"Io camorrista, oggi sarei libero se avessi accusato Berlusconi"

Il pentito Fiore D'Avino, uno dei boss della Nuova Famiglia campana, rivela: "Volevano che incastrassi il Cavaliere dicendo che aveva i soldi di Bontade"

«Mi sarebbe bastato dire che Silvio Berlusconi aveva i soldi di Stefano Bontade e sarei stato scarcerato. Me lo consigliò un compagno di cella, uno che si chiamava Pietro Cozzolino. Ma non l'ho fatto perché io non parlo di ciò che non conosco». A distanza di tantissimi anni dalle sue gesta criminali parla Fiore D'Avino, il più importante collaboratore di giustizia campano degli anni Novanta, uno dei capi della Nuova Famiglia, il maxi-cartello criminale che soffocò nel sangue le armate cutoliane. Dopo essersi confrontato con chi gli sta più vicino ha deciso di rivelare a Il Giornale ciò che, in diciott'anni di regime di protezione, ha nascosto pure ai magistrati. Lui lo fa ben sapendo di assumersene tutte le responsabilità, anche penali, e di poter contare solo sulla sua parola. Ma di questo non sembra preoccuparsi troppo. «Se per i giudici sono credibile, e per loro lo sono, allora questo deve valere sempre. No a fasi alterne».

Noi registriamo le sue parole così come ce le ha riversate, consapevoli sempre della scivolosità e della delicatezza dei racconti dei collaboratori di giustizia, una categoria che non ci appassiona. Occorre andarci cauti due volte coi pentiti, soprattutto quando in mezzo c'è il Cav, argomento tra i più gettonati nelle aule di tribunali e procure. Il racconto di D'Avino inizia nel carcere di Paliano, in provincia di Frosinone. È il kibbutz dei pentiti delle mafie italiche. Il penitenziario dove vanno a finire quelli che stanno iniziando a flirtare con la giustizia. D'Avino ci arriva a metà del 1995 con un pedigree camorristico da primo della classe: capozona di Somma Vesuviana poi mammasantissima al pari di Carmine Alfieri, Mario Fabbrocino e Pasquale Galasso; nomi storici della storia del male vesuviano.

«Spesso, durante la detenzione, mi avvicinava Pietro Cozzolino, uno della famiglia malavitosa di Ercolano. Era gente che trafficava droga e che era in rapporti con la mafia siciliana. Mi avvicinava e mi incitava a farmi interrogare dai magistrati su alcune cose del clan. Era insistente. Poi, un giorno mi ha riferito, proprio così, testuale: vuoi uscire subito? Accusa Berlusconi e dici che aveva i soldi di Stefano Bontade».

Perché? E, soprattutto, che interesse aveva Cozzolino a veicolare questo messaggio e per conto di chi? «Ho pensato che potevo andare bene, per una cosa del genere, perché sarei stato credibile. Conoscevo Salvatore Zaza, appartenente alla prima famiglia mafiosa di Napoli collegata con Badalamenti e, quindi, con Bontade. Zaza era in rapporti anche con Michele Greco. Personalmente, conoscevo Antonino Salomone, il capomandamento di San Giuseppe Jato prima dell'arrivo dei Brusca. Conservo ancora le foto con lui. Avevo rapporti con Alfredo Bona, i fratelli Enea e con Fidanzati (il boss Gaetano, esponente di primo piano della mafia siciliana trapiantata in Lombardia, ndr). Pure con Nunzio Guida, che era napoletano, ero in contatto. Tutti questi si trovavano a Milano».
Il binario maledetto Palermo-Milano, fermata Napoli. Dunque, se avesse sganciato la bomba, per storia personale e per caratura criminale, nessuno avrebbe dubitato di lui. «Io andavo spesso a Milano, a corso Buenos Aires. Queste persone trattavano la droga, a me è capitata solo una volta la sfortuna di farla ma allora ero un ragazzo. Quando sono diventato un capo, non ho più voluto avere niente a che fare con gli stupefacenti». Perché parlare solo ora, però, rivelando questa «proposta indecente»? «Perché avrei dovuto farlo prima? Ho sempre cercato di stare fuori da questa storia. Io non parlo di cose che non conosco e che ritengo pure false. Avevo un'idea della giustizia, poi mi sono accorto che non corrispondeva sempre alla realtà. E questa scoperta l'ho vissuta sulla mia pelle».

