,2 miliardi di dollari dai 2,2 miliardi precedente previsti. "A pesare - ha spiegato il direttore finanziario della società americana, Richard Palmer - il richiamo dei modelli jeep e una riduzione delle consegne di auto".

Commenti

Maxforliberty

Mer, 31/07/2013 - 11:10

Marchionne non ha espresso semplicemente un'opinione, ma ha avuto il coraggio di evidenziare un dato oggettivo, reale e condiviso dagli Italiani. Se Giovannini vuole risolvere qualcosa, dovrebbe sapere che negando il problema e l'evidenza dei fatti non va da nessuna parte, anzi rischia di peggiorare.

Ritratto di LIAZ

LIAZ

Mer, 31/07/2013 - 11:13

Caro Marchionne se vuoi andar via dall'Italia dillo in modo chiaro, non trovare scuse e scaricare le colpe su altri come in questo paese si fa spesso e volentieri anche nel quotidiano,colpa della fiom, di Landini, di questo, di quell'altro..poverino non lo lasciano lavorare..sembra di vedere un altra persona.......fai come vuoi certo, ma prima restituisci tutti i sacrifici che indirettamente gli italiani hanno fatto per Fiat e dopo semmai te ne vai....ti senti tanto italiano che neanche hai la residenza...mah!

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mortimermouse

Mer, 31/07/2013 - 11:18

come al solito il ministro non capisce niente. e non c'è da meravigliarsi: egli proviene dalla scuola comunista, dove non serve essere esperti, basta apparire... :-) marchionne ha fatto una cosa coraggiosa, è stato molto abile. e l'unica cosa che si è preso sono soltanto gli insulti. e pensare che i comunisti si lamentano del lavoro, ma se lo trattano come un delinquente, il lavoro ve lo sognate pure....

Ritratto di maior

maior

Mer, 31/07/2013 - 11:33

Sono ormai parecchi giorni che io riferisco quello che in America si pensa dell'Italia: ovvero che non decide la politica su chi deve investire e lavorare, ma la giustizia figlia di una politica succube e stolida Marchionne non fa che prendere atto di quel pensiero. Una giustizia che dopo 60 anni decide di dichiarare incostituzionale un articolo dello Statuto dei Lavoratori, che decide che chi non accetta un contratto passato in referendum deve poter decidere, pur minoranza, le sorti di una azienda, invece che accettare e dentro a questo discutere, è all'estero una cosa incomprensibile.Ma così va l'Italia. Risultato: le nostre aziende delocalizzano, quelle straniere non vengono. Siamo sulla via della miseria e ancora si tergiversa.

linoalo1

Mer, 31/07/2013 - 11:33

Marchionne che,penso,ormai abbia l'esperienza per dire cosa va o cosa non va nelle imprese italiane,non può parlare!Perchè,qualsiasi cosa dica ,per i Sinistrati, è sbagliata!Infatti,solo quello che dicono loro è giusto,per definizione!Infatti,si vede come hanno ridotto l'Italia!Ma,per loro, è solo colpa di Berlusconi!Chi mai avrà ragione?Ai posteri,l'ardua sentenza!Io,la mia l'ho già data!Lino.

Ritratto di IVO

IVO

Mer, 31/07/2013 - 11:33

Ci vuole un bel coraggio ad asserire che ci sono aziende in crescita , ma questa gente dove vive x dire queste barzellette ? Io sono a conoscenza di aziende artigianali che lavoravano prettamente x delle coop nel settore della falegnameria , queste aziende sono state costrette ad andare in cassa integrazione in quanto le famose coop si sono prese il lavoro e lo hanno portato in Slovenia . Se questi sono gli esempi che ci portano avanti le aziende cosi chiamate non a scopo di lucro vedete un po' voi . Ora mi permetto un esempio lampante si: sente tanto parlare di FIAT , ma non ho mai capito che differenza ci passi dalla Fiat alla Piaggio solamente x esempio perché di queste realtà ne conosco molte altre , tanto x non fare nomi posso dire che nel nostro paese ci sono aziende che tengono i dipendenti in cassa integrazione poi il lavoro (la produzione ) la fanno in Cina questo non vi dice nulla ? dove vive Landini , non vede queste assurdità con tutti i paroloni che sputa , queste cose non le vede se sono a sinistra ? c. iv.

