L'Italia s'impoverisce: dal 2008 ogni famiglia ha perso 800 euro l'anno

Secondo una ricerca Svimez-Ipet, in quattro anni sono 200 mila (quaranta per cento in più) i nuclei familiari che hanno scoperto la disoccupazione. Colpiti soprattutto i giovani, che hanno subito una riduzione di reddito del 10,3 per cento, e il nord

Ecco le cifre del disastro. Duecentomila, i nuclei familiari che hanno «scoperto» la disoccupazione negli ultimi quattro anni. Dieci per cento, la riduzione del reddito dei giovani. Quattrocentomila, le persone che hanno perso il lavoro dal 2008 a oggi. Ottocento, gli euro in meno guadagnati ogni anno dalla famiglia media italiana. E il prossimo futuro non si annuncia certo migliore.
A dare questi numeri è il «rapporto di previsione» realizzato dalla Svimez e dall'Istituto di programmazione economica della Toscana. Dalla ricerca risulta che i nuclei con almeno una persona in cerca lavoro tra il 2008 e il 2011 sono aumentati del 40,7 per cento: i più colpiti tra sono i giovani under 35. Situazione particolarmente drammatica nel nord, dove l'indice della «nuova disoccupazione» per famiglie segna un +69,7 per cento. Questo significa che ci sono oltre 90 mila nuove case con almeno un abitante che è a spasso.
Le persone senza lavoro, secondo lo studio, sono cresciute negli ultimi quattro anni di 436.249 unità. E il 70% dei lavoratori che hanno perso l'impiego tra il 2008 e il 2010 e che non lo hanno ritrovato nel 2011 hanno meno di 35 anni. Sono sempre i giovani ad aver subito la contrazione di reddito più forte: -10,3%. Tra i 35 e i 44 anni, la perdita è stata del 3,6% e per gli over 45 di appena lo 0,7%. Questo risultato si spiega in parte con la diffusione tra i ragazzi di contratti meno stabili e che precludono l'accesso agli ammortizzatori sociali.
Infatti è proprio grazie alle politiche di welfare che si sono riusciti a contenere i danni, soprattutto per i lavoratori a tempo indeterminato. Per una famiglia media la perdita di reddito reale imputabile alla crisi è stata di circa 800 euro l'anno tra il 2008 e il 2011, il 22% inferiore a quella che avrebbero subito senza ammortizzatori sociali. Questi aiuti sembrano intervenire efficacemente soprattutto al nord, riducendo i danni della crisi del 27%, fino a 735 euro in media, mentre a Sud il loro impatto è di appena il 15% e il peso della crisi tocca 880 euro.
Ma nel settentrione c'è stato anche l'aumento più rilevante delle famiglie dove tutti adesso sono senza lavoro: +75,3%, quasi 40 mila nuclei in più, dal 2008 al 2011. Un dato decisamente superiore a quello nazionale (+48,5%, 64.015 nuovi nuclei) perchè contrastato dal risultato del Mezzogiorno, dove ai disoccupati si associa il fenmeno degli scoraggiati, quelli che il lavoro hanno smesso anche di cercarlo.