I verbali d'interrogatorio di D'Avino hanno scardinato mezza prima Repubblica napoletana. La corrente di Antonio Gava («Di lui non ho parlato perché non conoscevo i fatti») l'ha smantellata quasi da solo, parlando dei rapporti malati all'interno della Dc. Che sarebbero arrivati su su, fino ai vertici. «Due big della Democrazia cristiana erano diventati referenti di Cosa nostra. L'ho detto alla Procura di Napoli, che ha pure secretato gli interrogatori. Ne ho parlato con due pm antimafia napoletani. Sono stato pure sentito sulla trattativa Stato-mafia, ma di quella storia so nulla».

Non gli sembra un'esagerazione che uomini politici che hanno fatto la storia degli ultimi trent'anni possano essere stati in intelligenza con il Nemico. «Ai magistrati ho detto che uno dei capi della Dc era diventato il referente di Cosa Nostra». E la fonte di un'accusa così grave e indimostrata? Il solito telefono senza fili della criminalità organizzata. «Me l'aveva detto Pasquale Russo», un padrino della Nuova famiglia recentemente arrestato in provincia di Napoli dopo oltre dieci anni di latitanza. «A quell'epoca, decisi di farmi i fatti miei. Mi consigliarono questa scorciatoia di Berlusconi per anticipare il momento in cui avrei lasciato la galera, ma non ho voluto. Sono una persona seria, io. Ero convinto che, dall'altra parte, dalla parte dello Stato, le cose andassero per il verso giusto. Purtroppo, non è sempre così».

Nei giorni scorsi ha sentito il bisogno di rettificare in modo piccato, nero su bianco, le parole dei politici che consegnavano all'associazione del Forum dei giovani di Somma Vesuviana un bene confiscato alla sua famiglia. Adesso ci torna di nuovo su: «Ci hanno sequestrato appezzamenti di terreno e beni nell'ambito di inchieste sulla criminalità organizzata in cui i miei parenti non risultano in alcun modo coinvolti. Mia moglie è incensurata, proviene da una famiglia perbene. I miei zii hanno ereditato quei suoli dal loro papà, mio nonno. Che c'entrano con le inchieste a mio carico? I giudici, l'Agenzia dei beni confiscati, la Cassazione nessuno si è accorto di quest'enorme ingiustizia che danneggia la mia famiglia. Non mi arrendo, comunque. Dovrebbero saperlo ormai».

Commenti

curatola

Lun, 08/04/2013 - 09:01

non so perché ma questa vicenda mi ricorda il generale della Rovere. Peccato che non sappiamo chi sono i magistrati che pilotavano Cozzolino per metterli in galera.

Ritratto di depil

depil

Lun, 08/04/2013 - 09:12

presto il popolo italiano farà completa pulizia della mafia togata.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Lun, 08/04/2013 - 09:16

i sinistronzi dovrebbero fare la vita da mafiosi per 1 anno, con annessi i rischi, per capire cosa vuol dire un pentito che spiffera tutto... dovrebbero sentirsi impauriti! invece no, nossignornò, i lor signori di sinistra se ne fottono, vogliono che un pentito qualsiasi accusi berlusconi, senza prove, così, tanto per far vedere che sono bravi! se questo è il ragionamento della sinistra, io a questi ci sputerei nei loro occhi!

meloni.bruno@ya...