giovanni PERINCIOLO

Mer, 31/07/2013 - 11:39

Bisognerebbe ricordare al ministro e a landini cio’ che é avvenuto in Germania nel 2002 quando l’industria e il paese tutto erano quasi in ginocchio. Fu incaricata una commissione che prese il nome di commissione Hartz per cambiare radicalmente il mercato del lavoro e le sue proposte furono adottate con il consenso dei sindacati. La prima presa fu quella di far lavorare gli operai solo quattro giorni ma con riduzione proporzionale del salario. Fu ridotto il periodo di cassa integrazione da 26 a 12 mesi (18 per i lavoratori ultracinquantenni) e via dicendo. Comunque riassumendo il mercato del lavoro fu modificato cosi’ con quattro leggi che sono codificate come « leggi Hartz » : 1 – un lavoratore in cassa integrazione DEVE spiegare dettagliatamente perché rifiuta una offerta di impiego se vuole continuare a ricevere l’indennità. 2 – ricorso facilitato a quelli che vengono chiamati mini-jobs, cioé impieghi a tempo parziale poco remunerati per i quali non ci sono cotizzazioni sociali salariali. 3 – riforma sostanziale dell’Agenzia federale del lavoro. 4 – oltre alla riduzione della durata della cassa integrazione a tutti i disoccupati di lunga durata (passati i 12 mesi), quale che sia la loro qualifica, spetta il minimo sociale di sopravvivenza uguale per tutti che é arrivato nel 2013 a euro 382 per mese per i single e in contropartita sono tenuti ad accettare quelli che vengono qualificati come lavori di utilità pubblica e remunerati a 1 (dicesi uno) euro all’ora (ein euro jobs). Aggiungo per landini e compagni che spesso citano i salari degli operai tedeschi che dovrebbero anche citare quale é la redditività/ora del lavoratore medio tedesco e quale percentuale di assenteismo (malattia compresa) dei lavoratori tedeschi confrontata con quelli italiani. Da ultimo se oggi i loro salari sono buoni é frutto dei sacrifici loro chiesti e accettati con il consenso dei sindacati quando é stato necessario farli e questa é solo la giusta ricompensa. Resta il problema che quelli sono sindacati veri e i nostri sono sfasciacarrozze e che i socialisti tedeschi (la riforma la fece Schroeder) si preoccupano veramente dei lavoratori mentre i sinistri nostrani si preoccupano solo di voti e poltrone e i « destri » nostrani sono un po’ meglio ma non troppo e non tutti, sia detto per inciso !

Ritratto di IVO

IVO

Mer, 31/07/2013 - 11:40

Quando avremo finito con l'accanimento terapeutico di Silvio credo che dovremo incominciare con quello di Marchionne , e' pur vero che sotto al torchio comunista qualche testa ci deve sempre stare altrimenti come faremmo a tenere a bada tutti i papabili primi pretendenti ministri che stanno sulla graticola ?c. iv.

Zizzigo

Mer, 31/07/2013 - 11:43

Il ministro Giovannini è un imprenditore da traccheggiamento, è evidente che di "impresa" ne capisce nulla; è inutile che tenti di esorcizzare la situazione... e di prendere gli Italiani per i fondelli con false verità. Purtroppo Marchionne ha ragione!

Ritratto di dbell56

dbell56

Mer, 31/07/2013 - 11:52

Giovannini lo scienziato, indicasse quali siano queste aziende monstre che in un oceano di crisi, vanno a gonfie vele!!

cgf

Mer, 31/07/2013 - 11:54

Enrico Giovannini è abituato a pensare piccolo convinto che l'orticello di casa può soddisfare le esigenze dell'intera popolazione. Sicuramente vede poco oltre al proprio campanile, non sa cosa sia globalizzazione, è convinto che il lavoro scenda dal cielo insieme alla pioggia. Se chiudesse la FIAT non si parla solo di qualche migliaio di operai ed impiegati, esiste tutto l'indotto!!

wotan58

Mer, 31/07/2013 - 11:59

Marchionne dice cose ovvie che valgono non solo per la grande, ma soprattutto per la piccola e media impresa, che maggiormente sente il giogo della burocrazia, delle tasse ed ha ben minore flessibilità nell'accesso al credito facendo di norma riferimento ad istituti italiani. Non c'è nulla da fare, il problema è quello della mentalità della casta dominante che a differenza degli anni '70 oggi considera l'impresa non come entità in grado di produrre ricchezza per tutti, ma come un pollo da spolpare per soddisfare i fabbisogni di uno stato sempre più avido di risorse (altrui) ed autoreferenziante. Vecchio problema. Servirebbe una rivoluzione liberale. Peccato che in Italia manchino i liberali, che dagli anni '70 non hanno più alcuna rappresentanza a livello politico.

Zizzigo

Mer, 31/07/2013 - 12:03

In Italia la sinistra non fa che danneggiare l'economia... e sé stessa, nel '91 ci pensò Amato, ora Saccomanni. Le industrie, gli artigiani, chi ha investito nel mattone, gli operai, nessuno ce la fa più. Ci vuole una chemio, una cura radicale contro il cancro!

fabio tincati

Mer, 31/07/2013 - 12:07

se il ministro sa che ci sono aziende in attivo faccia un'elenco verificabile altrementi può stare zitto! Hanno sparlato tanto delle aziende italiane,quando faceva loro comodo,che ora un certo tipo di gente ci crede! Landini,dopo il terremoto di Modena(dove lo stato se ne fotte) è andato a fomentare una rivolta contro gli industriali che avevano costruito(secondo lui)capannoni inadeguati(quando erano a norma).Era una scusa così scema che perfino i suoi gli hanno dato del matto.Rimane il fatto che ai più piace sentire i politici dire che la colpa è degli altri:il sindaco di Milano vuole una tangente mascherata da salute pubblica per chi entra nel centro,marchionne se esce dall'Italia è un avido.Non vale la pena..

piertrim

Mer, 31/07/2013 - 12:18

Guardate che Giovannini se ne intende e Marchionne non so quanto ne capisca. Anche all'Istat come direttore ha sempre fatto grandi cose, peccato non sia riuscito a calcolare lo stipendio medio dei parlamentari europei e meno ancora gli indici di svalutazione FOI. Che a vederli fanno ridere e vien da chiedersi chi li compili e li avalli.

