Ormai fare figli è un obbligo: giusto ribellarsi

Con la scusa dell'orologio biologico, procreare ormai è un obbligo sociale. Com'era una volta lo sposarsi

La discussione è aperta: una donna, specialmente se sposata, è davvero tale se non procrea? Il tema è stato affrontato da Time, annunciato addirittura in copertina, e ora è destinato a svilupparsi con il contributo di vari commentatori, esperti e tuttologi che la sanno lunga, ma non abbastanza per essere convincenti. D'altronde dalle mie parti si dice: «Tace co, tate crape». Traduco: tante teste, tanti cervelli (ciascuno dei quali la pensa come gli garba).

Per quel poco che conta, al mazzo delle opinioni aggiungerei la mia. Il problema è che noi cambiamo in ritardo rispetto alla realtà e fatichiamo ad adattarci a essa. Le persone mature, in particolare, per non parlare dei vecchi, rifiutano di aggiornarsi perché rimpiangono quelli che, erroneamente, considerano «bei tempi andati» in quanto del passato ricordano con piacere solo i momenti lieti della gioventù.

In altre epoche non troppo lontane, se una ragazza non si fosse sposata entro 25-26 anni d'età, sarebbe stata etichettata come zitella, che non era un complimento, ma un giudizio negativo, peggio: irridente. La mentalità corrente era: la donna non maritata deve vergognarsi di non essere stata scelta da un uomo, quindi condannata a ricoprire un ruolo secondario nella società poiché non legittimata ad avere figli.

In linea di massima si può affermare che sino agli anni Sessanta la zitella era reputata uno scarto. Ora è raro che qualcuno usi la parola zitella, segno che il costume si è evoluto, ma non al punto da rendere completamente accettabile la rinuncia femminile alla prole. Sarà che la cultura cattolica ha impresso profondamente i propri valori nel nostro modo di pensare, sarà che la tradizione familiare non è ancora tramontata, numerose spose che abbiano superato i 30 anni sentono forte l'esigenza, se non hanno ancora avuto un bimbo, di colmare la lacuna. Vengono in taluni casi prese dal panico di non riuscire a restare incinte e ci provano in ogni modo, costringendo i mariti a prestazioni quotidiane, immagino sfinenti.

Lo chiamano orologio biologico: scandisce il tempo avvertendo la donna, nell'inconscio, che si avvicina la scadenza della fertilità e delle gravidanze senza pericoli per il feto. Questo confermerebbe che la maternità è una forma naturale, e insopprimibile, per esaltare la femminilità e darle un senso. Ma il mio dubbio è che il citato orologio biologico sia in verità un retaggio culturale: per millenni le signore sono state relegate in casa quali «fattrici» e angeli del focolare, a lungo andare si sono investite della parte e adesso per loro non è facile liberarsi da quella che si potrebbe definire una schiavitù travestita da nobile missione.

Non intendo dire che non sia nobile fare la mamma, per carità, ma non lo è affatto se si tratta di costrizione esercitata dagli uomini attraverso l'organizzazione sociale da essi costruita per fare i propri comodi. Io esco dalla tana e vado in giro a procurare il cibo, tu rimani qui a cucinarlo e ad accudire ai pargoli: questa era la formula nei secoli bui. Ma oggi non c'è più la tana, sostituita dal condominio, e il cibo si compra al supermercato, cosicché gli schemi maschilisti ancestrali, per quanto rozzamente adeguatisi alla modernità, non hanno ragion d'essere.

Le femmine studiano con maggiore impegno e maggior profitto dei maschi, il numero delle universitarie è superiore a quello degli universitari, i concorsi pubblici sono dominio quasi assoluto delle ragazze, che hanno conquistato almeno la metà del mondo contemporaneo. E allora? Ovvio che se ne infischino del focolare, dei fornelli e dei pannolini e si buttino nelle professioni con una grinta impressionante. La parità dei sessi si raggiunge soltanto con la parità di rendimento nel lavoro. Se non è ancora un dato di fatto acquisito, poco ci manca: questione di qualche anno.

Senonché spesso si pone una questione drammatica: se una donna è in stato interessante, prima o poi deve sospendere l'attività lavorativa, interromperla per un anno come minimo, finché il pupo non ha l'età per andare al nido. E fosse solo questo il gap. Anche un figlio unico comporta per la madre una sorta di secondo lavoro, cui spesso se ne somma un terzo reso necessario dal governo della casa. Ecco perché sono in costante aumento le donne che, nonostante l'orologio biologico, decidono di non avere eredi, preferendo - magari con qualche sofferenza - dedicarsi alla professione, specialmente se di alto profilo, da cui traggono soddisfazione e benessere economico, oltretutto sganciandosi dalla dipendenza (umiliante) dal marito.