Lun, 08/04/2013 - 09:21

Certi giudici infiltrati nelle istituzioni Italiane,non sono altro che delinguenti di stato!sono loro la causa del fallimento socioeconomico in questi ultimi 20 anni,l'ergastolo sarebbe una condanna anche troppo mite!

angelomaria

Lun, 08/04/2013 - 09:33

lui uomod'onore ma quanti altri non lo sono stati e dinuovo la vergogna del sistem penale ITALIANO alla ribalta

egi

Lun, 08/04/2013 - 09:49

E la novità dov'è

gpl_srl@yahoo.it

Lun, 08/04/2013 - 09:53

oggi, qualsiasi terrorista o qualsiasi bandito anche assassino, potrebbe aver vita facile dal momento in cui accusasse Berlusconi di complicità: la sinistra vive solo per quello e pubblici ministeri la cui parzialità é sicuramente più che mai dubbia,sono sempre pronti a tutto pur di cancellare dalla faccia della terra quest uomo che da oltre vent' anni impedisce alla social democrazia di stampo stalinista di prendere il potere in Italia: dunque se qualcuno deve sparire, questo qualcuno è Berlusconi: che l' italia fallisca o che gli italiani muoiano di fame non conta perchè l' importante è arrivare al potere in qualsiasi maniera anche illecita

Ritratto di Papapeppe

Papapeppe

Lun, 08/04/2013 - 10:00

Siamo messi bene! Se deve essere un camorrista a insegnare moralità ed etica alla magistratura...ogni commento è superfluo.

DanieleG

Lun, 08/04/2013 - 10:02

Io sto ancora aspettando il nome del magistrato della storia del cinema di Roma.

ammazzalupi

Lun, 08/04/2013 - 10:12

A volte, sono migliori i delinquenti che "certi" magistrati! Auguri ITALIA!

gibuizza

Lun, 08/04/2013 - 10:23

Sono oramai molti i personaggi che accusano i magistrati di imbrogli e di tenattivi di indirizzare i processi verso gli avversari della sinistra (in primis B.) ma non si sente alcuna voce levarsi indignata, nessun magistrato che indaga sui suoi colleghi, il CSM o il PdR che allertano le forze sane della Gistizia. Per contro basta un povero deficiente che accusa B. e partono inchieste a Milano, Napoli e Palermo. Come mai?

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Lun, 08/04/2013 - 10:23

#Papapeppe# Concordo, per cui non commento. Saluti cordiali. Rosella

Rossana Rossi

Lun, 08/04/2013 - 10:25

Questo fatto è purtroppo una vergogna nota da tempo. Però tutti zitti...............italiani aprite gli occhi !!!!!

Ritratto di mirosky

mirosky

Lun, 08/04/2013 - 10:28

articolo fazioso e chiaramente falso. diversamente ne avreste fatto titoloni cubitali e la stessa cosa avrebbe fatto libero.it (che non cita nemmeno)

Ritratto di rinnocent637

rinnocent637

Lun, 08/04/2013 - 10:35

Si può essere pro o contro berlusconi, ma è evidente che dal 1994 quando il PCI di Occhetto si credeva di vincere le elezioni, rimase fregato da FORZA ITALIA di Berlusconi che vinse le elezioni, Ebbene dal quel periodo, una parte della magistratura rossa orchestrata dai rossi, e dai comunisti, Berlusconi diventò il pericolo numero uno. E purtroppo nel PD ci sono questi comunisti che non dimenticano vedi Bersani.

Lu mazzica

Lun, 08/04/2013 - 10:42

Questa Magistratura è spazzatura !! Per questo/i Magistrato/i e dintorni, vergogna ed alla gogna !! Rgds., Lu mazzica

Ritratto di Bartuldin

Bartuldin

Lun, 08/04/2013 - 10:50

mirosky, ma stattene zitto, va!!!!. Ora che le veritá cominciano a salire vi brucia eh? Eccome se vi brucia !!! Erano cose che si sapeva da tempo. Un pentito é come il confidente del poliziotto. Le sue confidenze sono fatte solo per interesse personale. Io ho fatto il poliziotto e conoscevo bene i miei polli. Per il loro tornaconto avrebbero dichiarato che videro Gesú Cristo morire di freddo sulla tangenziale di Gerusalemme. Bastava che io glielo avessi chiesto. Questi sono i pentiti. Per loro tornaconto raccontano di tutto e di piú. Quello che dicono ha lo stedsso valore di una moneta da tre euri.

rokko

Lun, 08/04/2013 - 10:51

Sì vabbe'. E perché a lui dovremmo credere?

