Ma la castità non può valere solo per le suore

È vero o no che la religione è rimasta un'isola nella quale la discriminazione femminile è praticata disinvoltamente? Temo di sì

Il Giornale si è già occupato, con due suoi autorevoli commentatori (Giordano Bruno Guerri e Luca Doninelli), della suora che ha partorito un bambino, chiamato Francesco, suscitando un certo scalpore nell'opinione pubblica e imbarazzo nella Chiesa. Ovvio. Episodi del genere non succedono tutti i giorni. La puerpera, a mio personalissimo parere, ha fatto bene ad affermare il desiderio di tenersi il bimbo e a rifiutare l'aiuto delle consorelle che, pure, hanno dichiarato di essere pronte a darle una mano.
Solidarietà a parte, sempre apprezzabile, la vicenda pone un problema di non facile soluzione e, quindi, drammatico, che vorrei affrontare. È vero o no che la religione (nella fattispecie cattolica) è rimasta un'isola nella quale la discriminazione femminile è praticata disinvoltamente? Temo di sì. Nel trattare la questione di suor Roxana, salvadoregna, ospite fino ad alcuni giorni orsono di un convento delle Piccole Discepole di Gesù, a Rieti, gli esperti del ramo hanno detto che la monaca, non avendo resistito alla tentazione (della carne), deve lasciare la comunità. Infatti è venuta meno al solenne voto di castità, pronunciato al momento di entrare in convento, e ciò contrasta con le regole.
Il ragionamento sembra non fare una grinza. Ma c'è un ma. Perché se un prete, o un frate, cede alla famosa tentazione, e viola l'impegno alla purezza, non viene espulso e il suo peccato è tollerato, quantomeno coperto per non destare scandalo, mentre se è una suora a fare altrettanto non si salva ed è costretta a togliersi la veste con tanti saluti alla propria vocazione? Si dirà che una donna non casta prima o poi rischia una gravidanza e di dare alla luce un bambino (difficilmente occultabile); un sacerdote o un monaco, che pure ne combini di ogni colore, invece non lascia traccia. Realisticamente è così.
Il punto è proprio questo. Bisogna stabilire se la castità è un principio basilare per un religioso oppure una formalità (un omaggio alla tradizione), ma non tanto importante da meritare la radiazione di chi non vi si attenga. Nel primo caso, se cioè la castità è un principio basilare, deve esserlo per tutti, maschi e femmine, e coloro i quali trasgrediscono sono pregati di andarsene senza tante storie. Nel secondo caso, non ha senso che le gerarchie siano di manica larga nel giudicare le scappatelle di curati e parroci (tra i quali, bisogna ricordare, non mancano attivissimi pedofili, autori di reati odiosi e infamanti) e che, viceversa, siano severe con le madri superiori, o inferiori, e le scaccino dai conventi soltanto perché natura vuole che i frutti dei loro peccati, a differenza di quelli dei «colleghi», siano talmente visibili e concreti da finire nelle culle.
Si obietterà che un monastero non può essere trasformato in una nursery. Ma qui allora entriamo nel campo di ciò che è opportuno e di ciò che non lo è. Mi domando se il Padreterno, ammesso che ci sia, nel valutare la condotta dei suoi figli tenga conto del loro genere. La castità è di rigore per le suore e per i preti è facoltativa? Non sta in piedi.

Commenti
Ritratto di ANGELO POLI

ANGELO POLI

Lun, 20/01/2014 - 09:52

Il discorso sui sacerdoti equiparati a frati e suore non è completamente corretto. Che io sappia, non essendo religiosi, i sacerdoti e il clero diocesani sono tenuti a osservare i dieci comandamenti come tutti, ma non hanno fatto voto di castità.