Ritratto di marco piccardi

marco piccardi

Mer, 31/07/2013 - 12:18

se qualcuno si chiedesse quali sono le aziende che in Italia investono e sono in crescita, la risposta e' semplice: coop rosse.

ilsignorrossi

Mer, 31/07/2013 - 12:21

a me non sta troppo simpatico,ma ha ragione

Ritratto di Dragon_Lord

Dragon_Lord

Mer, 31/07/2013 - 12:22

finalmente si sta decidendo tutti licenziati, lo aspettano in Polonia dove i politici ragionano con il cuore ed i cittadini sono civili, che restino i dipendenti pubblici tutti di sinistra a vivere in questa fogna chiamata Italia

Ritratto di deep purple

deep purple

Mer, 31/07/2013 - 12:37

Giovannini dice fesserie. Però, bisogna far ricordare a Marchionne che l'azienda di cui fa parte, è una di quelle che per tantissimi anni ha sorretto questo sistema marcio e ne ha beneficiato.

Ritratto di EMILIO1239

EMILIO1239

Mer, 31/07/2013 - 12:37

Pieno appoggio a Marchionne. Non si può fare industria in Italia dove per fini politici sinistroidi vanno a braccetto, sindacati, Magistrati e leggi, contro chi realmente investe in questo misero Paese, dove la dittatura della magistratura è l'unica Legge.

marvit

Mer, 31/07/2013 - 12:39

Ma quanti sono i sindacati?? Quanti i sindacalisti?? Come sono retribuiti??Quante proprietà mobiliari ed immobiliari hanno?? Quanto e come spendono?? Possiamo saperlo??.....poi, se rimane tempo,casomai parliamo di Fiat

Ritratto di ilsaturato

ilsaturato

Mer, 31/07/2013 - 12:44

MA BASTA! Basta a tutto!! Dobbiamo smettere immediatamente di comportarci, pensare, valutare, discutere, protestare come abbiamo fatto fino a oggi e da decenni! Ci hanno fatto diventare tutti una massa di rammolliti e lamentosi polemici; ci hanno trasformato e ci hanno convinto di essere un gregge a cui facilmente viene e deve essere imposto tutto, in ogni ambito delle nostre vite e persino dei nostri più privati pensieri. Siamo diventati un esercito di vuoti, inutili, incapaci, ben allineati e disciplinati ricercatori dell'infinitamente piccolo. Hanno incatenato ognuno di noi al suo tavolino e noi passiamo le giornate a guardare dentro a uno scassatissimo e "taroccato" (dalla politica, quella rossa in primis e da più lungo tempo) microscopio e ci perdiamo (questo è esattamente ciò che si voleva ottenere) nell'analisi infinita di microparticelle delle nostre vite, della nostra società, della nostra economia, ecc... E ognuno parla, parla, parla... da solo! Nessuno viene ascoltato e, se fa troppo casino, media-politici-magistratura-sindacati-istituzioni-istruzione-sanità-centri sociali rossi e/o uno del loro esercito di mantenuti provvede a cambiargli il vetrino e lui se ne ritorna buono buono a concentrarsi su qualche altra insignificante inezia. La paura folle di chi ci ha ridotti così è che qualcuno riesca a liberarsi dalle catene e si alzi in piedi e cominci a guardarsi davvero attorno e ad accendere la luce nel locale buio in cui ci hanno rinchiuso da 70anni. Sono terrorizzati al pensiero che finalmente tanti di noi provino a staccare l'occhio dal microscopio, si liberino delle catene, si alzino in piedi e di colpo realizzino che una visione generale ci farebbe scoprire che il locale in cui viviamo le nostre limitate (da loro) esistenze è piccolo, sporco, con l'aria malsana, che tutti noi abbiamo infilato nelle vene un ago collegato a un sistema succhiasangue centralizzato; che siamo ammassati a decine di milioni in una prigione mentre, fuori, qualche milione di nullafacenti e gozzoviglianti carcerieri ideologizzati controlla che nessuno sposti anche solo l'occhio dal microscopio (figuriamoci liberarsi e andare in giro...) e si ingozza del nostro sangue, oltretutto irridendoci. Il problema è che tanti degli incatenati sono talmente indottrinati e convinti, che abbaiano e digrignano i denti ai loro vicini che osano tentare di liberarsi da tutto questo (basta leggere anche solo le idiozie senza senso, offensive, violente e pretestuose che tanti acefali rossi vengono a scrivere anche qui...). Non c'è più spazio, non c'è più tempo, non c'è più ossigeno, per porre attenzione ai particolari. Occorre "guardare dall'alto" e nella visione generale concentrarsi sui "macigni", sulle "montagne", sui "reticolati di filo spinato"... Lo stato costa troppo, si deve tagliare le spese a colpi d'ascia non con la pinzetta per le ciglia - La Costituzione e l'assetto istituzionale sono inadeguati e paralizzanti, vanno cambiati e riformati dalle fondamenta - Le regole fiscali, burocratiche e del mercato del lavoro sono depressive, repressive, limitanti e inadeguate, vanno ricostruite e adeguate - I poteri di magistratura e sindacati sono da dittatura comunista, vanno rifondati e riportati all'interno di in un'ottica di vera democrazia e giustizia - L'immigrazione è un problema mortale, va completamente fermata e le regole/leggi vanno modificate o promulgate in modo che davvero proteggano gli Italiani da questo uragano devastante - Devono essere permessi referendum propositivi, deliberativi e legislativi su materie di interesse nazionale e costituzionale... DOBBIAMO SVEGLIARCI, alzarci in piedi e tornare padroni di noi stessi, delle nostre vite, del nostro lavoro e della nostra magnifica nazione; ma dobbiamo farlo adesso, SUBITO, il tempo è già scaduto!!!!....

