Esercito, ultimo giuramento al maschile. Arrivano le donne

SOLDATI Ora i militari sono 104mila, ottomila in meno rispetto all’organico previsto

Un fitto levarsi di guanti bianchi verso il cielo e poi la banda dell'Esercito intona l'inno nazionale. A rendere ancora più suggestivo il solenne giuramento prestato ieri mattina dagli allievi del corso Serafino della scuola militare Teulié, lo scenario della piazza d'armi al Castello Sforzesco. E sarà l'ultimo giuramento di soli uomini, perché a breve crollerà la residua roccaforte maschile dell'Esercito: infatti dal prossimo anno scolastico anche le scuole militari subiranno una pennellata di rosa con l'ingresso di allieve, già previste nel numero di quindici per lo storico istituto milanese. In occasione della cerimonia, alla quale hanno assistito il capo di Stato Maggiore dell'Esercito generale Fabrizio Castagnetti, il comandante delle Scuole dell'Esercito Angelo Dello Monaco, la Medaglia d'Oro Rosario Aiosa e le più alte autorità cittadine delle Forze armate, gli allievi hanno riconsegnato all'assessore del Comune di Milano Gianpaolo Landi di Chiavenna l'antico Tricolore che Luigi Torelli e Scipione Bargiggia fecero sventolare sul Duomo durante le Cinque giornate.
Vessillo tradizionalmente custodito dalla Teulié ogni anno dal 18 al 22 marzo, per ricordare che anche gli allievi del 1848 si batterono al fianco dei patrioti insorti. «Da oggi - ha detto nel suo intervento ai ragazzi il comandante della Scuola, colonnello Corrado Serto - siete due volte impegnati: come studenti e come militari. Ma questo vi formerà il carattere».
Dopo la sfilata conclusiva del giovanissimo battaglione in uniforme storica, il generale Castagnetti, sulla prospettiva di una Milano senza più caserme e reparti dell'Esercito, nonostante la sua tradizione e la sua densità abitativa, ha commentato che «si rende necessario monetizzare gli immobili dello Stato in uso all'Esercito. Le decisioni finali spetteranno comunque alla "Difesa Servizi Spa" e alla buona disponibilità degli enti locali per creare le eventuali infrastrutture necessarie. Ad esempio la caserma di Legnano (Mi) e quella di Bellinzago (No), vicine alla città, potrebbero essere riutilizzate appieno». Parlando di Pil destinato alla Difesa, il Capo di Stato maggiore conferma la percentuale dello 0,86%. Decisamente esiguo, aggiungiamo noi, visto l'impegno di 6.600 nostri militari in teatri internazionali e il raffronto con altri Paesi europei che alle Forze armate destinano dall'1,3% del Pil in su. Anche per quanto riguarda il numero dei soldati, l'Esercito ha raggiunto il suo minimo storico? «Attualmente sono 104mila rispetto ai 112mila inizialmente previsti, ma con la Finanziaria 2010 dovremo scendere fra i 90 e i 100mila».