Ritratto di 02121940

02121940

Lun, 20/01/2014 - 10:24

Sono da anni un ammiratore del Direttore, ma questa volta avrei preferito non leggerlo. Osservo in primo luogo che nel "cattolicesimo" c'è una discriminazione della donna che ha le sue radici nella storia, in epoche in cui tutte le donne erano discriminate. Inoltre mi pare che il voto di castità sia richiesto da tutti gli ordini regolari (sono i “consigli evangelici”), sia femminili che maschili, unitamente ai voti di obbedienza e povertà. Che poi i voti siano puntualmente rispettati non so, ma ho i miei dubbi. Però questi sono problemi di Francesco, non nostri.

buri

Lun, 20/01/2014 - 10:30

quela suora non ha rispettato i voti e questo è un aspetto del fatto, ci ha raccontato di non sapere di essere incinta, cosa impossibile, una donna quando è incinta lo sa, anche senza il test di gravidanza, i casi sono due o è assolutamente ingenua e all'oscuro dei fatti della vita, oppure tentava si farci fessi, altro aspetto del fatto, ma secondo il mio modesto parere il fatto di voler tenersi il bambino, di sentirsi più mamma che suora tiscatta tutto e l'assolve delle sue colpe

COSIMODEBARI

Lun, 20/01/2014 - 16:09

La storia vera racconta che Rodrigo Borgia era un uomo dissoluto e un libertino impenitente e come tale si comportò per tutta la vita: da laico, da cardinale e da papa Alessandro VI. Dopo un iniziale ravvedimento, ancora di più, senza minimamente preoccuparsi di celare agli altri questa sua scandalosa condotta di vita. Il suo percorso terreno fu disseminato di numerosi figli, ovviamente tutti illegittimi. Da una relazione con Giovanna Cattanei, detta Vannozza, nacquero quattro figli ed altri tre nacquero da una donna sconosciuta. Nel corso del suo pontificato gli nacquero altri due figli; la sua amante ufficiale fu Giulia Farnese, moglie di Orsino Orsini, amante segreta di lui dai tempi in cui era cardinale e con la quale continuò ad avere relazioni intime dopo l'elezione al soglio Pontificio. Questa notizia divenne più o meno di pubblico dominio, era così risaputa che chi voleva favori da Papa Alessandro VI si rivolgeva a lei. La storia continua ancora oggi con tanti piccoli, perchè non papi, Alessandro VI, sono disseminati in ogni paese italico, forse sono in numero pari a quello dei paesi. Se poi a questi sommiamo quelli malati di pedofilia, ebbene non possiamo non confermare due detti del mitico Totò: l’acne giovanile si cura con la vecchiaia; è la somma che fa il totale.

Ritratto di Ezechiele lupo

Ezechiele lupo

Lun, 20/01/2014 - 16:14

IL Sig. Poli ha detto una cosa vera. I Preti, quelli secolari che incontriamo la domenica , non hanno fatto il voto di castità, solo la promessa. Il voto di castità assieme a quello di povertà e obbedienza appartiene agli ordini minori, vedi francescani ed è chiaro dai nodi alla cintura che ricordano tali giuramenti. Le suore hanno gli stessi parametri degli ordini minori. Naturalmente è tutto da discutere, ma i fatti sono questi.

Ritratto di nestore55

nestore55

Lun, 20/01/2014 - 16:16

Mi piacerebbe conoscere i passi della Bibbia dove si dice, e si parla,di castità dei servi del Signore.Sopratutto mi piacerebbe conoscere,e leggere, i passi della Bibbia dove si dice che i servi di Dio non possono essere sposati.Legge fatta da uomini per gli uomini: non poteva non generare orrori...E.A.

