Inflazione e iva bruciano 90 euro nelle tasche dei lombardi

Secondo la ricerca della Camera di commercio di Monza e Brianza il carrello della spesa aumenta del 3,9% in un anno per un controvalore medio di 90 euro. Pagano di più la crisi i single, che sborsano 60 euro in più all'anno solo per la spesa. Le province più economiche? Lodi, Como e Lecco

Tra rincari, inflazione e iva aumentano i prezzi degli alimentari e per le famiglie lombarde il Natale a casa (almeno a tavola) diventa più caro. Di molto. Un numero per dare l'idea: facendo due conti se il carrello della spesa aumenta del 3,9% in un anno le famiglie lombarde si ritrovano in tasca circa 90 euro in meno. Stesso discorso a Monza, dove la spesa alimentare aumenta della stessa percentuale. Così pagano di più la crisi e l'inflazione i single, che non le famiglie: un single in Lombardia si trova a sborsare 60 euro in più all'anno solo per il carrello della spesa, mentre per una coppia di anziani si arriva a 90 euro. Una cifra che sale vertiginosamente a quasi 130 euro aggiuntivi per una famiglia numerosa. È la fotografia scattata dalla Camera di commercio di Monza e Brianza sulla base della rilevazione dei prezzi di alcuni beni e servizi di largo consumo a Monza con il coordinamento scientifico di Ref-Ricerche per l'economia e la finanza.
A mali estremi, estremi rimedi....La caccia alle promozioni si fa così più «selvaggia»: sugli scaffali dei negozi e dei punti di grande distribuzione 18 dei prodotti del carrello presentano almeno una marca in promozione. ma setacciando le offerte si può risparmiare circa il 18%. Per risparmiare su pranzi e cenoni conviene riempire il carrello a Lodi, dove costa il 7,9% in meno rispetto alla media lombarda oppure a Como (-4,8%). A Milano e Bergamo la spesa, invece, «pesa» di più. Così a Monza, dove il carrello vale mediamente 151 euro: anche qui, come nel resto della Lombardia, aumenta il prezzo della maggioranza dei generi alimentari rispetto allo scorso anno, in particolar modo per prodotti come caffè (+28% in un anno) e zucchero (+15%), spinti dall'andamento delle quotazioni internazionali. I rincari significano, a parità di carrello, circa 90 euro in meno nelle tasche delle famiglie monzesi in un anno. In diminuzione solo l'olio (-4,9 in un anno) e i pomodori pelati (-0,6%).
Dopo Lodi, al secondo posto nella classifica delle provincie più economiche si classificano Como (-4,8%), Lecco (-3,0%) e Pavia (-1,6%). Più care della media sono Monza (+2,3%), Bergamo (+4,4%) e Milano (+7,2%).
Non sempre si riesce a scampare all'aumento: in Lombardia, infatti, cresce anche il costo dei servizi. Al bar, per esempio, le consumazioni sono cresciute in media del 3,1%. I listini variano per lo più in relazione agli aumenti delle materie prime, come caffè e zucchero.
A Monza si conta un +3,7%, un aumento di poco superiore ai rincari della media lombarda (+3,1%). Sale anche il prezzo per un'uscita in pizzeria (+2,8% in un anno) mentre scendono i prezzi dei servizi alla persona: andare dal parrucchiere costa lo 0,6% in meno, a differenza di quanto succede in Lombardia (+1,6%).