Funghi, in due giorni otto persone in rianimazione per intossicazione. L'allerta del Niguarda

Da ottobre a oggi più di cento i pazienti con disturbi provocati dalle tossine. Il centro Antiveleni: «Prima di mangiarli consultare l'esperto»

Attenti ai funghi. La stagione della raccolta è già avviata e cresce il numero delle persone intossicate. L'allarme arriva dal centro Antiveleni dell'ospedale Niguarda: dal primo ottobre i medici hanno contattato 102 pazienti che si sono rivolti al centro dopo aver mangiato funghi. In 53 casi l'intossicazione era già in atto, in 32 era in via di accertamento, ben 35 consulenze hanno riguardato intossicazioni di interi nuclei famigliari. Nell'ultimo fine settimana (9-10 ottobre) otto di questi pazienti hanno presentato un quadro di grave necrosi epatica, sono stati ricoverati in rianimazione o in reparto specialistico. Un altro dato la dice lunga sulla frequenza delle intossicazioni: al laboratorio di tossicologia del Niguarda le richieste per valutare il dosaggio di amanitina, la tossina velenosa presente nei funghi, sono state 15 e tutti questi campioni sono risultati positivi. Le asl lombarde hanno avviato un servizio gratuito per il riconoscimento dei funghi raccolti, la raccomandazione dei medici del centro antiveleni è categorica: non consumarne mai senza prima averli fatti riconoscere dal micologo esperto. Franca Davanzo, responsabile del centro Antiveleni del Niguarda consiglia "di non mangiare funghi senza che siano stati controllati dal micologo; di contattare immediatamente un centro Antiveleni in caso di comparsa di sintomi quali vomito, diarrea o altra sintomatologia dopo il consumo di funghi. Se si dovesse andare direttamente in pronto soccorso, portare con sé eventuali resti dei funghi cotti, crudi o residui". Per consigli terapeutici ai medici e al pubblico rivolgersi allo 02-66101029,aperto 24 ore su 24.