Antony36

Lun, 20/01/2014 - 16:21

+Stim.mo Dott. Feltri, da fedele lettore e suo estimatore, mi sorprende che Lei sia incorso in una grossa svista: i sacerdoti diocesani non fanno i voti, questi vengono fatti dai frati o religiosi e dalle suore. E questo vale pure per gli ortodossi cattolici, dove i sacerdoti diocesani possono sposare, ma non i religiosi o le suore che vivono in conventi. Non è corretto, quindi, equiparare i religiosi, che professano i voti, ai sacerdoti che non professano i voti. Con tanta stima

Ritratto di wilegio

wilegio

Lun, 20/01/2014 - 16:25

@02121940 si vede che anche lei è accecato da quel paravento che è la "Fede", anche quando questa va qa cozzare contro un'altra grande dote di cui la Natura ci ha dotati, cioè l'intelligenza, il buonsenso e quella che chiamiamo "umanità". Come può sostenere che abbia ancora una validità indiscutibile (nella quale cioè dobbiamo "credere" senza porci alcuna domanda) una, come lei stesso scrive, "discriminazione della donna che ha le sue radici nella storia"? I tempi cambiano, i costumi cambiano, la Razza Umana si evolve, l'autocoscienza delle persone aumenta ogni giorno, ma, secondo lei, siccome la discriminazione ha radici nella storia, dell'argomento non si può neanche discutere e, sempre come lei sostiene, Feltri avrebbe fatto bene a evitare l'argomento perchè, di fatto, non sono cavoli suoi. Ma si rende conto? Ragionando in questo modo, anche lo schiavismo è del tutto lecito, perchè "ha radici nella storia". Già che ci siamo, mi spieghi anche per favore il perchè del perenne rifiuto della chiesa anche solo a discutere di sacerdozio femminile. Perchè? Forse per la esecranda abitudine delle femmine di perdere liquidi più o meno ogni 28 giorni? E vogliamo parlare dell'obbligo del celibato per i sacerdoti, non dogma, ma voluto e decretato da un papa misogino alcuni secoli orsono? E' ora che si svegli il nostro amico argentino, perchè i tempi cambiano e la grande crisi delle vocazioni lo sta dimostrando!

Ritratto di pediculo

pediculo

Lun, 20/01/2014 - 16:32

....Un autentico schifo di una gerarchia che, ai vari livelli, predica bene (!?) e razzola male, anzi malissimo. Che credibilità pensano di avere questi imbonitori ?

BENNY1936

Lun, 20/01/2014 - 16:33

Mah, per i liberi pensatori quello della castità ( e di tutte le altre storielle cattoliche o no propinateci dalle religioni) non hanno alcun senso e quindi facciano un pò quel che vogliono senza rompere i chitarrini...La miglior cosa è evitare di far male agli altri e tanto basta.

moshe

Lun, 20/01/2014 - 16:37

E' risaputo, la castità e quella virtù che i preti si tramandano da padre in figlio. A parte le barzellette, quello che ci rimane è che oltre alla suora extracomunitaria importata dalla chiesa, dovremo mantenere anche il figlio.

Raoul Pontalti

Lun, 20/01/2014 - 16:46

Una volta tanto sono d'accordo con ANGELO POLI e conseguentemente con Ezechiele Lupo e Antony36. Appartenenti agli ordini religiosi e più in generale agli istituti di vita consacrata sia maschi che femmine che infrangano il voto di castità emesso tra l'altro in forma solenne e pubblica commettono un autentico sacrilegio.

giovanni PERINCIOLO

Lun, 20/01/2014 - 16:55

Caro Feltri, nel caso di suore e preti diciamo pure che le sue precisazioni non fanno una grinza. In assoluto invece é obbligo constatare che la tanto chiesta e voluta "parità", cavallo di battaglia delle femministe del "é mia e la gestisco io" una volta ottenuta é stata bellamente ripudiata con la richiesta, prontamente soddisfatta dai nostri parlamentari, con la nuova legge sul "femminicidio"! Siamo seri, c'era veramente bisogno di questa legge di "genere"?? forse che uccidere un uomo é meno grave?? non bastava l'omicidio come esiste in tutto il mondo??