Ritratto di ettore muty

ettore muty

Lun, 08/04/2013 - 11:05

dopo lo stalliere di arcore ecco un altro eroe dei bananas ahahahahahahah in galera!!!

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Lun, 08/04/2013 - 11:06

e con la differenza che un poliziotto si sporca le mani e sa bene da che parte sta la verità, mentre i magistrati NON si sporcano MAI le mani, e CREDONO di sapere più di tutti.... mi pare chiaro che la riforma della giustizia sia più che necessaria, e non solo per favorire berlusconi (che comunque non avrà nessun tornaconto personale, è già ricco di suo), ma per ritrovare l'equilibrio tra accusa e difesa, tra i metodi giudiziari che devono essere accettati da TUTTI. altrimenti sarebbe come rileggere di nuovo le sante inquisizioni, e torquemada....un terribile capitolo che purtroppo si sta ripetendo con silvio la vittima illustre...

simsim

Lun, 08/04/2013 - 11:11

"Il Giornale" è incomprensibile. Quando un mafioso dice qualcosa pro Berlusconi è onesto. Quando un mafioso dice qualcosa contro Berlusconi è un bugiardo. Potreste "Il Giornale" scrivere anche un po' di fatti e la notizia stessa anzichè i soliti commenti pro/contro Berlusconi. Grazie

paolozaff

Lun, 08/04/2013 - 11:27

Se è vero mettere in galera i Magistrati, fine della storia.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Lun, 08/04/2013 - 11:31

SIMSIM già sta facendo il giornale. sta semplicemente descrivendo i metodi giudiziari applicati su berlusconi, a seconda di come vengono svolti gli interrogatori sui pentiti mafiosi. avrai certamente notato che tanti mafiosi dicono tutto per avere sconti di pena, ma nessuno si preoccupa di verificare quanto dicono? cioè se io devo credere a quello che dice quel pentito, devo trovare riscontri concreti, ad esempio fotografie, depositi di droga, o di armi, oppure di intercettazioni ambientali (purchè non manipolati), insomma, documenti o materiali che possano accusare in modo inequivocabile. ci hai mai pensato a questo aspetto? credo di no. ecco perchè continuiamo a prendervi per dei cretini :-)

Ritratto di mirosky

mirosky

Lun, 08/04/2013 - 11:34

bartuldin, ma sei italiano?

cast49

Lun, 08/04/2013 - 11:38

mirosky, fazioso un cazzo...questa è la verità che voi coglioni komunisti non volete sentire, ed allora fottetevi...

cast49

Lun, 08/04/2013 - 11:44

mirosky, anche durante mani pulite succedeva che i magistrati volevano sentire solo notizie su Berlusconi e ricattavano i politici, ecco perchè tutti i processi di Berlusconi sono esclusivamente politici.

fiducioso

Lun, 08/04/2013 - 11:47

@ simsim, incomprensibile è piuttosto il tuo ragionamento. E' fin troppo facile capovolgerlo riguardo agli articoli di Repubblica o dell'Unità. Ma forse per te quelli sono i soli portatori di verità indiscutibili.

