Ora la guerra dei dazi tocca ketchup e cerotti

L'Europa studia la stretta su beni Usa di largo consumo. E sale lo scontro Pechino-Washington

La guerra dei dazi, partita dall'acciaio e dall'alluminio per passare poi all'automotive, rischia ora di espandersi fino al carrello della spesa quotidiano, con il ketchup possibile prossima vittima, sacrificata sugli altari del «neo protezionismo» avviato da Donald Trump e delle contromosse di Cina e Europa.

Bruxelles, secondo indiscrezioni, sarebbe pronta ad alzare il tiro, rispondendo ai dazi chiesti dalla Casa Bianca sull'auto e sull'auto con una nuova lista di prodotti a stelle e strisce da tassare. Una lista che oltre al condimento immancabile su hot dog e patatine fritte, comprende mirtilli e frutta secca, cerotti e pesce surgelato. Prodotti d'uso quotidiano che tuttavia potrebbero presentare un conto salato agli americani: 18 miliardi di euro. Tanto per iniziare. Ad essere colpiti potrebbero essere brand iconici come il ketchup a stelle e strisce di Kraft Heinz (che comunque produce anche oltre i confini degli Stati Uniti), le valigie della Samsonite (che, nel 2016, ha acquisito anche il brand Usa Tumi) e i cerotti Band Aid della Johnson & Jonhson o i Nexcare di 3M. Non solo. L'Europa importa pesce da società come Acquafin Trade, Weiye Trading e ViceRoy Trading & Investments, poi proposto sugli scaffali dei supermercati o alla ristorazione.

«I nuovi dazi andrebbero a sommarsi al giro di incrementi che ha già penalizzato brand americani come le moto Harley Davidson, i jeans Levi's, il succo d'arancia Tropicana o di mirtillo Ocean Spray, il whisky di Jack Daniel e di J&B, oltre numerosi articoli cosmetici firmati Maybelline, Estèe Lauder, JoMalone e Clinique» ricorda Caudio Dordi, docente di diritto in materia di commercio internazionale presso l'Università Bocconi di Milano, secondo cui comunque «almeno per ora, le società coinvolte stanno cercando di assorbire gli aumenti tariffari per non riversarli sul consumatore finale e perdere così quota di mercato».

Il timore è che, un'eventuale ulteriore risposta di The Donald nella battaglia del commercio mondiale, possa quanto prima penalizzare anche il comparto alimentare italiano che, negli Usa, genera maggiori volumi del ketchup Kraft Heinz importato in Italia dagli States.

Ieri intanto è entrata nel vivo la guerra dei dazi Usa-Cina. Gli Usa hanno alzato le tariffe doganali del 25% su 818 prodotti tecnologici cinesi, compresi componenti auto, dell'aerospazio e strumentazioni mediche. La stretta ha un valore totale stimato di 34 miliardi. E Pechino, dopo aver sporto protesta formale all'Organizzazione Mondiale del Commercio contro gli Stati Uniti per la seconda volta in pochi mesi, ha risposto con un'analoga ritorsione per 34 miliardi di dollari. L'aumento delle tariffe doganali riguarda 545 prodotti americani: dai Suv alla soia, dal pesce a petrolio. E non è finita qui. Con un cinguettio, Trump ha minacciato rialzi del 10% su importazioni da Pechino per altri 400 miliardi di dollari.

In direzione opposta ieri Bruxelles ha annunciato un accordo di partnership con il Giappone che porterà alla rimozione del 99% dei dazi attualmente applicati alle esportazioni europee, pari a un miliardo di euro. L'accordo dovrebbe favorire le esportazioni agricole dell'Ue, con l'abolizione graduale dei dazi su prodotti come formaggi e vini.

Commenti

cgf

Sab, 07/07/2018 - 10:44

Con tutto il pomodoro, ed i cerotti, importati dalla Cina ogni anno in Europa, come possono colpire i dazi europei? Idem per i jeans Levi's, è da mo' che non vengono più fabbricati negl'US, stesso discorso le Samsonite... oppure sono colpite dai dazi anche le mercedes prodotte negli USA e non solo quelle importate? OK le Harley Davidson, ma ora che il dazio USA, idem per le auto, è uguale a quanto ERA uguale in Europa, cosa facciamo il gioco al rialzo? Aumenteranno anche i pezzi di ricambio Boeing/Airbus? NB gli Airbus saranno presto a terra visto che la componentistica più importante è Made in USA proprio perché, non solo manca il Know-How, le industrie europee non sarebbero competitive.

CarloColombo

Sab, 07/07/2018 - 11:57

Circa i dazi, il vero problema è la Cina. L'errore enorme è stato permettere l'arrivo di prodotti dalla Cina a prezzi bassissimi (prodotti sotto ogni standard e sfruttando i lavoratori) mettendo in crisi le aziende europee (ed italiane). E poi permettere che i cinesi, coi capitali ottenuti vendendoci robaccia, vengano qui a fare shopping di aziende di valore e di immobili. Roba da idioti ottusi.

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Nahum

Sab, 07/07/2018 - 12:01

Questa guerra commerciale, illegale e distruttiva per tutti, l'ha cominciata il vostro beniamino Trump. Quando anche le aziende italiane chiuderanno a causa della miopia del nuovo paladino dell'unilateralismo globale allora forse capirete

cgf

Dom, 08/07/2018 - 11:13

@Nahum veramente Trump, che come si gestiscono gli affari qualcosa ne capisce, ha detto basta alle esportazioni in Europa con dazi al 25% quando i medesimi prodotti dall'Europa agli USA pagano solo il 5%. Ora se lei abita negli USA e vuole una BMW o AUDI pagherà un dazio pari a quanto un tedesco pagherà per una Harley-Davidson. L'europa ha deciso di aumentare il dazio dal 25 al 30? niente paura, i medesimi prodotti importati negli USA avranno la medesima aliquota. That's it.

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Nahum

Dom, 08/07/2018 - 14:58

Cgf e più complesso,di così comunque ci sono i negoziati per risolvere queste questioni. Comunque quanto alla BMW almeno non c’e problema visto che la fanno in Georgia ....

cgf

Dom, 08/07/2018 - 22:14

@Nahum i negoziati ci sono stati, ma certa gente crede che sia ancora in vigore il piano Marshall, primi tra tutti i tedeschi, i quali ora dovranno aumentare le spese militari ferme allo 0,xx anziché il 2%

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Nahum

Dom, 08/07/2018 - 23:05

GgF nato e WTO non so la,stessa cosa, e gli,usa sono al centro,del sistema commerciale internazionale mica gliolo,hanno imposto i cinesi o,gli,europei

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Gio, 12/07/2018 - 13:11

vabbè anche se penalizza il comparto italiano gli italiani si sacrificano con piacere per il simpatico presidente USA lo vorrebbero avere in Italia ,,,aspettate e ve ne accorgerete presto se lo vorreste avere in Italia,ben vengano i prodotti cinesi..