Ritratto di Carlo Marra

Carlo Marra

Lun, 20/01/2014 - 16:57

Nulla di nuovo sotto il sole. Trascrivo sotto giuramento questo fatto successo realmente negli annisettanta all'arrivo di mio padre in Francia Un prete della Banlieu Parigina, negli anni del primo dopoguerra, venne ricoverato all'ospedale per un disturbo allo stomaco. Per scherzo, ad operazione terminata, medici dell'ospedale gli dicono che era incinto e gli affidano un bambino,figlio di una ragazza madre morta durante il parto. Gli dicono che egli lo ha partorito con il taglio cesareo. Deo Gratias esclama, mi ero preparato al peggio per il Purcatorio! Il prete alleva questo bambino, stando bene attento a fare credere alla gente che si tratta di suo nipote. Dopo diversi anni, sul letto di morte, il prete chiama a sé il ragazzo: -"Figlio mio, c'è qualcosa che ti devo dire............... Non trovo il coraggio Papà, ora sono cresciuto, l'ho pensato ........ ch'eri mio Padre! Dopo tutto mi hai dato la vita e ti ringrazio molto Nulla di nuovo sotto il sole,la storia si ripete! Mi hai sempre chiamato padre, ma io non sono tuo padre... Sbalordito, il ragazzo chiede: -"Ah, sì? E allora chi è mio padre? " - "SONO TUA MADRE! Tuo padre è l'arcivescovo di Paris"

Rossana Rossi

Lun, 20/01/2014 - 17:04

La castità deve valere per TUTTI quelli che ne fanno voto. Poi potremo discutere se la regola è giusta e magari cambiarla, ma fin che è questa va rispettata.

Ritratto di Michele Corno

Michele Corno

Lun, 20/01/2014 - 17:12

Caro Feltri, mi risulta che il diritto canonico - canone 1395 - dica esattamente il contrario di ciò che lei afferma riguardo ai peccati contro il sesto precetto del Decalogo.

Ritratto di Jaspar44

Jaspar44

Lun, 20/01/2014 - 17:14

"Crescete e moltiplicatevi" ....ed è proprio sul voto di castità che bisognerebbe riflettere.

Ritratto di ilvillacastellano

ilvillacastellano

Lun, 20/01/2014 - 17:29

Stimatissimo sig. Ezechiele lupo, nel suo commento di oggi delle 16:14 lei fa capire o pensare che c'è una differenza sostanziale tra "voto di castità" e "promessa di castità", come per dire che chi fa il "voto" è tenuto a rispettarlo; chi invece fa una "promessa" può anche fottersene. Questo modo di ragionare mi ricorda tanto il modo di fare dell'avvocato Azzeccagarbugli di mazoniana memoria. Secondo me, non c'è nulla di più sbagliato. Non per nulla si dice, anche della seconda, che la promessa è un debito. Vediamo pure cosa dicono i vocabolari. Il Garzanti sostien che il "voto" è "promessa (badi bene: promessa) solenne di compiere un determinato atto... . Per "promettere", da cui promessa, lo stesso dice "impegnarsi con altri a fare o dare qualcosa". Lei forse vede ancora che ci sia qualche differenza sostanziale tra le due cose, anche se, chi vuol trasgredire o non mantenere la parola data, trova sempre il pelo nell'uovo per poter fare quel che vuole e, soprattutto, per potersi giustificare?

Ritratto di nowhere71

nowhere71

Lun, 20/01/2014 - 17:36

Da cristiano praticante sottoscrivo in pieno. Mandi una copia de Il Giornale in Vaticano con evidenziato il suo articolo. Agli altri lettori che fanno le distinzioni tra frati suore e sacerdoti dico solo di piantarla con le sciocchezze. Per colpa di queste infernali disquisizioni, p.e. sul 'generato non creato', ci sono cristiani che si fanno chiamare cattolici e altri che si fanno chiamare ortodossi. Un vero cristiano, almeno secondo il mio parere, non dovrebbe considerare come meno grave la pedofilia di un prete perche' compiuta da uno che ha fatto una promessa e non un voto. Un vero cristiano, sempre secondo il mio parere, guarda alla sostanza delle cose, non perde tempo nei massimi sistemi, terreno su cui agisce il Diavolo ("sia il tuo parlare si' si' no no il resto viene da Satana"). Quindi ribadisco il mio bravo a Feltri, togliere i paramenti ai preti pedofili e carcere (duro).

