I microcosmi della città secondo Doninelli

«La mia tesi è che la fatica a impostare l'Expo non dipende tanto dalla avidità e dalla stupidità delle persone quanto dall'oggettiva impossibilità a immaginare un futuro di una città di cui non conosciamo adeguatamente il presente. Io perciò sostengo la necessità di un racconto che legga, con paziena, la realtà di Milano cercando di stabilire trame di racconto, di vedere legami possibili, intercettare bisogni e potenziali risposte». Sono le parole di Luca Doninelli, milanese d'adozione, giornalista de Il Giornale e scrittore che martedì sera (7 aprile), dalle 20,30 sarà ospite del laboratorio politico di Esterni, per un icntorno dal titolo «I microcosmi della città».
Perché Doninelli? «Perché Doninelli auotre de Il crollo delle aspettative (Garzanti, 2005) - replicano dal creativo e poliedrico collettivo milanese - ha scritto il più importante libro su Milano degli ultimi anni» mescolando riflessioni, paesaggi urbani, storia e descrizioni dei mutamenti antropologici. Osservando la realtà Doninelli si interroga sul declino e sullo smarrimento della nostra città. La conclusione? Non certo la rassegnazione, ma, al contrario, un invito a rimanere vigili e a tenere accesa «la fiammella della ragione»:
Doninelli è il quarto ospite del Laboratorio politico, serie di incontri che il collettivo ha organizzato nel suo quartiere generale, la Palazzina di via Paladini 8, per discutere di spazio pubblico con professionisti di diversa estrazione, registi, fotografi, agricoltori, grafici, designer. Menti diverse, professionalità ed esperienza differenti implementano così il nostro sguardo e la nostra capacità di riflettere, su Milano. la città viene quindi «trattata» come una realtà mobile, in continua evoluzione, dove ciò che muta non è solo il paesaggio e il panorama urbano, ma dove nascono nuove comunità, mentre se ne disgregano altre, dove sorgono e si propagano nuove tendenze e stili di vita.
Ecco allora che di immigrazione si è parlato con Maria Pace Ottieri, giornalista e scrittrice milanese, autrice di romanzi - inchiesta sul fenomeno, mentre con Francesco Iodice, artista, si è parlato delle relazioni tra paesaggio e comportamenti sociali. Dove Iodice intende il paesaggio come proiezione dei desideri delle persone. Infine il grafico e architetto Mario Piazza , si è affrontato il tema dell'architettura come mezzo per orientarsi attraverso i segni e le scritte della città.
Dopo l'incontro con Doninelli, invece, sarà la volta di Nicolò Reverdini, previsto per il 5 maggio, con cui si parlerà del recupero ambientale delle fasce di collegamento tra città e campagna. (per informazioni www.esterni.org)