Noidi

Mer, 31/07/2013 - 12:45

@giovanni PERINCIOLO: Tutto giusto sul discorso Hartz IV, si chiama cosi, però devo farLe 2 precisazioni. Quella che Lei chiama cassa integrazione in effetti è il sussidio di disoccupazione. Inoltre passati i 12 mesi con iol sussidio di disoccupazione (67% dell'ultima busti paga), 18 in alcuni casi, di assistenza sociale si prendono sì 385 € al mese, Lei però ha dimenticato di dire che viene pagato l'appartamento, il riscaldamento e l'acqua. Questo giusto per essere precisi.

GilbertoVR

Mer, 31/07/2013 - 12:48

Il progetto della Fiat di abbandonare l'Italia era chiaro da anni. La compplicità dei Sindacati UIL e CISL con l'ex Ministro Sacconi ha favorito il tutto mettendo in condizioni l'opinione pubblica di credere negli investimenti , ecc. Ciò è servito per creare dei pericolosi precedenti nelle relazioni industriali, con conseguente sentenza della Corte,ecc. Il progetto Fiat di lasciare il nostro Paese non dipende dall'arretratezza dell'Italia ma da un preciso progettto industriale. Si vuole sempre dare la colpa al costo del lavoro ( per una Panda non è superiore al 10% del costo industriale, )che è mooto più facile come argomentazione per le istituzioni, in realtà il costo dell'energia , la tassazione, il costo dei trasporti, la mediocre professionalità degli italiani,la burocrazia sono i veri motivi per cui le imprese emigrano.

LAMBRO

Mer, 31/07/2013 - 12:58

Marchionne sarà un opportunista ma in un mondo di lupi l'agnello soccomberebbe. Globalizzazione e concorrenza impongono delle ferree leggi economiche alle quali nessuno, se vuole sopravvivere, si può sottrarre. Landini ha un bel dire con le alchimie regolamentari ma per essere competitivi è necessario fare il vero interesse dei Lavoratori . Basta prenderli in giro illudendoli con il giochino dei diritti senza evidenziare anche i doveri. Basta bluffare !! questa è una partita mondiale che va giocata con le regole mondiali non con quelle della FIOM-CGIL !!

petra

Mer, 31/07/2013 - 13:14

"in queste condizioni stanno continuando a investire, a crescere, a creare profitto e posti di lavoro, questo nonostante le indubbie difficoltà". E allora? Che ragionamento è? Questo ragiona come un adolescente che non capisce nulla di economia. Anch'io conosco delle aziende, in genere medio-piccole che vanno abbastanza bene grazie all'esportazione oltreoceano o che producono beni di lusso che possono permettersi forti ricarichi, data la scarsa concorrenza. Ma qui si parla di automobili, produzione di massa, che devono vendere anche in Italia ed Europa, con una fortissima concorrenza in campo. Ma Giovannini, ti facevo piu' accorto. Usa il capino ti prego, se no soluzioni non ne troverai mai.

steacanessa

Mer, 31/07/2013 - 13:15

Viste le magistrali decisioni non puó fare altro che andare a produrre in paesi cgil free.

Ritratto di Coralie

Coralie

Mer, 31/07/2013 - 13:15

" Ci sono imprese che investono e crescono. " Mi viene da chiedere, " dello stesso livello della Fiat? " Signor Marchionne, la Sua battaglia del lavoro con i sindacati e' persa in partena, perche' dopo la sua contestazione. i magistrati daranno ragione a sindacati e lavoratori. Faccia il bel gesto, " faccia vedere agli italiani che chi produce reddito non ha bisogno del benestare di sindacati e magistrati. E trasporti la produzione FIAT all'estero, cosi i sopracitati signori, forse capiranno gli errori che fanno e che hanno fatto!