honhil

Lun, 20/01/2014 - 17:54

"un sacerdote o un monaco, che pure ne combini di ogni colore, invece non lascia traccia."(?)Se, ovviamente, non si fa la conta dei tanti, molti, piccoli "bastardi". Altrimenti, altro che traccia! Lì fuori c'è un vero esercito mimetizzato.

Ritratto di wilegio

wilegio

Lun, 20/01/2014 - 17:57

@nowhere71 Io non ho capito esattamente che Feltri alludesse ai preti pedofili, quanto invece ai molto più numerosi (chi può dire di non averne conosciuto personalmente almeno uno?) preti che, diciamo così, contravvengono al voto di castità, "giacendo" con femmine il più delle volte ben consapevoli e compiacenti. Non solo la chiesa, che sa benissimo chi sono costoro, li ignora a ogni livello, ma fra la gente spesso si instaura quasi un sentimento di malcelata ammirazione nei loro confronti!

buri

Lun, 20/01/2014 - 18:03

non sono sicuramente un esperto in materia, ma credo che Feltri pone il problema sotto un angolo sbagliato, so che i voti religiosi sono tre, si pronunciano al mpmento dell'ordinazione o

km_fbi

Lun, 20/01/2014 - 18:20

Caro Feltri, seguo da sempre con simpatia e ammirazione la sua attività giornalistica ed i suoi commenti, che quasi mai mi son trovato a non condividere. In questo caso,però, credo che lei si sia permesso di esprimere giudizi su tutto un mondo che lei, da agnostico o non credente - come spesso dice di essere - poco conosce e poco pratica.In quel mondo, in cui c'è la condanna del peccato ed il perdono per i peccatori pentiti, è pacifico e fuor d'ogni dubbio che la castità non può valere solo per le suore, ma quel mondo è anche estremamente attento agli aspetti pratici, e l'aspetto pratico più evidente è il fatto che il convento delle Piccole Discepole di Gesù non è il posto più adatto per allevare un figlio. Nessuno è stato cacciato dal convento, c'è stato un discernimento tra le varie parti interessate e poi una decisione condivisa.La saluto cordialmente

km_fbi

Lun, 20/01/2014 - 18:20

Caro Feltri, seguo da sempre con simpatia e ammirazione la sua attività giornalistica ed i suoi commenti, che quasi mai mi son trovato a non condividere. In questo caso,però, credo che lei si sia permesso di esprimere giudizi su tutto un mondo che lei, da agnostico o non credente - come spesso dice di essere - poco conosce e poco pratica.In quel mondo, in cui c'è la condanna del peccato ed il perdono per i peccatori pentiti, è pacifico e fuor d'ogni dubbio che la castità non può valere solo per le suore, ma quel mondo è anche estremamente attento agli aspetti pratici, e l'aspetto pratico più evidente è il fatto che il convento delle Piccole Discepole di Gesù non è il posto più adatto per allevare un figlio. Nessuno è stato cacciato dal convento, c'è stato un discernimento tra le varie parti interessate e poi una decisione condivisa.La saluto cordialmente

Ritratto di abraxasso

abraxasso

Lun, 20/01/2014 - 18:21

Anche una suora, se non viene beccata a peccare può peccare finchè non viene beccata. Se una suora non vuole farsi beccare a peccare deve solo stare attenta a peccare senza farsi beccare. Non cambia niente rispetto a un frate o un prete: deve solo stare più attenta, perché ci si accorge subito se qualcosa è andato storto. Per cui, cara suora, continua a peccare, ma non farti beccare.

