Pensioni, da gennaio ​cambiano gli assegni

Gli assegni delle pensioni cambieranno a partire da gennaio 2019. Tra poco più di un mese milioni di pensionati avranno un incremento sul rateo

Gli assegni delle pensioni cambieranno a partire da gennaio 2019. Tra poco più di un mese milioni di pensionati faranno i conti con alcune modfiche sull'importo del loro assegno previdenziale. Infatti entra in campo, anche quest'anno, la rivalutazione degli assegni. La perequazione va a determinare l'adeguamento del rateo ai dati che riguardano i prezzi al consumo per le famiglie. Sostanzialmente l'assegno viene ritoccato secondo i valori dell'infalzione. Per il 2019 è previsto un aumento del rateo pensionistico dell'1,1 per cento. Ma attenzione: non è acora possibile quantificare il reale incremento dell'assegno.

E il motivo, come sottolinea ilSole 24 Ore, è presto detto: dal prossimo anno potrebbe cambiare il sistema di calcolo. Fino a dicembre 2018 sarà in vigore una rivalutazione che prevede un riconoscimento del 100 per cento dell'inflazione per tutti gli assegni con un valore fino a tre volte il minimo. Poi la quota si abbassa al 95 per cento per gli assegni oltre 3 volte e fino a 4 volte il minimo. Un ulteriore calo della quaota si registra per gli assegni oltre quattro volte e fino a cinque volte il minimo con un riconoscimento del 75 per cento. Si arriva al 50 per cento e al 45 per cento per gli assegni che vanno oltre 5 volte e fino a sei volte il minimo e sugli assegni che vanno oltre le sei volte il minimo. Fin qui i dati degli incrementi e delle rivalutazioni di cui siamo a conoscenza. Nel caso in cui non dovesse esserci una proroga su questo sistema di calcolo allora rientrerebbe in gioco il metodo previsto dalla legge 388/200 che prevede un adeguamento ai tassi dell'inflazione applicato alla fascia dell'assegno e non all'intero importo.

Di fatto fino a tre volte il minimo viene riconosciuto il 100 per cento dell'inflazione mentre per la parte dell'assegno oltre tre volte il minimo e fino a 5 volte il minimo viene riconosciuto un adeguamento pari al 90 per cento. Per la parte eccedente le 5 volte il minimo viene riconosciuto il 75 per cento. Questo sistema è di fatto premiante per gli assegni più alti. Bisognerà attendere le prossime mosse del governo per capire quale sarà il nuovo sistema di calcolo che di fatto potrebbe nascere parallelamente alla riforma del sistema pensionistico con Quota 100.

Commenti

titina

Mar, 27/11/2018 - 10:00

Poichè la pensione minima è netta, bisognerebbe tenere presente il netto della pensione da rivalutare.

Ritratto di hernando45

hernando45

Mar, 27/11/2018 - 13:10

In tutto l'articolo si fa un gran citare del MINIMO, ma non si spiega di quanto sia sto minimo e come ben scrive qui sopra titina 10e00 che saluto, non si spiega se e al netto o al lordo!!!!!Quindi articolo INUTILE Buenos dìas dal Nicaragua

pimmio78

Mar, 27/11/2018 - 17:13

Ma volete dare la notizia in maniera completa? Altrimenti è meglio tacere!Si parla di netto o di lordo? Non è differenza di poco!

Ritratto di oldpeterjazz

oldpeterjazz

Mar, 27/11/2018 - 17:55

L' uno virgola uno per cento sono, su una pensione di 800 euro, 8 euro e 80 centesimi. Sai che aumento ... !!! Andate al diavolo.

flip

Mar, 27/11/2018 - 18:46

TITINA- SCHERZI O CI FA?. il minimo non può essere al "netto2 CHE SENSO HA?

stefi84

Gio, 29/11/2018 - 18:41

Si tratta di 5 o 10 euro, almeno la pensione si muove dopo anni di immobilità, ma è l'unica soddisfazione...