CALISESI MAURO

Mer, 31/07/2013 - 13:26

penso che produrre auto oggigiorno sia un mestiere difficile e poco redditizio. La fiat da un po di anni non riceve aiuti di stato, vuole stare sul mercato da sola.Da noi non si puo'quasi impossibile. Quindi penso che le produzioni di bassa redditualita' le voglia spostare dove il lavoro costa meno lasciando le autovetture di alta classe in italia. Non ha torto. Il ministro forse non si e' ancora reso conto cosa sta' succedendo in giro e cosa bolle in pentola. Pero' possono per legge o con una sentenza obbligare la fiat a non chiudere le fabbrica, gia'una bella sentenza e zac.... tutto risolto:))

Ritratto di bracco

bracco

Mer, 31/07/2013 - 13:30

Marchionne ha ragione al 100% perché dovrebbe investire in un paese dove anche il più piccolo sindacato può bloccarne lo sviluppo forte dell'appoggio di una certa magistratura

agosvac

Mer, 31/07/2013 - 13:30

Marchionne ha ragione al 100%. Le industrie che investono ed esportano non hanno certo a che fare con landini e la magistratura sua amica. La Fiat ha sempre espresso il desiderio di potere investire in Italia, ma come lo può fare se poi la Fiom non fa altro che contrastarla e la magistratura dà ragiopne a Landini??? Marchionne ancora non ha preso la decisione di andare a produrre all'estero come stanno facendo un gran numero d'indistrie italiane e per questo lo dovrebbero ringraziare. Se Fiat andasse a produrre all'estero con spese di gran lunga minori rispetto a quelle che ha in Italia, la Fiat non avrebbe alcun problema. Già lo fanno la maggior parte delle industrie automobilistiche europee,a cominciare da Volkswagen per finire a Bmw, Renault, Peugeot ed altre minori.Tutte queste, più furbe di Fiat, già producono fuori dall'Europa. La Fiat ancora si ostina a tenere in Italia stabilimenti che costano il doppio di quelli all'estero e per tutto ringraziamento si permette ad un miserabile come landini di osteggiarla. Il ministro giovannini( la minuscola in questo caso è doverosa) dovrebbe ringraziarlo invece di criticarlo. Altri, al posto di Marchionne, se ne sarebbero andati fuori dall'Italia già da un bel pezzo.

Aristofane etneo

Mer, 31/07/2013 - 13:38

Da Marchionne volentieri comprerei una Fiat o, meglio, un'Alfa, cosa che mai ho fatto con l'avv. Gianni Agnelli. Che in Italia una casta di burosauri in combutta con potentati stranieri sfacciatamente famelici stanno dissanguando le imprese private è una drammatica costatazione. L'on. De Girolami (che con suo marito ci costano 80.000.000 delle vecchie lire al mese) non parta lancia in resta contro un manager che è strapagato ma fa e vende milioni di auto e umilmente lo metta in grado di investire in Italia. E non solo lui. Dott. Marchionne si ricordi, La prego, che l'Alfa Romeo è del Popolo italiano e che è stata regalata alla FIAT dell'avv. Gianni Agnelli

ilsignorrossi

Mer, 31/07/2013 - 13:39

giovannini dove le hai viste le imprese in salute?.........forse parli dei dipendenti statali,loro si,in effetti non hanno problemi

Duka

Mer, 31/07/2013 - 13:42

La differenza è: Marchionne sa ciò che dice mentre il Min. Giovannini NO- con la differenza, non di poco conto, che il Min. è un dipendente dei cittadini italiani ovvero pagato da tutti noi anche se non sa quel che dice.

Ritratto di joe pizza

joe pizza

Mer, 31/07/2013 - 13:44

il giochino e sempre uguale.ricatto da parte Fiat,falsa preoccupazione dei sindacati( come quando fece in modo di regalare alfa romeo a Fiat) e il governo sborsa quattrini. risultato:se un italiano compra un'auto fiat da 15000 euro in realta la paghi 17000

Dominico

Mer, 31/07/2013 - 14:10

Non riesco a capire l'insistenza della FIAT a rimanere in Italia quando le prospettive di crescita e di sviluppo sono praticamente nulle. Altre aziende hanno già mollato gli ormeggi (hanno venduto o hanno chiuso o si sono trasferite all'estero). Inoltre quì tra sindacati, magistratura, politici, costi di energia e tasse è una una guerra spietata e persa. Ben diversamente dai rapporti che la FIAT ha negli USA, in Serbia, in Polonia, in Cina e in Canada. Personalmente, avrei già utilizzato il metodo Termini Imerese....."cari signori non mi conviene più, me ne vado, fatevi comprare dai Cinesi (se ci riuscite)".