vince50_19

Lun, 08/04/2013 - 11:47

Certo è che se queste affermazioni corrispondessero al vero e chi di dovere - ad es. Csm - volesse vederci chiaro e venissero fuori i nomi di coloro (semmai magistrati) che volevano indurre il pentito a fare dichiarazioni mendaci, allora questa giustizia nostrana potrebbe sul serio finire dopo quella indiana, venezuelana, castrista etc. Niente di più riprovevole e vergognoso. Subito dopo bisognerebbe, proprio come disse anni fa Davigo, rivoltare il .. sistema giudiziario italiano come un calzino, altrochè!!!

bruna.amorosi

Lun, 08/04/2013 - 11:55

ETTORE MUTY sai una cosa sono convinta che tu hai guai seri con la giustizia apposta tieni tanto a cuore la magistratura ,io invece non ho niente da temere e se c'è qualcosa che non quadra la dico anche contro i magistrati corrotti ,ce ne sono sai ? basta volerli vedere . stammi bene non ti arrabbiare altrimenti BERLUSCONI ti sopravviverà .

emilio canuto

Lun, 08/04/2013 - 11:58

#papapeppe# adesso te ne accorgi di come siamo messi? ebbene SIII la mafia ed pentiti di mafia, oggi , possono insegnare etica e morale ai magistrati ! ITALIA ! puah!

Nosinistri

Lun, 08/04/2013 - 12:03

ettore muty sinistronzo fazioso e chiaramente falso..la specialità di sparare a caratteri kubitali le palle dei pentiti e di spacciarle come verità assolute per spalare merda sugli avversari politici è prerogativa et specialità del tuo giornale di riferimento...Repubblipalla di Barbapapà&C..I giornali seri come questo fanno le giuste premesse per rendere consapevoli i lettori della fonte della notizia da prendere con le pinze.. il Giornale non impone verità assolute ma riporta opinioni liberamente valutabili e criticabili dai lettori ..lo so per te che sei un adepto Lobotomizzato di Repubblipalla è un'assoluta novità difficile da comprendere..però se coninui a frequentare a questo Blog forse ce la fai ad afferrare certi concetti, a diventare anche tu un essere umano che pensa..

Nosinistri

Lun, 08/04/2013 - 12:07

Papapeppe, Siamo messi male! ormai certi giudici sono peggio dei camorristi..visto che li usano per i propri fini politici.ogni tuo commento è superfluo..

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Lun, 08/04/2013 - 12:20

ETTORINO MUTINO, ma fatti una tappa al SERT, che ti serve una massiccia dose di metandone.... :-)

giovauriem

Lun, 08/04/2013 - 12:22

niente di nuovo sotto le stelle,i "magistrati" italiani sono peggiori e più pericolosi, di mafia, ndrangheta, camorra e sacra corona unita messi insieme

guidode.zolt

Lun, 08/04/2013 - 12:27

Credo di aver già postato questo mio commento: Nel 1977, a Piacenza, chiesi, ad un conoscente trinariciuto, il suo parere su di un fatto politico e mi sentii rispondere che non poteva esprimere il suo parere, dato che non aveva ancora letto l'Unità (sic), io sorvolai, ma, proseguendo nel discorso, affermò orgogliosamente che il P.C.I. pagava l'università a studenti di Legge per farne Magistrati, con l'aiuto dei quali, un giorno avrebbe ottenuto il potere di governare...!

killkoms

Lun, 08/04/2013 - 12:39

@guidodezolt,è quanto ammise a suo tempo un ex membro(poi dissociatosi)dal team di mani"limpide"!"le rette all'università me le pagò il pc"!

LAMBRO

Lun, 08/04/2013 - 12:39

Magistrati state attenti !La giustizia deve essere UGUALE per TUTTI!! NON SOLO PER VOI E PER I VS INTERESSI DI CARRIERA O POLITICI !!! FIRENZE potrebbe non essere solo un episodio!! Soffiare sempre sul fuoco si provoca un incendio molto esteso.