Il fenomeno è già apprezzabile nelle statistiche ed è destinato a crescere per contagio o, meglio, per effetto dello spirito imitativo. Sale il livello culturale delle signore, sale il grado di responsabilità che esse si addossano in ufficio, sale la loro retribuzione, di conseguenza scende la quantità delle mamme vocazionali. Non c'è da stupirsi, ma solo da prenderne atto. Lo ordina la realtà.

Commenti

Nadia Vouch

Mer, 07/08/2013 - 12:30

Segnalo il grande divario tra mamme che svolgono un lavoro autonomo e mamme che svolgono un lavoro in luogo pubblico. Le prime, a due giorni dal parto, devono di solito già tornare a lavorare dopo aver lavorato ad un istante prima delle doglie. Le altre, dal terzo mese in poi, chissà perché sempre o quasi "a rischio", con tanto di certificato medico, possono esonerarsi dal luogo di lavoro. Poi, avranno diritto a stare accanto al loro pargolo/a per altri mesi e mesi. Non è giusto. In quanto al discorso zitelle e compagnia, ormai non c'entra. l discorso maternità, come quello paternità, stanno secondo me all'anno zero.

BeRealistic

Mer, 07/08/2013 - 15:23

MI sfugge completamente il senso dell'articolo: non capisco perché si parta dall'assunto che "ormai fare figli è un obbligo". Ma chi l'ha detto? Dove sta scritto? Boh! Mi sembra, anzi, che la società moderna tenda a proporre come modello vincente la donna single e indipendente contrapposta alla routinaria, annoiata e complessata mamma-casalinga.

Ritratto di El Presidente

El Presidente

Mer, 07/08/2013 - 16:09

Boh! Cos'è un pezzo che aveva nel cassetto da una ventina d'anni fa e l'ha per caso ritrovato?

vabbeh

Mer, 07/08/2013 - 16:16

solo perche' il politicamente corretto e' generalemnte considerato di sinistra non bisogna necessariamente scrivere sempre cagate, sig. feltri. Io ho passato venta'anni di carriera in proprio e arrivato ai 41 ho avuto una splendida bimba. Nulla puo' eguagliare una gioia simile, ma so che questo lei gia' lo sa e' che per carriera lei e' costretto a buttare giu' qualche puttanata, ogni tanto. e vabbeh.

Ritratto di stufo

stufo

Mer, 07/08/2013 - 16:55

Vada, caro direttore, a distribuire copie dell'articolo a Lampedusa, magari tradotto in arabo. Si farà una bella vacanza in un posto incantevole e ci faccia sapere qualcosina. Grazie. Con simpatìa, stufo.

Ritratto di Andrea B.

Andrea B.

Mer, 07/08/2013 - 17:03

Mah... tranquilli, procreare per proseguire la specie umana non serve perché ci penseranno i popoli del terzo mondo, per cui in occidente liberi tutti...chi vuole avere figli lo faccia, chi no no, senza far pesare agli altri le proprie scelte e senza isterismi femminili perché madre natura ha dotato di utero proprio le donne. Personalmente credo che tutto abbia il suo tempo...i miei venti e buona parte dei miei trent'anni gli ho passati divertendomi e studiando prima, lavorando e facendo esperienze poi...(ed ho visto parecchio gentil sesso andare in giro a fare altrettanto, alla faccia di chi dice che la società opprime le libere scelte d'emancipazione delle donne)Ora sono sposato con prole e trovo che i miei due figli siano una esperienza di vita meravigliosa. Ma ripeto: ognuno faccia come gli pare, tanto l'umanità non finirà a causa dei miei coetanei quarantenni occidentali childfree, tutti carriera ed "esperienze arrichenti" in giro per il mondo...

Ritratto di marforio

marforio

Mer, 07/08/2013 - 17:26

Per chi spontaneamente scrive , e non vede pubblicato un buon commento , c'e da chiedersi se vale la pena stamparlo prima di inviarlo ?

Ritratto di xulxul

xulxul

Mer, 07/08/2013 - 17:39

Ma voi de "il giornale" siete impazziti? Pubblicare spudoratamente una foto di una "normale" famiglia etero? Brutti omofobi che non siete altro.... E per di più create un clima ostile e discriminatorio. Perchè così rafforzate l'idea che c'è un solo modello possibile di famiglia voluto dal Creatore (vedi bella foto sopra). Sembra una barzelletta, ma questo sarà il risultato in caso di approvazione della criminale e demenziale legge contro la fregnaccia dell'omofobia... Dio non voglia.