Ritratto di Carlito Brigante

Carlito Brigante

Mer, 31/07/2013 - 14:18

Se non fosse stato per questo sistema Italia che fa tanto schifo a Marchionne, la Fiat sarebbe fallita gia' da tempo. Il fatto e' che quando c'e' da prendere il sistema non fa schifo a nessuno, quando c'e' da dare invece arrivano i dulor e' panz

Marco bruno

Mer, 31/07/2013 - 14:38

Ma perché una volta tanto i signori polittici non fanno un'indagine rivolta a tutti gli imprenditori, quelli veri, non i soliti amici degli amici, si accorgeranno che il livello di soddisfazione nei confronti dello Stato è ZERO, purtroppo con qualunque governo, Berlusconi o altri.

giovanni PERINCIOLO

Mer, 31/07/2013 - 14:42

x noidi. La ringrazio per le precisazioni che confermo ma confesso che ho un po' semplificato e condensato quello che sarebbe un discorso troppo lungo in questo contesto. saluti.

aculus

Mer, 31/07/2013 - 14:51

Giovannini ex tempore!! Grandi industrie: l'agroalimentare e i beni culturali!!! Beni ce ne sono ma stanno decadendo vedasi pompei...l'Italia sta perdendo pezzi in tutti i settori!!! Per l'industria il clima e catastrofico!!!! Giovannini sveglia! Vabbe politica del neghismo.

Leonardo Marche

Mer, 31/07/2013 - 14:57

Ringrazio Perinciolo per il commento e la sintesi sulle riforme Harzt tedesche. Ne ho potuto verificare le conseguenze sui dati macroeconomici della Germania. Dopo le riforme in 10 anni la Germania ha recuperato il 25% di competitività sugli altri paesi europei ed ha mantenuto costantemente attiva la bilancia dei pagamenti, generando un surplus che gli ha permesso di gestire lo spread con gli altri paesi come più gli aggradava. L'economia tedesca è diversa da quella italiana e quindi non è scontato che tali riforme avrebbero in Italia gli stessi risultati. Ad esempio l'industria tedesca beneficia di tecnologia e dimensioni che la rendono più difendibile di noi agli attacchi cinesi. Tuttavia se il nostro sindacato cercasse soluzioni capaci di migliorare la competitività del paese e quindi generando lavoro per tutti anzichè arroccarsi a burocrazia e leggine, sono sicuro che tutto il sistema paese ne beneficerebbe largamente.

yulbrynner

Mer, 31/07/2013 - 15:18

il problema delal fiat e dare la sveglia a ingenieri e progettisti ..le auto fiat sembrano le moskovich e le zaz di un tempo tecnologicamente arretrate e meno affidabili di tedesche e giapponesi a quando modelli nuovi e competitivi? questo e il vero problema tecnici e progettisti da 4 soldi.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mer, 31/07/2013 - 15:25

se trovassimo 100 imprenditori come marchionne, avremmo risolto il problema della disoccupazione! con quello che lui ha fatto per salvare i posti di lavoro, all'estero resterebbero a bocca aperta.... comunisti, fate schifo, state zitti! non sapete nemmeno distinguere lucciole dalle lanterne!

m.m.f

Mer, 31/07/2013 - 15:35

............ha ragione Marchionne e che tutti gli altri si diano una svegliata e seguano il suo esempio! Entro fine anno il paese si merita di essere svuotato di tutto,piccole medie e grandi imprese. liberi proffessionisti,studenti e,quant'altro. Il modo migliore per farsi giustizia e non dare un euro a questo paese ,ma anzi guadagnarne qualche d'uno è : ANDARSENE!!!!!!!!!!!!!

m.m.f

Mer, 31/07/2013 - 15:36

MARCHIONNE 10 E CON LODE!!!!!!!! CHI VUOL FARE IMPRESA E PROFFITTO DA QUI DEVE SCAPPARE DI CORSA!

m.m.f

Mer, 31/07/2013 - 15:48

L'unico paese dove il mercato dell'auto a causa delle tasse (unico in europa e nel monmdo dove esistono tassa normale e tassa lusso) e della crisi non vedrà mai la ripresa è quello italiano. Di fatto qui si vendevano solo a mezzo finanziamenti o leasing. Le auto non le ha mai pagate nessuno in quanto era è e,rimane un paese con le pezze al culo!

ted

Mer, 31/07/2013 - 16:16

Caro Ministro dei miei stivali, negare l'evidenza non fà altro che avvicinarci sempre + velocemente al baratro.Fare impresa in Italia non è difficile : è IMPOSSIBILE! Per come la vedo io solo uno scipero fiscale ,in un sussulto di orgoglio e disperazione da parte della parte produttiva ,potrà limitare i danni di questa banda di delinquenti di politici , komunisti in primis.SI DEVONO TAGLIARE I VIVERI A QUESTO STATO LADRONE!!Tutto il resto è fuffa!

