Tronchetti apre ai russi: arriva Rosneft

Arrivano i russi in casa Tronchetti Provera e Camfin, la holding a monte di Pirelli, cambia nuovamente l'assetto azionario: il colosso Rosneft ha ora in mano il 50% della società a monte di Pirelli, mentre il restante 50% è in possesso a una Newco italiana che vede la Nuove Partecipazioni di Marco Tronchetti Proverà all'80% con Intesa Sanpaolo e Unicredit a dividersi in parti uguali il rimanente 20%. Il peso di Nuove Partecipazioni, cui viene attribuita il diritto di indicare presidente e ceo di Pirelli, resta invariato, mentre rispetto alla precedente composizione azionaria creata solo nel giugno del 2013, esce del tutto il fondo Clessidra, che deteneva il 24,06% di Lauro Sessantuno/Camfin; le due banche, invece, riducono la rispettiva quota al 10% ciascuna dal 18,43%. Rosneft entrerà nella catena societaria a monte di Pirelli con un esborso di 500 milioni, sulla base di una valorizzazione del gruppo degli pneumatici di 12 euro per azione e di un valore complessivo degli asset Camfin, comprendenti il debito e la partecipazione in Prelios, superiore al miliardo.
A prima vista un super affare lo ha fatto intanto proprio Clessidra, che dovrebbe incassare circa 260 milioni dopo averne investiti poco più di 150 milioni nel giugno scorso. L'accordo siglato è quinquennale e rinnovabile, facendo pertanto decadere le intese preesistenti compresa la prevista procedura di exit fissata al 2017, e Tronchetti Provera rimarrà pertanto a capo di Pirelli almeno fino al 2019. Per Rosneft, la sua presenza al vertice del gruppo in questi cinque anni è una sorta di assicurazione al loro investimento. Gli accordi sulla governance della partnership in via di finalizzazione prevedono, in proposito, che nel caso il presidente lasciasse l'incarico per sua scelta, cioè prima dei tempi, i russi avranno il diritto di vendere le azioni Pirelli indirettamente detenute proprio a Mtp Spa e a un prezzo che garantisca loro un rendimento sul business pari al 10%. Un'arma, dunque, per incentivare Tronchetti Provera a restare al timone.
Per Rosneft, la più grande società petrolifera quotata al mondo nonché braccio economico del Cremlino, l'operazione con Tronchetti Provera rappresenta un nuovo passo nella strategia di espansione in Italia a fianco di un gruppo con il quale ha già da tempo avviato una collaborazione commerciale e nell'ambito della ricerca e sviluppo. Lo scorso giugno, invece, il colosso aveva acquisito il 21% della Saras della famiglia Moratti, socio storico del presidente della Bicocca
Il riassetto comunicato ieri ha finora deluso il mercato: in Borsa il titolo Pirelli è risultato il peggiore della giornata tra quelli a elevata capitalizzazione, chiudendo in calo del 2,24% a 11,77 euro. Gli analisti parlano di una perdita dell'appeal speculativo delle azioni: l'uscita delle banche e di Clessidra, con il contemporaneo ingresso di Rosneft, fa decadere l'obbligo di valorizzazione delle quote dopo 4 anni. «Qualche mese fa - precisa un analista - si parlava di possibili operazioni straordinarie, era uscita anche la ipotesi di un'Opa».
«La nuova svolta nella holding - commentano dalle sale operative - allunga di fatto il sistema di controlo di Pirelli fatto da scatole cinesi. La Bicocca, però, ora risulterebbe più contendibile. E se prima un'Opa si sarebbe scontrata con una fetta di “salotto buono” vista la presenza di Clessidra, e quella più forte rispetto a oggi di Unicredit e Intesa, adesso è tutto un problema di soldi».