Ritratto di ..i£portaborse

..i£portaborse

Mer, 07/08/2013 - 18:04

bella foto, una famiglia etero felice con "ben" due bambini... esistono ancora nell'itaglia del neuro?

Marcello58

Mer, 07/08/2013 - 19:12

purtroppo fare figli in quest'era non è più solo un fatto biologico e di coscienza...... ma è diventato anche un fatto economico. C'è gente giovane che a trent'anni suonati (nel pieno dell'area biologico-riproduttiva) si trova a non avere una casa, un lavoro ed un reddito, a dover pagare bollette astronomiche ed impossibilitati non nell'arricchirsi, ma semplicemente nel guadagnare e trovare benessere e stabilità. Certo non c'è da biasimare coloro che decidono di non procreare. Forse esprimono il miglior concetto naturale: se non ci sono gli elementi necessari, non ci si riproduce. Poi gli economisti, i politici ed i giornalisti pensino e dicano ciò che vogliono. Chi non è in grado di capire come funzioni la natura.... perde la solita buona occasione per tacere !

Prameri

Mer, 07/08/2013 - 19:28

Da saputo tuttologo con pluriennale esperienza di casinologia applicata mi arrogo la facoltà di pronunciare la mia opinione. La vita è basata su attrazioni/repulsioni integrate poi in riflessi istintivi a partire dalle onde di energie, dagli atomi, molecole, per arrivare a microbi, piante, animali. Chi dirige la vita è il D.N.A., che migliora la propria ‘civiltà’, da alcuni miliardi di anni fino a ora. Il D.N.A. trasmesso dai nostri genitori è in continua trasformazione in risposta alle molecole e all’ambiente esterno cui deve rispondere e adattarsi se vuole sopravvivere. Uno dei riflessi importantissimi del D.N.A. è la duplicazione o riproduzione. Uno dei desideri o istinti umani più importanti è il progresso, il miglioramento del futuro (altrimenti cosa ce la prendiamo a fare tra guelfi contro ghibellini, rossi contro blu, verdi e neri contro arancioni). Possiamo sopravvivere a noi stessi diventando padri/madri duplicando (con crossing-over) il nostro D.N.A. nei figli oppure possiamo lasciare arte, insegnamenti, scoperte, miglioramenti di civiltà, moralità etc. con una sorta di paternità/maternità surrogata (in auge emblematicamente fra religiosi celibi/nubili). Possiamo anche acquistare una sempre miglior pratica di figli in provetta, pratica che magari diventerà utilissima quando si tratterà di migrare su altri pianeti. Ognuno è libero di pensare e fare ciò che vuole, nei limiti del rispetto per gli altri. Per quel che mi riguarda non esiste vita superiore e più gustosa che penetrarsi la propria compagna e dare frutti. I figli sono la guerra in casa, cioè la vita pericolosamente portata avanti più in guerra che in pace

levy

Mer, 07/08/2013 - 19:52

La familia senza figli sará sempre piú incentivata, cosí come l'aborto e tante altre cose cosí come previsto dalla cosí chiamata "agenda 21"

Ritratto di Ubidoc

Ubidoc

Mer, 07/08/2013 - 20:11

Trovo la cosa assurda. Riprodursi ,dopo la pillola, è solo un desiderio personale maggiore nelle donne minore negli uomini.

Ritratto di Dragon_Lord

Dragon_Lord

Mer, 07/08/2013 - 20:17

NON FATELI NASCERE IN ITALIA, MA ALL'ESTERO OVUNQUE E' MEGLIO DI QUI.

Francesconelio

Mer, 07/08/2013 - 20:33

Manca il resto, cioè la coppia che - stando alle statistiche una su due - scoppia mediamente dopo 10-15 anni. Perchè la femmina, in carriera e autosufficiente (nel 75% dei casi), deve essere mantenuta a vita 9 volte su 10? Perchè i Figli vengono sempre affidati alla femmina (il "condiviso" è un falso). Scriva dei Papà Separati, please.

giottin

Mer, 07/08/2013 - 20:37

###Nadia Vuoch. Dal terzo mese? No, no, dal giorno dopo essere state gallate!!

Nicoletta Rette...