Angelo48

Lun, 08/04/2013 - 12:40

Eh già, questo famoso pentito non può essere credibile! Credibile e' invece tale Ciancimino jr,quello definito da un certo Ingroia " ..simbolo dell'antimafia..".Peccato che un paio di Procure siciliane l'hanno definito INATTENDIBILE. Ed allora, capita di leggere i commenti degli imbecilli di turno (Ettore Muty su tutti)che - forti del loro doppiopesismo - credono di poter capovolgere il senso della realtà. Il Giornale viene ritenuto fazioso, il pentito racconta un sacco di frottole e...Silvio deve, di conseguenza, andare in galera. PUNTO. Per questi emeriti imbecilli, l'unica verità e' questa. Nel frattempo ed in attesa che Silvio vada in galera, noi abbiamo appurato un'altra storica verità: doppiopesismo,falsa moralità,giustizialismo ad orologeria ed abitudine a cambiare il corso della storia politica, sono le uniche "armi" a disposizione dei giornali di regime sinistro e dei loro lettori.

squalotigre

Lun, 08/04/2013 - 12:48

rokko- dovremo credere a questo personaggio per le stesse ragioni per le quali lei crede a tutti coloro che accusano Berlusconi di ogni reato previsto dal Codice Penale. Dovremo credere alle dichiarazioni del camorrista pentito per le stesse ragioni per le quali lei crede a tutte le accuse, prive di un qualsiasi riscontro, che i magistrati come la Boccassini muovono a Silvio. Dovremo crederci per le stesse ragioni per le quali lei crede ciecamente a tutte le castronerie che giornalai come Travaglio, imbeccati dalle veline delle Procure, scrivono sui loro fogliacci. Comunque mentre per le dichiarazioni di un personaggio come il figlio di Ciancimino (che nascondeva le armi nel giardino di casa) si sono aperte inchieste e si sono scritte valanghe di articolesse sui giornali dando per scontata la veridicità delle sue dichiarazioni, per le affermazioni GRAVISSIME del pentito camorrista, niente. Non uno straccio di inchiesta (anche questa dovuta per l'obbligatorietà dell'azione penale), non un articolo di indignazione sui giornali come Repubblica. Come mai? Non sarà perché le persone come lei e come tutti i sinistronzi che infestano questo blog le accuse sono vere solo se rivolte contro Silvio e contro gli esponenti del cdx, mentre i magistrati sono sempre mossi dal supremo ideale di giustizia?

no b.

Lun, 08/04/2013 - 13:01

nessuno si chiede invece come mai un camorrista abbia avuto rapporti con berlusconi. E' QUESTO il problema, non i giudici!

ciannosecco

Lun, 08/04/2013 - 13:16

"no b." Vedo che lei non si pone nemmeno il problema che, un pentito imbeccato da un magistrato,possa accusare chiunque,anche lei.Non sottovaluti il problema,oramai ci sono moltissime testimonianze di persone che spiegano come operano certi Magistrati.Saluti.

ciannosecco

Lun, 08/04/2013 - 13:16

"no b." Vedo che lei non si pone nemmeno il problema che, un pentito imbeccato da un magistrato,possa accusare chiunque,anche lei.Non sottovaluti il problema,oramai ci sono moltissime testimonianze di persone che spiegano come operano certi Magistrati.Saluti.

Atlantico

Lun, 08/04/2013 - 13:17

Questa è la dimostrazione palese che Berlusconi è innocente e tutte le accuse formulategli sono infondate !

ciannosecco

Lun, 08/04/2013 - 13:18

"ettore muty" Ci spieghi egregio,chi sono i suoi eroi?Non mi dirà che è quello che aveva accesso hai ai pc riservati della Procura di Palermo (

LAMBRO

Lun, 08/04/2013 - 13:19

rokko..e i suoi fratelli!!!tutto un programma...di mafia! che pretende di essere il depositario del Verbo!!!come tutti i rossi.