Daniele Sanson

Mer, 31/07/2013 - 16:16

A BIELSKO BIALA in Polonia la Fiat riceve il 1° premio Automotive Lean Production 2013" nella categoria Excellent Value Chain, assegnato dalla rivista tedesca Automobil Produktion e dalla Agamus Consult. In Italia solo calci nel c..o . E' meglio andare a produrre all'estero !!! danisan

aitanhouse

Mer, 31/07/2013 - 16:17

la fiat ha tanti scheletri negli armadi e tante storture da farsi perdonare, ma come si fa a darle torto quando parla di impossibilità a continuare ad investire in italia? questi non sono sindacati( non lo sono mai stato)che hanno a cuore gli interessi di lavoratori ed imprese,bensì organizzazioni parallele alla politica e sostenitrici di partiti antagonisti che hanno distrutto migliaia di aziende , mandato in strada milioni di lavoratori caricandoli sulle spalle dei contribuenti. Guardiamo la realtà: siamo ridotti alla miseria quasi, con milioni di lavoratori che non troveranno più un lavoro, con giovani alla disperazione, suicidi per crisi depressive in aumento, e questi sindacati del cavolo cosa fanno? continuano a mettere paletti,continuano a ricorrere trovando terreno fertile in una giustizia che, chiusa nelle sue stanze dorate, continua ad allontanarsi dalla realtà del paese.

ilbarzo

Mer, 31/07/2013 - 16:27

In Italia,solo le COOP ROSSE sono azinde che le sinistre si prendono a cuore con estrama preoccupazione.Tutto il resto non conta.

mariolino50

Mer, 31/07/2013 - 16:29

il caro Marchionne potrebbe magari ridursi lo stipendio, se poi volete fare concorrenza ai cinesi bisogna rinunciare a parecchie cose, la sicurezza sul posto di lavoro, ovvero di uscire vivi, trattamenti vari antinquinamento, anche dormire e mangiare sul o vicino al posto di lavoro, avere sorveglianti con fruste o bastoni,li ho visti da quelle parti, all'ingresso dei reparti uomini armati per ogni evenienza, ovvero tornare alle condizioni prima della nascita dei sindacati, tempi del padrone delle ferriere, siete disposti? Marchionne sì, perchè la frusta la tiene per il manico.

-cavecanem-

Mer, 31/07/2013 - 16:46

IlSaturato, dice bene. Inutile aspettare a bocca aperta una soluzione dal nostro governo. Non ce ne saranno di soluzioni da parte loro. Siamo alla frutta, i nostri politici sono insostenibili e lo sanno bene. Ma a loro conviene tirar la corda finche' si spezza, mentre il cittadino paga e perde piano piano tutto anche le pa**e.

swiller

Mer, 31/07/2013 - 16:53

Quello che è preoccupante credo sia che il ministro giovannini di lavoro non ne capisca un emerita mazza.

Ritratto di Baliano

Baliano

Mer, 31/07/2013 - 17:20

Saranno le coop rosse che innovano, investono e crescono, forse sai che sforzo, qualcun'altro magari ancora lo fa, ma modestissime eccezioni. Sono almeno vent'anni che le altre emigrano, scappano di corsa, prima verso l'Est Europeo, poi Egitto, Libia, Marocco, Cina, Turchia, Emirati etc. Dunque l'"emorragia" è antica, ma ora sta debordando. -- Grazie, un sentito grazie al "Sistema Italia", politici, governi e governanti, giudici, pretori d'assalto e Sindacati, CGIL e Fiom avanti popolo. -- Bravi, a forza di tirare la corda, finalmente si sta spezzando. Embè che v'aspettavate!? - Ma poi, dov'è che sta scritto che tizio debba sentirsi in Dovere di dare il lavoro a caio? Inventatevelo il lavoro, no, se è così facile gestirlo con chi dietro, sopra e sotto fa quasi solo esclusivamente sabotaggio. Inventatevelo il lavoro! --- Tutti in fila alla Caritas, con questo andazzo, Landini in testa ( alle maldive ), "avanti popolo". - Vergogna!

lamwolf

Mer, 31/07/2013 - 17:27

Ma il Ministro su quale pianeta vive??? ah! certo lui che cosa ne sa delle tasse che stanno ammazzando la gente anche nel vero senso della parola? Il fisco, l'Ufficio delle Entrate, la burocrazia, l'impossibilità di poter lavorare e con i sindacati che da decenni sono una nullità. Marchionne ha letto solo quello che stiamo vivendo. Ministro pensi a dare lavoro, a rendere snella la burocrazia e a tassare di molto meno i lavoratori e tutti gli italiani e poi apra bocca....

michele lascaro

Mer, 31/07/2013 - 17:32

I sindacati italiani fanno politica, ma non il loro mestiere di tutela del lavoro e dei lavoratori. Mi aspetto che Marchionne abbia finalmente il coraggio di delocalizzare le fabbriche Fiat, come hanno fatto, senza ribellioni, tante industrie internazionali dell'auto.

michele lascaro

Mer, 31/07/2013 - 17:34

Aggiungo che i nostri politici sono bravi solo nella logorrea, per il resto fanno schifo.

giovi bl

Mer, 31/07/2013 - 17:35

Non so se avete notato che quando si parla di lavoro non c e un sinistro in giro,se si parlasse di tasse sarebbero tutti qui come cagnolini ad aspettare l osso!

gamma

Mer, 31/07/2013 - 18:09

Sarei grato a Giovannini se ci dicesse quante industrie straniere hanno aperto negli ultimi due anni linee di produzione in Italia. Sul Financial Times di qualche mese fa un articolo sosteneva " Quasi impossibile produrre in Italia " E allora come la mettiamo Giovannini ?

