I canti e le marce delle Cinque giornate di Milano

Milano non dimentica le sue luminose «Cinque giornate» e l'assessore al Turismo Massimiliano Orsatti si è dato da fare affinché il cittadino si sentisse simpaticamente coinvolto nelle storiche date. Per rendere ancora più significativa la ricorrenza, a Palazzo Marino (sala Alessi), verrà realizzato un annullo filatelico in collaborazione con le poste italiane per ricordare la data storica di 160 anni fa.
Ma cosa sarebbe una bella festa per una ricorrenza tanto cara ai milanesi senza la musica? Ecco allora inventare un concerto dal titolo «La musica delle Cinque giornate: dai Canti de risorgimento alla marcia di Radetzky».
Infatti, oggi alle 16, sempre, in Sala Alessi, la Civica Orchestra di Fiati di Milano, il tenore Carlo Nicolini e il pianista Enrico Zucco daranno vita ad arie ispirate a quel periodo. Carlo Nicolini, il giovane tenore di Voghera di cui tanto si parla e si scrive in questo periodo canterà: di Rotoli Mia sposa sarà la mia bandiera e dalle opere di Verdi La battaglia di legnano e Pia Materna mano, dal Macbeth Ah, la paterna mano.
Sentendosi in mezzo all'interesse generale il giovane Nicolini azzarda: «Verdi asseriva che Rotoli e Tosti sono stati dei veri maestri di canto e grandi conoscitori di voci. La mia vocalità? Per giudicare questo, chiedo ai melomani di venirmi ad ascoltare. Peraltro, pur sapendo di non assomigliare minimamente come timbro vocale a Giuseppe di Stefano, devo dire che l'ho ammirato, amato molto e cercato di imitare il suo inarrivabile fraseggio. Pur avendolo apprezzato e amato ancor di più, Milano, pare abbia dimenticato questo tenore (meneghino di Sant’Agata calabrese) che ha rappresentato un'epoca. Io l'avrò sempre in cuore e spero di poter trasmettere in chi mi ascolterà, parte del pathos che lui sapeva dare».