«La Lombardia come il Trentino: entro un anno il nuovo Statuto»

Albertoni, neo eletto al parlamentino lombardo: «Dobbiamo metterci al lavoro già ad agosto, chiederò ai consiglieri di tagliarsi le ferie». L’obbiettivo è fare la riforma federalista: «Chiederemo l’autonomia»

Marcello Chirico

Un anno, non di più. È il tempo massimo che Ettore Adalberto Albertoni, neo presidente del parlamentino lombardo, intende dedicare alla stesura del nuovo Statuto regionale, «quello che migliorerà da subito le condizioni di vita e di sviluppo sociale ed economico della Lombardia» promette l’Ettore, animato da una straordinaria voglia di fare e riformare mancata finora ai componenti di quella Commissione statutaria del Pirelli incapaci, per un’intera legislatura, di dotare la prima Regione del Nord di un proprio documento organizzativo. Ma Albertoni sembra intenzionato a recuperare il tempo perduto, magari costringendo persino i consiglieri a tagliarsi le vacanze. «Mi auguro - dice - che quest’estate facciano un po’ meno ferie del solito, perché voglio mettermi al lavoro il più presto possibile. Dalla prossima settimana avvierò le consultazioni, dopodiché partiremo subito coi lavori. Possibilmente già ad agosto. Perché il federalismo ha priorità, anzi urgenza di realizzazione. Sfruttando al massimo il nuovo Titolo V della Costituzione»
Ma non era la riforma che il centrodestra aveva tanto criticato?
«La riforma della Cdl era giuridicamente più elegante e completa sotto il profilo politico e costituzionale. Ma è arrivato il momento di modificare uno Statuto regionale con 35 anni sul groppone e di riscriverlo in chiave autonomista, utilizzando gli articoli attualmente a disposizione: il 117, che attribuisce alle Regioni competenze più ampie di quelle che inizialmente noi pensavamo, e il 119 che consente la messa in atto del federalismo fiscale, determinando la quota di risorsa che resta sul territorio».
Cosa avete intenzione di fare?
«Farci trasferire dallo Stato tutte quelle competenze su cui abbiamo problemi. Pensiamo solo alla rete delle grandi comunicazioni: dovremmo fare come il Trentino, dove l’Anas ha mollato tutto alla Regione, a cominciare dai soldi, e adesso sono in grado di finanziarsi e gestirsi autonomamente i propri piani stradali. A quel punto sarebbe più facile realizzare le infrastrutture che ci servono. Se l’Anas cessasse del tutto le proprie attività sarebbe ancora meglio, ma questo non lo possiamo decidere noi»
Altre idee?
«Intendiamo farci attribuire tutto ciò che è strategico, tipo le telecomunicazioni. La realizzazione di una tv regionale sarebbe quanto mai necessaria e proprio per questo ci legittimiamo a chiedere il trasferimento pure di questa materia concorrente. Molte Regioni sono state più astute di altre, hanno chiesto e ottenuto più di altre, ma coi nostri 9 milioni e mezzo di abitanti siamo autorizzati a ottenere altrettanto. Quanto a competenze e gettito fiscale, che dovrà essere cospicuo. Attualmente, fatto 1.000 il gettito complessivo, sul territorio resta meno del 200: dobbiamo alzare la quota almeno a 450. E poi ci sono altri problemi da risolvere».
Tipo?
«Scegliere una forma di governo che vada bene per tutti»
Si spieghi meglio
«Nel ’99, con la riforma elettorale, il presidente regionale ha acquisito automaticamente i poteri di presidente della giunta: nomina e revoca a suo piacere gli assessori. Si comporta insomma come un monarca ottocentesco, mentre prima i componenti del governo regionale si votavano in aula. Molti consiglieri, non condividono questa formula che, di fatto, limita i poteri del parlamentino. Sarebbe quindi opportuno che il consiglio si esprimesse pure su questo: se mantenere la formula attuale o cambiarla, ridando autorevolezza al consiglio»
Di sicuro Formigoni spingerà per mantenerla.
«Anch’io sono schierato come lui a favore del presidenzialismo, però Formigoni non governerà la Lombardia in eterno, bisognerà scrivere quindi uno Statuto che pensi pure ai governatori che verranno. Un dibattito sarà necessario»
Chiederete pure il riconoscimento come Regione a Statuto speciale?
«Formigoni spinge giustamente in questo senso, quindi avvieremo le procedure consentite dall’articolo 116, quello che consente di ottenere l’autonomia. Ma la prima cosa da fare è scrivere lo Statuto, approvarlo e pubblicarlo. Non essendo più necessario il visto del Commissario di governo e il via libera del Parlamento, se entro 30 giorni non ci sarà opposizione da parte dell’esecutivo centrale per motivi di incostituzionalità, potrà entrare definitivamente in vigore. Di fronte a una procedura così agile sarebbe davvero paradossale che il consiglio regionale venisse appesantito da ritardi ingiustificati»
Pensa a possibili frenate da parte dell’opposizione?
«L’attuale maggioranza è la garanzia migliore perché il federalismo possa essere realizzato con efficacia. Il consiglio è di fatto un parlamento costituente, mi chiedo piuttosto se l’abbia capito anche il centrosinistra»
Che ha richiesto, da tempo, la presidenza della Commissione Statuto. Gliela concederà?
«Prima voglio capire quali intenzioni abbiano i singoli partiti, se esiste davvero la volontà di collaborare, dopodiché mi pronuncerò».