Ritratto di ANGELO POLI

ANGELO POLI

Lun, 08/04/2013 - 13:22

Ma stiamo scherzando? Ma se questa cosa è vera, quei giudici sono da sospendere e poi radiare immediatamente da parte de CSM (che altrimenti diventa complice e da citare in toto in un contesto europeo) , da trascinare in tribunale ( non certo nella procura di Milano e alcune altre che ben conosciamo) per essere immediatamente incriminati come terroristi della peggiore specie e per attentato allo stato. Cosa aspetta il PDL ad accusarli?

vince50_19

Lun, 08/04/2013 - 13:30

no.b - "nessuno si chiede invece come mai un camorrista abbia avuto rapporti con berlusconi. E' QUESTO il problema, non i giudici!" E ce lo spieghi lei il problema: tiri fuori atti, sentenze passate in giudicato e quant'altro che possa appurarlo. Nel frattempo, se vuole, legga un interessante libro L'ultracasta dei magistrati" scritto da Livadiotti, giornalista del gruppo Repubblica-Espresso. Buona lettura!

Atlantico

Lun, 08/04/2013 - 14:03

@ vince50_19 In mancanza ( eventuale ) del camorrista, le andrebbe bene un mafioso ?

TREA1968

Lun, 08/04/2013 - 15:50

Per approfondimenti: http://www.laprovinciaonline.info/L-ex-boss-D-Avino-Troppe-polemiche.html http://www.laprovinciaonline.info/L-ex-boss-Fiore-D-Avino-Oggi-si.html http://www.laprovinciaonline.info/L-ex-boss-La-verita-sui-beni.html

guidode.zolt

Lun, 08/04/2013 - 16:20

killkoms ...e, grazie a tali giudici, non è mai stato aperto un fascicolo dalle Procure...!

guidode.zolt

Lun, 08/04/2013 - 16:49

paolozaff - e chi ce li metterebbe in galera...? i loro colleghi ...? quelli conniventi che detengono il potere o quelli (pochi) onesti che non ce l'hanno...?

Angelo48

Lun, 08/04/2013 - 17:33

TREA1968: egregio lettore, l'articolo di Chiocci e Di Meo altro non e', che la doverosa pubblicazione di una lettera a loro inviata dal pentito D'Avino. Lei invece cerca in modo capzioso, di trarci in inganno segnalandoci 2 link la cui lettura mal si concilia con la genesi dell'articolo. Voleva segnalarci chi veramente fosse il D'Avino? Voleva farci intendere di quanto sia pericoloso affidarsi alle "chiacchiere" di siffatto individuo? Beh mi perdoni,ma per ritenerlo pericoloso, non c'era bisogno della sua segnalazione; se uno e' dichiarato dalla giustizia camorrista, e' conseguenzialmente soggetto pericoloso. Il problema - purtroppo - e' un'altro: credere o meno alle dichiarazioni di detto individuo. Se non erro, questo e' personaggio che vive da ben 18 anni in regime di protezione a causa della FATTIVA collaborazione offerta agli organi inquirenti con le sue rivelazioni. Ergo: per godere di certi "benefici", deve aver reso quindi, un servizio di credibilità per i magistrati. Ed allora caro lettore, bisogna convincersi che la credibilità non e' un oggetto da prendere o lasciare a seconda dei casi in esame. Quel che traspare nello scritto di D'Avino, e' una sorta di " rendere pan per focaccia" a chi - secondo lui -sta attuando nei confronti dei suoi parenti, iniziative vessatorie che questi non meritano. " Ma come - sembra dire - io collaboro con voi e voi calpestate i diritti delle persone a me care?" Questa e' in sostanza, l'essenza del suo scritto e dell'articolo del Giornale. Ne discende, che noi onesti cittadini non possiamo perderci nelle lotte ideologiche e schierarci di conseguenza. Se un pentito e' attendibile (specie se lo e' da un ventennio per la giustizia), e' attendibile sempre; anche se certe attendibilità, tenderebbero ad evidenziare storie di mala giustizia" che possono nuocere alle vostre cause politiche! Mi corregga se sbaglio!