Amelia Tersigni

Lun, 20/01/2014 - 18:22

La castità per i preti(o monaci) e le suore è una diretta conseguenza del voto di povertà. Non è giusto mettere al mondo dei figli (altri essere umani) per far vivere loro una vita di stenti.Vivere in povertà è una scelta di vita che non si può imporre ad altri. Questa è la spiegazione che mi dette un sacerdote molto tempo fa.

Amelia Tersigni

Lun, 20/01/2014 - 18:23

La castità per i preti(o monaci) e le suore è una diretta conseguenza del voto di povertà. Non è giusto mettere al mondo dei figli (altri essere umani) per far vivere loro una vita di stenti.Vivere in povertà è una scelta di vita che non si può imporre ad altri. Questa è la spiegazione che mi dette un sacerdote molto tempo fa.

Raoul Pontalti

Lun, 20/01/2014 - 19:11

nowhere71: cattolico sedicente praticante ma non raziocinante: la questione trinitaria che ci divide dagli ortodossi non riguarda il rapporto tra Padre e Figlio (generato e non creato essendo il Figlio) bensì il rapporto tra lo Spirito Santo e il Figlio, in quanto il primo procede dal Padre (ortodossi), dal Padre e dal Figlio (cattolici, ma anche luterani e calvinisti). Si tratta insomma della questione del "filioque" alla base anche del "Grande Scisma" del 1054 insieme con altre questioni (purgatorio, primato del papa, etc.)

paspas

Lun, 20/01/2014 - 19:27

IL SIG FELTRI HA PRESO UN ABBAGLIO. NON E' ASSOLUTAMNTE VERO CHE I PRETI E MONACI SONO IMMUNI DALLE REGOLE. lA CASTITA; VA OSSERVATA E CI SONO MIGLIAIA DI PRETI E MONACI CHE HANNO DOVUTO ABBANDONARE LA LORO VITA SACERDOTALE E RELIGIOSA. CHI SBAGLIA PAGA. CERTAMENTE FA PIU' SCALPORE UNA MONACA CHE RESTA INCINTA PERCHE' E' PIU' PALESE MA NON PER QUESTO LA CHIESA DISCRIMINA LE FEMMINE.

pietrom

Lun, 20/01/2014 - 19:32

"Il punto è proprio questo. Bisogna stabilire se la castità è un principio basilare per un religioso oppure una formalità" - La castita' e' un principio basilare, in quanto e' un freno all'arrembaggio di milioni di disoccupati per farsi assumere come preti/suore, e in questo periodo di crisi economica dovrebbero mettere un ufficio collocamento dentro ogni chiesa. E dovendoli pagare coloro che restano laici, in un modo o nell'altro tramite il fisco, si dovrebbe alzare ulteriormente la pressione fiscale. Quindi, abolizione castita' --> aumento tasse --> NO, siate pure rigidissimi e tenetevi la vostra mentalita' medioevale ben stretta!