Mer, 07/08/2013 - 20:41

Finalmente si presta più attenzione al fenomeno childfree, che non si riferisce solo a scelte di carriera, ma anche e soprattutto al fatto che i bambini non devono piacere per forza.

obiettore

Mer, 07/08/2013 - 20:57

Al giorno d'oggi vedo scorrazzare felicemente donne in bici col cagnolino al seguito, sempre sorridenti, anche quando raccolgono i residuati dell'alimentazione dei loro cagnolini/cagnoni. Le donne possono appagare la loro creatività messaggiando di continuo, magari guidando un bus e strombazzando ai pedoni che osano affacciarsi alle zebrate. Eppoi, la prima donna fu Lilith, non Eva, non lo sapevate ?

dicoìo

Mer, 07/08/2013 - 21:46

Se lo dice il Time Magazine, ci inchiniamo tutti verso New York. Hanno scoperto che alle donne piace fare un bel lavoro, sposarsi a 45 anni, se mai trovano un uomo che si occupi della casa, che fare figli è una seccatura. Chi ha detto che è obbligatorio? Nessuno. La Natura offre compensazioni. Nei paesi poveri si fanno figli a più non posso. Vuole dire che le nostre donne brillanti non avranno eredi (e noi bischeri che teniamo in palmo di mano neppure). Saranno sostituite dalle sottomesse arabe, indiane, ecc. che si posano da giovani e fanno figli. E noi pure, saremo sostituiti dai più virili arabi, indiani, ecc.

82masso

Mer, 07/08/2013 - 23:47

Una sola parola...modello Olivetti.

elviovalerio

Gio, 08/08/2013 - 00:49

Ammetto che di cose poco intelligenti sull'argomento ne ho sentite molte, eppure sentirle dire da una persona che per molti versi stimo moltissimo mi rattristerebbe, perciò cercherò di interpretare questo articolo perlomeno criptico. Vorrà forse dire Il Direttore che figliare non è un dovere? Che una donna può realizzarsi senza farlo? Che è meglio evitare di mettere al mondo un figlio se il prezzo è non amarlo e seguirlo abbastanza e/o caricarsi di una relazione con il di lui padre di cui si potrebbe fare a meno? Se è così bastava dirlo senza inserire sto putiferio di luoghi comuni femministi base della più convinta degenerazione di genere che si sia mai vista negli ultimi 1600-1700 anni(dal basso impero romano). Cordiali Saluti

WoodstockSon

Gio, 08/08/2013 - 03:57

Una premessa, una volta quando si facevano figli a bizzeffe, il Potere li usava come carne da cannone, massacri a ripetizione per soddisfare le voglie insane e criminali di chi si vuole arricchire con lo sfruttamento dei popoli. Finite le guerre in Occidente, si è inventato l'Olocausto Bianco con l'eroina di Stato per giustificare il crimine più grande che l'umanità possa commettere, i padri che uccidono i figli. I sopravvissuti hanno ragionato, vabbè, il Potere ci massacra i figli, e noi non ne faremo giusto che uno, cosi vediamo se ci uccide anche il figlio unico. Qualche anno dopo l'Olocausto Bianco, specialmente l'Europa si ritrova con pochi giovani, visto che i futuri genitori eran morti di eroina, La soluzione è stata trovata importando i giovani dal Terzo mondo, perchè come la Chiesa, anche al potere frega nulla del colore della pelle, basta avere giovani da sfruttare, La risposta della gente a quest'ennesimo schiavismo è stata più nessun figlio o meglio diventare gay per avere una scusa per non procreare. Del resto forzare la Natura è una specialità degli umani, abbiamo creato Dio e gli Dei per disobbedire alla Natura. Ma, la Natura non si fa fottere da Dio o dagli Umani, la Natura impone alle specie di procreare, è un dovere, almeno una volta. Disobbedisci? Alla Natura non si sfugge, se non procrei, arrivi ad un punto certo della tua vita che la Natura ti obbliga a sentirti un fallito, perchè libertà, indipendenza e carriera non contano nulla di fronte all'ordine della Natura, che il nostro compito è quello di obbedirle e procreare. Sei autolesionista e vuoi disobbedire ancora? No problem, si obbedisce ad un altro ordine della Natura, la condanna all'estinzione.....stupida specie.

cisbi

Gio, 08/08/2013 - 07:29

Con la bassa natalità di cui è vittima il nostro paese davvero si sentiva il bisogno di pubblicare questo articoletto? Ma di cosa parliamo? Uno dei pezzi più inutili e demenzial mai scritti da feltri.

angelal82

Gio, 08/08/2013 - 07:49

È giusto che una donna si senta libera di fare o non fare figli. L'importante è che, se li fa, se ne prenda cura e abbia la responsabilità di educarlo e non semplicemente crescerlo. Le mamme in carriera (diverse come mentalità dalle mamme che lavorano per necessità) sono state, sono e saranno la rovina della famiglia. E le conseguenze sull'educazione sono già visibili adesso. Mi scusino tutte le mamme in carriera e le femministe agguerrite.

