I tir ancora in sciopero, ucciso un autista ad Asti

Un camionista stava manifestando quando è stato investito da un tir (<strong><a href="/fotogallery/rivolta_tir_travolto_e_ucciso_manifestante_ad_asti/asti-tir-manifestante/id=3682-foto=1-slideshow=0" target="_blank">foto</a></strong>). Tensione a Salerno. Serrata negli stabilimenti Fiat.<strong> MAPPA <a href="/mappa_caos.pic1" target="_blank">Dove sono i disagi</a></strong><strong><strong><strong></strong></strong><br /></strong>

Una tragedia ammutolisce la protesta degli autotrasportatori che da ieri sono scesi in piazza per condannare i rincari voluti dal premier Mario Monti nell'ultima manovra. Ad Asti un autotrasportatore, il 46enne astigiano Massimo Crepaldi, stava manifestando sulla strada statale 10 ed è stato investito da un tir guidato da una 52enne tedesca, arrestata per omicidio colposo. La donna, nel tentativo di aprirsi un varco tra i mezzi, non avrebbe visto il collega e lo avrebbe schiacciato accidentalme con il suo mezzo. L'uomo è morto sul posto (guarda le foto).

Nel frattempo la protesta continua e contagia anche gli stabilimenti della Fiat che questa mattina non hanno aperto (guarda la mappa interattiva). "Siamo esposti, soli e tutto va male - ha spiegato Maurizio Longo, segretario generale della sigla sindacale Trasportounito - se non ci saranno risposte concrete andremo avanti, e la protesta si estenderà anche ad altre regioni italiane".

La protesta degli autotrasportatori, che è stata programmata fino a venerdì, continua a paralizzare le principali arterie del Paese: ovunque si registrano disagi sulle autostrade e agli imbarchi dei traghetti. Dopo l'incidente della mattinata, però, Trasportounito ha assicurato: "Noi abbiamo deciso di proseguire con la protesta, ma lanciamo un appello: basta forzature, tensioni, blocchi. Chi vuole circolare circoli e noi tenteremo di rappresentare anche loro, ma non possiamo tirarci indietro". Il sindacato sta pensando a una concentrazione dei mezzi a Roma, un po' ricalcando la protesta dei tassisti al Circo Massimo.

Questa mattina Mario Monti sembrava minimizzare. "Qui non se n’è parlato...", ha commentato il presidente del Consiglio lasciando la riunione dei ministri economico-finanziari europei e "dribblando" così i giornalisti che gli chiedevano delle proteste che stanno paralizzando il Belpaese. Poi, durante una conferenza stampa ha assicurato di essere in contatto con il ministro dell’interno. Il premier ha aggiunto che "il rispetto della legalità si può e si deve esigere", nonostante bisogna "salvaguardare il diritto di sciopero" e "l’interesse delle singole categorie" non viene "prima dell’interesse generale".

Intanto, il ministro degli Interni, Annamaria Cancellieri, ha riferito in Senato e ha assicurato che in Sicilia la situazione "è al momento in via di normalizzazione", mentre ci sono ancora dei "focolai di criticità sul resto del territorio nazionale". Proprio la regione in cui la protesta è nata impensierisce il governo, secondo cui si indaga per accertare la presenza di infiltrazioni mafiose tra i manifestanti. Il Viminale ha comunque ricordato che se le manifestazioni dovessere compromettere "la sicurezza della circolazione e l’incolumità delle persone, i prefetti potranno, far ricorso all’adozione di apposite, mirate ordinanze contingibili e urgenti". In ogni caso, il ministro si augura che "prevalga il senso di responsabilità".

Nel frattempo, nelle principali città del centro Italia, è scattata la corsa alle pompe di benzina: i distributori di carburante sono assediati, anche se molti hanno già esaurito le scorte. Dopo l’esaurimento delle scorte di benzina, finita ormai in quasi tutta la regione, adesso la Calabria teme per i generi alimentari. "Il fatto stesso di aver avuto un’adesione così alta la dice lunga sull’esasperazione di una categoria che ormai non regge più", ha commentato Longo in una intervista al Mattino. "Davanti a responsabilità di questo tipo un governo politico avrebbe agito diversamente - ha spiegato segretario generale della sigla sindacale Trasportounito - avrebbe pensato a mantenere gli equilibri sociali, non a farli esplodere". Longo ha accusato l'esecutivo di snobbare il problema e lasciare che "il Paese vada in emergenza".

La situazione è calda. Soprattutto in Campania. Questa mattina le forze dell'ordine hanno riaperto il traffico sulla A1, all'uscita Napoli Nord, rimuovendo gli automezzi con le ruote squarciate che bloccavano il transito delle altre auto. Un altro blocco è stato rimosso, dopo l'arrivo degli agenti del reparto mobile, sull'autostrada A30 alla barriera di Mercato San Severino. Quando sono intervenuti gli agenti si sono registrati momenti di tensione con gli autotrasportatori. Nel Salernitano, come anche a Napoli, restano alcune decine di tir con le ruote squarciate. La circolazione è ripresa.

Alle proteste dei tir e dei tassisti si aggiungono anche altre categorie. Questa mattina sono rimasti chiusi tutti gli stabilimenti del gruppo Fiat a causa del mancato rifornimento di componenti provocato dallo sciopero degli autotrasportatori. Hanno sospeso l’attività produttiva del primo turno di lavoro dalle 6 alle 14 le fabbriche di Melfi, Cassino, Pomigliano, Mirafiori e Sevel Val di Sangro.

Situazione calda anche a Roma, dove il prefetto Giuseppe Pecoraro, ha vietato la circolazione degli automezzi fuori servizio e i sit-in ai caselli autostradali o lungo le vie di accesso alla Capitale.