Ritratto di Chichi

Chichi

Lun, 20/01/2014 - 20:27

(POSTO PER LA TERZA VOLTA. SPERO SOLO, PER LA STIMA CHE HO DI LUI, CHE NON SIA FELTRI IN PERSONA A DECIDERE QUALI COMMENTI FAR PASSARE E QUALI NO.) ------------- MA LA CASTITÀ NON ,VALE SOLO PER LE SUORE. Parole sante, quelle di Feltri, anche se il Padre Eterno non esistesse: «La castità è di rigore per le suore e per i preti è facoltativa? Non sta in piedi». La castità è di rigore, per i preti, in forza del celibato; è di rigore per i religiosi, maschi o femmine, sacerdoti, diaconi o laici, in forza del loro voto; è di rigore per i laici – sono certo che il Direttore editoriale del Giornale non confonderà i termine tecnico “laico” con l’abuso che se ne fa dalla parte deteriore dell’illuminismo, fatto proprio dalla rivoluzione francese, e da tutti i mangiapreti che da essa prendono le mosse – celibi e nubili o vedovi e vedove, in forza della dottrina matrimoniale della Chiesa. ---§ Non so chi siano gli “esperti del ramo”, secondo i quali suor Roxana «non avendo resistito alla tentazione (della carne), deve lasciare la comunità. Infatti è venuta meno al solenne voto di castità, pronunciato al momento di entrare in convento, e ciò contrasta con le regole». C’è più di un contrasto con le regole: una violazione grave di un voto, non solo quello di castità, in termini morali è definito sacrilegio, ma non scioglie dal voto fatto. Né il diritto canonico, né le regole religiose prevedono che chi manca in tal modo cessi di essere religioso e, quindi, debba o, aggiungendo colpa a colpa,,possa, lasciare l’ordine o congregazione religiosa in cui ha pronunciato i voti. Una violazione grave dei voti è giuridicamente per la Chiesa cattolica un crimine. Sono previste sanzioni, ma tra queste non c’è l’espulsione dall’ordine o dalla congregazione. L’epulsione, tra l’altro, presuppone lo scioglimento dai voti di esclusiva competenza della Santa sede. ---§ Nel gergo dei religiosi per “ospite” s’intende un confratello o una consorella che occasionalmente si trova in una comunità che non è quella assegnata loro dall’obbedienza. Così pure il termine “comunità” indica, non l’intero ordine o congregazione, ma semplicemente quello, che nell’ordine francescano, e. g è chiamato convento. E il trasferimento, in “virtù di santa obbedienza” ad altra comunità, più rigida, più controllata, con meno possibilità di “occasioni prossime di peccato, in una parola, più idonea al recupero della religiosa o del religioso, è una delle sanzioni che i superiori devono erogare a chi ha mancato. ---§ La presunta “manica larga” nel giudicare le “scappatelle” di curati e parroci, dott. Feltri, non c’entra un bel nulla. È quello che lei stesso ha fatto notare: i maschi, in ambito religioso, come in quello familiare, sociale e politico, sono favorito dalla natura nel tenere celate le loro “scappatelle”. Le faccio notare, inoltre, che proprio per i sacerdoti, tra le pene previste dal diritto canonico, c’è la sospensione “a divinis” e la riduzione allo stato laicale. Per suor Roxana sarebbe possibile l’estromissione solo in due casi particolari: 1° se si tratta di una religiosa con i voti temporali – voti a tempo per tre anni per due trienni consecutivi – che la Chiesa impone come prova, prima di ammettere ai voti perpetui. “2° se nella sua congregazione la professione religiosa fosse annuale e mai perpetua, come nella congregazione delle Figlie della carità di S. Vincenzo Da Paoli. È chiaro che allo scadere dell’anno o dei tra anni, la suora non verrebbe ulteriormente ammessa ai voti. ---§ Come vede, Feltri, la sua propensione a credere nella discriminazione nei confronti della donna da parte della Chiesa Cattolica e legittima, ma non trova molto appoggio nelle affermazioni degli “esperti del ramo”. Quanto ai motivi di opportunità, io preferisco indicarli con l’espressione «I panni sporchi si lavano in famiglia». Si fonda sulla saggezza popolare. L’opposto della “saggezza” dello scoop e di quella del colpi bassi della politica. La Chiesa ha sempre fatto propria questa norma non scritta. Soprattutto per colpe che non sono tali per la giustizia civile. Ma anche nei confronti di quest’ultima essa ha sempre rivendicato il suo diritto di non denunciare religiosi e chierici cha avessero commesso reati contro di essa. Nemmeno i familiari dei delinquenti sono tenuti a denunciare o testimoniare contro i propri congiunti. Il santo martire Thomas Becket fu fatto uccidere da Enrico II, di cui era amico e cancelliere e da lui fatto nominare vescovo alla sede primaziale di Canterbury, perché si oppose alla volontà del re di sottoporre clero e religiosi ai tribunali civili. Questo mostra quanto sia stato significativo da parte di Benedetto XVI l’aver imposto ai vescovi e ai superiori religiosi, non di non ostacolare le indagini, cosa che già era pacifica, ma addirittura di denunciare i preti e i religiosi pedofili..