Carmine Pirozzi

Gio, 08/08/2013 - 09:08

Purtroppo è vero! Però permettetemi fare il mio triste esempio. Io adesso o 43 anni; ho sempre desiderato un bel matrimonio, e tanti figli q.b.; a 34 anni mi sposai una gran bella ragazza, senza prestiti e senza mutui, lavoravo tanto e bene ed economicamente non potevo proprio lamentarmi. Un matrimonio felice ed ero contento! Però non mi spiegavo come mai, ogni volta che facevo l'amore con mia moglie, mi veniva una fortissima paura di ingravidarla! Poi ho capito: a 36 anni, mi diagnosticarono un tumore cerebrale maligno! Sono stato 20 giorni in coma profondo (tanto che un medico disse ai miei familiari che era meglio iniziare a chiamare un prete!). Ma poi, la mia voglia di vivere (ed un incontro particolare mentre ero in coma ...), ha prevalso sulla morte! Oggi sto bene, non ho danni fisici o mentali! Peccato che mia moglie e la mamma (mia suocera) volevano tanto un figlio / nipote che avrebbero cresciuto insieme, magari anche senza padre! E col nonno paterno che avrebbe dovuto sicuramente finanziare almeno due famiglie! Oggi sono separato e, neanche a dirlo, mia moglie (spinta dalla sua grande ... mamma) ha avuto anche il coraggio di chiedermi l'annullamento del matrimonio perché secondo loro, non aver avuto figli, significa in pratica non aver consumato il matrimonio! Peccato che mia moglie si è rifiutata di fare le necessarie visite mediche per dimostrare la sua verginità (inesistente)! Oggi sono solo, senza una moglie, e soprattutto senza un figlio, che mi manca tanto! Sicuramente molta gente infame e cattiva penserà che sono impotente. A me non me ne frega, sicuramente non ho un figlio che poteva con ogni probabilità diventare un orfano paterno! Perché di queste due "specie di donne", nessuna ha voluto capire che IO STAVO MORENDO!!!

martina2403

Gio, 08/08/2013 - 13:57

Feltri ancora una volta analisi attuale e lucida. Ho 39 anni sono sposata, economicamente potrei permettermi uno o più figli, sono "fertile", e sono altamente istruita: non ho mai sentito l'orologio biologico, non desidero figli e mio marito è d'accordo. Purtoppo siamo circondati da amiche e parenti che ci guardano come fossimo alieni, che cercano un motivo "vero" nel nostro essere serenamete childfree. No sono Erode in gonnella, non sono una sterile carrierista, semplicemente "stiamo bene così".....e questo è ciò che li manda al manicomio!! Alcune di loro pur di inseguire l'orologio biologico o di rispondere all' obbligo sociale (che ebbene sì esiste, eccome!) ora sono stressate, infelici, isteriche, con accanto uomini che si sono trovati ad essere padri senza nemmeno sapere come e perchè (quando una donna decide, l'opinione dell'uomo non conta più!!)e con figli diseducati, capricciosi e nevrotici. Auguri!

