Anche la Rai "censura" Tortora Se questo è servizio pubblico...

Dopo l'esclusione del docufilm dal Festival del cinema di Roma un'altra bocciatura. Il Pd attacca viale Mazzini: "Occasione persa"

Il film escluso, condiviso, e ora «scippato». Enzo Tortora, una ferita italiana di Ambrogio Crespi è stato proiettato in anteprima nazionale ieri alla Camera dei deputati, ed è questa condivisione, tra parlamentari di partiti diversi, il riscatto per una pellicola esclusa dal Festival del cinema di Roma, ma ancora di più per Tortora e per la «malagiustizia», per dirla con le parole del regista. La polemica, partita proprio dal «no» alla proiezione all'auditorium dei red carpet, è sempre alta. E questa volta investe in pieno i concorrenti Rai e Mediaset. Stralci del film sono stati mostrati a Matrix ieri su Canale 5, e la produzione ha ufficializzato che la prima proiezione integrale è stata ottenuta proprio da Mediaset, a discapito della Rai. Rai che era la casa di Tortora e del suo Portobello. Il Pd ha fatto partire un bombardamento contro i piani alti di viale Mazzini: «Un'occasione persa per la Rai. L'azienda si è fatta scippare da Mediaset il docufilm». A firmare la dichiarazione i deputati Michele Anzaldi e Gero Grassi, con il senatore Federico Fornaro. Alla Rai non sarebbero mancati gli spazi per inserire il docufilm, insistono i parlamentari, «ma appare evidente che l'azienda ha deciso di regalare il ruolo di servizio pubblico a Mediaset, perdendo una nuova occasione per fare della buona informazione». Non si conosce ancora la data della messa in onda del film, ma regista e produzione hanno precisato che l'interesse non è il lucro: «Questo film dovrà essere di tutti, proiettato nelle scuole», la precisazione ieri di Crespi. E a eccezione delle «piccole spese» di produzione, gran parte degli introiti sarà destinato alla fondazione presieduta dalla compagna di Tortora, Francesca Scopelliti. Un grazie per la proiezione in Parlamento «va ai radicali - chiarisce il regista - poco fa mi ha chiamato Pannella in lacrime, dopo aver visto il film. Se ripenso a quanto ha lottato in quegli anni, per me è il miglior premio che potessi ricevere».
È normale che ieri ci sia stata qualche garbata reazione al rifiuto della proiezione al festival romano. Tra le motivazioni della direzione: il film è troppo televisivo e «dura solo cinquanta minuti, forse non hanno controllato l'orologio», dice Francesca Scopelliti. In una conferenza stampa che ha preceduto la proiezione, l'ex compagna del conduttore ha poi invitato le forze politiche a pensare a una «legge Tortora»: sono ancora troppi i detenuti nelle carceri in attesa di giudizio, è necessaria una riflessione più approfondita «sulla modifica del codice penale». A 30 anni dall'arresto, 25 dalla morte, questa storia rimane sempre una «ferita» della giustizia. Una storia ora contesa dalla televisione, senza pace ma che parla «anche per coloro che non possono parlare», come ricorda Scopelliti citando una frase di Tortora. Un film che «non è né berlusconiano né antiberlusconiano», chiarisce Crespi. Non è «contro i magistrati», ma contro «la malagiustizia. Muller (il direttore artistico del Festival, ndr) è stato forse un po' miope nell'anima».

Commenti

glasnost

Mer, 13/11/2013 - 08:45

Il film, dice Crespi, non è contro i magistrati, ma contro la mala giustizia. Sig. Crespi, la giustizia in se non è né buona né cattiva, é il modo di gestirla che è la rende buona o cattiva. Ed in questo film, come nella realtà, è cattiva giustizia. E' per questo che la RAI non può trasmettere questo film e far vedere al popolo bue la realtà dei fatti. Con buona pace della figlia di Tortora adesso filogiustizialista.