G_Gavelli

Mer, 31/07/2013 - 18:30

Mi permetto di essere d'accordo sia con Marchionne, sia con Saccomanni: dove si ha a a che fare con Landini e la FIOM è impossibile fare impresa, meglio l'estero.

maleassoluto

Mer, 31/07/2013 - 18:36

Il signor Marchionne è un vero manager. Si fa pagare le sue aziende dagli italiani ed agli stessi ruba il lavoro minacciando delocalizzazioni. Ma il signor Marchionne è un vero manager. Chi proprio non c'è è lo Stato con la "s" maiuscola che da tempo si sarebbe dovuto levare dalle palle certi tristi figuri.

BeppeZak

Mer, 31/07/2013 - 18:54

Pieno appoggio a Marchionne. Perché deve avere per forza una rappresentanza sindacale non gradita? Io trasferirei tutto all'estero poi ci sarà' Landini che darà' da mangiare alle sue maestranze.

antiom

Mer, 31/07/2013 - 19:13

Voglio dire una cosa fuori dal coro: sono talmente nauseato della palla al piede della sinistra al sistema Italia, che sono arrivato a schifare tutto ciò che è rosso,ahimè anche la Ferrari. Spero che Marchionne cambi il rosso della F1 con l'azzurro dell'Italia, piloti e tecnici.

Ritratto di stenos

stenos

Mer, 31/07/2013 - 19:15

Ma e' chiaro che vogliono sbaraccare dall'italia, stanno facendo melina. Qui non c'e' piu' trippa per i gatti, le mungiture di stato sono finite.

Ritratto di Baliano

Baliano

Mer, 31/07/2013 - 19:48

ahahah --- giovi bl 17.35 --- hai ragione, non se ne vade manco l'ombra dei sinistri, chissà poi se sono le aziende che scappano con il lavoro, oppure i sinistri, dal lavoro? Un bel rebus, questo!

antonio11964

Mer, 31/07/2013 - 20:06

la corte costituzionale ha obbligato al reintegro di 3 operai che bloccarono la catena di montaggio impedendo di lavorare anche a chi voleva farlo. ma chi e' che viene ad investire in un paese fatto da idioti del genere. vattene Marchionne, io fossi stato in te sarei andato gia' da un pezzo, e poi tutti a mangiare alla mensa della cgil e della fiomm. la rovina dell'Italia.

Ritratto di bracco

bracco

Mer, 31/07/2013 - 20:25

Ben fatto Marchionne, che siano i demagoghi come Landini a pagare lo stipendio a quelli della fiom, ma chi se ne frega di questi individui se non hanno lavoro.

Ritratto di Dragon_Lord

Dragon_Lord

Mer, 31/07/2013 - 22:15

VI LAMENTATE SEMPRE DELLO STATO MA..... LO VOTATE VOI, CHI DISPREZZATE SONO ESPRESSIONE DELLA VOSTRA VOLONTA' LA PROSSIMA VOLTA PRIMA DI VOTARE COLLEGATE IL CERVELLO ALLA MANO

cgf

Mer, 31/07/2013 - 22:26

@piertrim sarà vero quello che dice? visto dove sono uno e l'altro... non credo. Uno rischia e rosica il proprio kulo, l'altro invece lo appoggia su poltrone e non rischia nulla.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Gio, 01/08/2013 - 00:35

In Italia non ci potranno essere aziende in crescita finché non si eliminerà l'art. 18 e il SORDIDO MATRIMONIO CONTRO NATURA TRA LA FIOM E LE TOGHE ROSSE. Marchionne ha ragione.

Ritratto di pasquale.esposito

pasquale.esposito

Gio, 01/08/2013 - 09:18

In, un paese komunista é comandato dai komunisti la miseria cresce e la disoccupazione aumenta, l,italia é diventata l,unione sovietica della fame e della disperazione, é mentre i sinistronzi criticano la fiat perche agisce secondo le regole democratiche é di mercato, in 4 anni di Regime komunista in italia si sono persi 1,6 milioni di posti di lavoro! GRAZIE CAMUSSO! GRAZIE LANDINI! VOI AVETE REALIZZATO IL KOMUNISMO IN ITALIA!; i giudici vi danno Ragione anche se i vostri accoliti sabotano le ditte che li sfamano, i datori di lavoro andranno all,Estero é porteranno con loro benessere e ricchezza nei Paesi confinanti con l,Italia; é allora i disoccupati Sinistronzi andranno con i loro figli dai Giudici é Sindacalisti, come Camusso é Landini per essere sfamati!.GORBACIOV, DISSE UNA VOLTA CHE CHI ARRIVA TARDI VIENE CASTIGATO DALLA VITA; I SINISTRONZI ITALIANI SONO IN RITARDO DI 70 ANNI!.