Giorgio Di Maio, da Napoli a Milano per cercare l'armonia delle cose

Dall’equilibrio delle sue composizioni emerge la continua aspirazione a un’armonia tra colori, linee, geometrie. GUARDA LE FOTO

Metti che un giorno un autore napoletano passi da Milano e si faccia incantare dai dettagli del Quadrilatero della Moda. Ne viene fuori un racconto incantato, come di un passante che si sente a casa, accolto da cose che gli piacciono, da colori e forme che gli generano uno stato di grazia. L’eleganza che incontra lo fa sentire orgoglioso di essere italiano, lo fa pensare al valore della qualità e della nostra creatività, che mai dovrebbe essere sottovalutato. Questo ci confessa Giorgio Di Maio spiegandoci il suo lavoro. Formatosi come architetto, ispirato da Frank Lloyd Wright, è sempre stato innamorato dell’arte: di Mondrian e De Chirico, del neoplasticismo, della metafisica e delle avanguardie figurative. E oggi preferisce indirizzare le sue ricerche verso la fotografia, che sente più vicina. Dall’equilibrio delle sue composizioni emerge la continua aspirazione a un’armonia tra colori, linee, geometrie. “Io mi diverto a impaginare frammenti di realtà, vado alla ricerca di ciò che apparentemente sfugge agli occhi di tutti”. “Eraclito – ci spiega Di Maio - che era il filosofo dell’armonia dei contrari, diceva che “La natura delle cose ama nascondersi". Questi dieci scatti delle vetrine milanesi del lusso sono il suo approccio alle cose. Giorgio Di Maio collabora con Osservatorio Digitale, periodico online di informazione, tecnologia, politica, cultura e attualità