laurettacara

Sab, 14/09/2013 - 16:29

condivido quello che scrive martina2403. Non capisco perchè alcuni lettori definiscono l'articolo stupido o inutile. Sono utili solo gli articoli che criticano la presunta bassa natalità italiana? (ricordo che al mondo c'è una sovrappopolazione immensa,e che anche l'italia è gravemente sovrappopolata,sono dati oggettivi incontrovertibili). Detto ciò, chi non vuole figli non è per forza una carrierista,secca,triste, vuota,acida donna. Ci sono mamme con tutte le caratteristiche sopra citate. L'articolo mette in luce una realtà italiana (non so altrove): le donne sono bombardate da continue pressioni sociali dalla famiglia conoscenti amici (non parlo delle pubblicità varie) a fare figli. Sei in coppia,un figlio quando? Sei strana se non desideri un bambino. la donna ovviamente. L'uomo no. Cioè.....compito dell'uomo al limite è "mettere la testa a posto" (quanto non sopporto queste parole!) ingravidando una donna e stando (almeno agli occhi della gente) stabilmente con 1 donna. Come se fosse un assioma: fare figli=persona responsabile! Una DONNA può anche non sentirsi. Diciamocela tutta....il "peso" (scusate il termine) del figlio è su di lei,maggiormente. Se ad una non va? Cosa c'è di male? Gli uomini hanno fatto per secoli quel cavolo che hanno volto, e allora? Che male si fa a non fare figli? Eppure, la donna che non fa figli è criticata e pressata. E se dice di non volerne, è una strana donna, eh sì, avrà qualche trauma psicologico (magri problemi ancestrali con la madre.....) oppure non ne può avere e dice che non ne vuole! E mi spiace che spesso sono donne-con figli a criticare altre donne, sono cattive tra di loro insomma. :-( Per quanto riguarda gli uomini, invece, finora ho sentito uomini fare discorsi di tipo biologico,naturalista (ovviamente rivolti SOLO alla donna, come per "rimetterla in riga" verso i suoi doveri ancestrali...assurdo, non sanno proprio più cosa inventarsi, anzichè accettare la donna come una persona, di che hanno paura certi uomini?) (la Natura ti impone di procreare,"donna nascesti"...), che strano anche qui leggo cose simili da parte di uomini! Se così la mettiamo: A) gli uomini per natura sono cacciatori,dunque sono tutti traditori e dovrebbero fecondare più donne possibili,no? Dunque,perchè vi sposate o comunque vi mettete con 1 donna? La Natura dice che siete cacciatori (nota: io non penso questo, sto solo seguendo fino in fondo -per dimostrarne l'assurdità- il discorso naturalista) B)viviamo nel mondo meno naturale possibile (p.s. anche chi ha figli non segue Madre Natura a questo punto -altro pardosso che dimostra l'assurdità del discorso naturalista- ,perchè dubito che uno fa sesso per la prima volta quando fa il figlio, ma da anni....le gravidanze sono programmate,altrimenti una farebbe figli già a 16 anni e gli uomini avrebbero figli sparsi ovunque!!) Dunque il discorso naturalista NON ha senso,altrimenti vivete DAVVERO,pienamente come Natura impone (uomini cacciatori e mai protezioni) Si accetti il diverso,senza critiche,una volt per tutte. Bell'articolo Feltri.

Fradado

Mer, 20/08/2014 - 21:47

Segno dei tempi che cambiano. Anch'io sono convinto che la situazione è questa e che lo sarà sempre di più in futuro. Giustamente le ragazze studiano con profitto, ottenendo molto spesso risultati migliori di quelli degli uomini, ma sono poi "frenate" nelle loro legittime aspirazioni e la maternità diventa un'ottima arma in mano a chi ne vuole stroncare sul nascere la carriera o-più semplicemente- denigrare quelle che per libera scelta non desiderano avere figli, dipingendole come le nuove streghe del 21° secolo. In un tale contesto è normale che si ribellino e rivendichino il diritto di scegliere per se stesse. La scelta consapevole di non procreare denota senso di responsabilità e maturità, contrariamente a quanto sostengono coloro che l'avversano. Non credo ci sia di peggio che fare un figlio solo per assolvere ad un dovere biologico, magari per poi lasciarlo crescere ad altri e disinteressandosi di lui. Così oggi e ancor più domani di fronte al dilemma carriera/maternità, alcune sceglieranno legittimamente(come è legittima-beninteso-anche la scelta di diventare madri)la prima e sacrificheranno la seconda. E comunque, anche se non c'è la carriera di mezzo,le donne rivendicano il diritto di essere tali anche se non scelgono di diventare madri. Come emerge dagli interventi di Martina e Lauretta,non hanno alcuna intenzione di ritirarsi in un eremo a condurre una vita semimonastica. Molto spesso invece aspirano ad una stabile vita di coppia, ad una sessualità soddisfacente,a serene relazioni sociali. E chiedono solo di essere accettate e rispettate nel loro essere "diversamente" donne. E noi uomini cosa possiamo fare? In realtà molto,smettendo gli abiti di indefessi paladini della tradizione e di contrastarle per partito preso. Appoggiandole, assecondandole e condividendone le scelte,invece di ostinarci a pretendere che si ravvedano. Non farebbe bene anche a noi accettare il cambiamento in atto,anziché combatterlo aprioristicamente? L'era degli angeli del focolare è ormai tramontata e dovremo farcene una ragione.