Ritratto di Simbruino

Simbruino

Lun, 20/01/2014 - 20:57

Caro Feltri, comunque e' pieno di queste giovani monachelle anche a volte sprovvedute che vengono dai villaggi del terzo mondo e che hanno preso i voti anche per assenza di altre prospettive ed in effetti piu' che altro lavorano come badanti cuoche o lavandaie negli ospizi e negli altri istituti di carita' , ove quindi, bisogna attendere il tempo di una piena comprensione del significato adulto di religione/ Non sono percio' concettualmente d' accordo con lo squilibrio discriminatorio ipotizzato nella struttura della Chiesa proprio perche' l' appartenenza ad Essa ,con le sue regole, e' libera, e qualsiasi suora , il giorno che avverta maggiore il desiderio ugualmente sacrosanto di maternita' e' libera di lasciare il giorno successivo/ Feltri non dimenticare che le prime elezioni democratiche in Europa non sono avvenute ne' in Inghilterra e neanche in Francia, bensi' nei conventi Francescani e Domenicani gia' nel 1200/

Ritratto di giuseppe zanandrea

giuseppe zanandrea

Lun, 20/01/2014 - 21:21

caro Feltri concordo anch'io con chi La critica per la poco approfondita disamina della questione . Quindi preti sì! monaci e monache no! tutto chiaro. voglio però rimarcare che MAI la Chiesa opera discriminazioni tra maschi e femmine, come invece Lei pare intendere e suggerire. Sempre , grazie a Dio , si ammette la remissione dei peccati a chi si pente e questo è il fondamento del cattolicesimo che ha messo e mette tuttora la Chiesa di Roma sopra le altre. Vorrei però riprendere quanto dice in maniera impareggiabile il lettore BURI (ore 10.30)che riporta tutta la vicenda nella giusta dimensione umana e religiosa ...."il fatto di sentirsi più mamma che suora la riscatta e assolve da tutte le colpe " punto.

Ritratto di giuseppe zanandrea

giuseppe zanandrea

Lun, 20/01/2014 - 21:26

nowhere71...alla faccia del "cristiano praticante"che dice di essere.... me pare più un ateo praticante !

Ritratto di wilegio

wilegio

Mar, 21/01/2014 - 00:55

Egregio sig. paspas, la pregherei di spiegarmi un particolare, magari senza urlare e scrivendo come tutti i Cristiani in lettere minuscole. Perchè, se è vero quanto lei sostiene, cioè che la chiesa non discrimina le femmine, il sacerdozio femminile non è ammesso dalla chiesa? Questa non è forse una discriminazione? Oppure lei la chiamerebbe in altro modo?

Ritratto di Ezechiele lupo

Ezechiele lupo

Mar, 21/01/2014 - 10:51

Egregio ilvillacastellano, c'è una profonda differenza tra i due vocaboli, altrimenti la lingua italiana e latina sarebbero mozze. La promessa è un fatto che se non ottemperato ottiene il perdono con la confessione e il pentimento. Il voto è un atto più sacro che si compie con Dio e il perdono è più complicato se si è veramente credenti, tanto è vero che è prevista l'espulsione dall'ordine anche dopo il perdono. La stessa ' promessa ' ha un significato molto diverso nei termini giuridici e viene considerata un contratto vero e proprio. Faccio un esempio: se mi scrivesse su un foglio semplice che 'promette ' di vendermi un suo bene di grande valore per pochi denari, il giorno dopo potrei legalmente reclamarlo e lo scritto vale al 100% Stranezze della lingua.