Massimo Bocci

Mer, 13/11/2013 - 09:19

Anche la Rai "censura" Tortora Se questo è servizio pubblico..........DI REGIME COMUNISTA!!!!

angelovf

Mer, 13/11/2013 - 09:28

Che diritti aveva la rai di proiettare il film? Rai appartiene a quella parte che di giustizia non vuol sentir parlare e sarebbe stato un offesa per tortora. La RAI e contenta solo se c'è la Litizzetto,Santoro , Flavis, meglio così Tortora non si è immischiato con certi manettari, ai tempi di Tortora si chiamava Rai, adesso si chiama PD.

ammazzalupi

Mer, 13/11/2013 - 10:10

E pure ammesso che il film fosse contro i magistrati, cosa ci sarebbe di scandaloso? Non sono stati i GIUDICI a perseguitare e condannare un INNOCENTE? BASTARDI!!!

giovanni PERINCIOLO

Mer, 13/11/2013 - 10:21

Perché, c'é ancora qualcuno che possa onestamente ritenere la rai un "servizio pubblico"???

canaletto

Mer, 13/11/2013 - 10:43

UNA DELLE COLONN PORTANTI DELLA RAI DI ALLORA, CONDANNATO SENZA ESSERE COLPEVOLE, INCARCERATO E ADESSO ANCHE LA ROSSA RAI LO METTE FUORI?????? VERGOGNATEVI DIRETTORI GENERALI ED AMMINISTRATORI DEL PIFFERO. OSCURATE PIUTTOSTO LE TRASMISSIONI DEMENZIALI DI SANTORO & C. CHE SONO LA VERGOGNA DELL'ITALIA

Ritratto di predicatore1711

predicatore1711

Mer, 13/11/2013 - 10:53

secondo me. qualcosa di losco c'è Forse la lcasta dei magistrati , per non far vedere le figure di mer(censura) blocca questo video ?

eovero

Mer, 13/11/2013 - 11:08

Massimo,il comunismo non esiste quasi più,basta,smettetela di incolpare chi non c'è ,la Rai e pilotata dalle mafie,basta vedere chi ci lavora e programmi che fanno...basta vedere un semplice telegiornale,inquadrano sempre le stesse facce anche se non hanno nulla da dire (pubblicità gratuita x l'ennesimo siculo),per non dire dei cronisti,che mal appena parlano un Italiano schifoso!!

Felice48

Mer, 13/11/2013 - 11:27

Ormai siamo sotto dittatura sinistra. Di questo passo le censure a una certa parte aumenteranno sempre di più. Per me pagare il canone diventa sempre più penoso.

BlackMen

Mer, 13/11/2013 - 11:27

Massimo Bocci: quanto le piace dare sempre e comunque la colpa alla sinistra...perfino quando ne condivide le posizioni come in questo caso. siete così ossessionati dal comunismo che manco quando siete d'accordo ve ne accorgete! :-)

viento2

Mer, 13/11/2013 - 11:41

ancora lo oltraggiano

Ritratto di corvo rosso

corvo rosso

Mer, 13/11/2013 - 12:01

Non meravigliatevi, ho sentito un magistrato affermare che il caso Tortora non è stato un errore giudiziario, ma i Giudici furono costretti, dalle leggi allora vigenti, ad arrestarlo e condannarlo. La realtà è una sola, purtroppo, se vai contro la Magistratura, ti becchi un avviso di garanzia,giusto o meno e la tua vita è rovinata, ed allora chi te lo fa fare a dargli contro? Il bello che ci sono in giro migliaia di "Sepolcri imbiancati" che negano questa realtà. Questi sepolcri imbiancati sono quelli che ci governano e mantengono i loro posti grazie agli "utilizzatori finali" della spesa pubblica (quella che non si tocca) che poi sono quelli che li votano. Si potrebbe uscire da questa situazione con un nuovo "uomotipoBerlusconi" senza gli alleati- traditori che ha avuto nella sua esperienza. Purtroppo sono tutti legati tra loro, gattopardeschi ed ipocriti,ma " ha da venì un nuovo essere umano con un grosso randello!"

roberto.morici

Mer, 13/11/2013 - 15:40

"Se questo è servizio pubblico...".Posso far notare che anche certi Magistrati possono essere "pubblico" di certe programmi televisivi? Perché metterli in condizione di sentrsi imbarazzati?. Qualcuno di loro, forse un pò dislessico, ha letto Tortora invece che Tortona. Dov'è il problema? Può capitare a tutti di sbagliare...un pò.

mezzalunapiena

Ven, 27/06/2014 - 12:22

questo docufilm dovrebbe essere proiettato riunendo tutti i magistrati a partire da diego marmo.