Domeniche senz’auto, fallimento certificato da sinistra ed Europa

Iniziativa costosa e inutile: già partito il «contrordine compagni». In giunta non si arrendono e annunciano (almeno) un altro stop

«Contrordine compagni!» gridava trafelato il trinariciuto gerarchetto comunista disegnato da Giovannino Guareschi negli anni '50 e '60, ai suoi sottoposti i quali, fraintendendo ottusamente un ordine del partito, stavano combinando un guaio. Stavolta il «contrordine compagni!» lo ha gridato Fabio Fazio, capopopolo mediatico della sinistra in generale (milanese in particolare). Gran sacerdote del politicamente corretto, Fazio ha osato definire le domeniche a piedi di Pisapia «una solenne stupidaggine». A quel segnale, superato un certo disorientamento, a sinistra si è scoperchiato il vaso dei ripensamenti e il fasullo dogma ambientalista è stato impietosamente smontato soprattutto dalle solite figure, firme e testate di riferimento: «Basta retorica» è arrivato a implorare un commentatore sulle pagine milanesi del «Corriere della Sera», quotidiano generalmente ben disposto verso le iniziative della giunta Pisapia (anche se ultimamente un po' meno).

Molti, scoprendosi ora individualisti, liberali e ostili al dirigismo etico, hanno improvvisamente capito di non poter accettare le domeniche a piedi come strumento di «educazione all'uso alternativo della città», secondo la predicazione verde-arancione. E come dare loro torto? Ad educare a stili di vita «alternativi» e politicamente corretti, ad imporre il bene per decreto, ci hanno già provato molti. E sempre con esiti disastrosi. Sì perché, se Pisapia permette, sul mio stile di vita preferirei decidere io. Ma si sa, questa di insegnarci come dobbiamo campare (mangiare, muoverci, leggere, parlare…) è una vecchia fissa della sinistra. Per fortuna ampiamente disattesa.

Perso, dunque, l'appoggio di certi guru, che lo hanno aiutato ad arrivare a Palazzo Marino, a Pisapia non restava che inventarsi una scusa per farla finita con questa «solenne stupidaggine». Pronta anche la scusa, la solita, i soldi: le domeniche a piedi costano troppo in eventi e manifestazioni ricreative. Solenne stupidaggine e ipocrisia: come se non si possa andare in giro a piedi per Milano senza dover incontrare clown e artisti di strada (noiosissimi!), mercatini e bande musicali.

Tanto più che il flop dell'ecologismo arancione è molto più grave: l'intera politica anti-smog, punto d'onore della maggioranza, è ormai ufficialmente fallimentare, visto che dalla arcigna Unione europea, sta per arrivare a Milano un'altra multa per aver superato di molto i fatidici 50 microgrammi per metro cubo di Pm10 al giorno per più dei prescritti 35 giorni. Alla faccia di Area C e domeniche a piedi, della cui inutilità ora abbiamo la certificazione europea. Capiranno finalmente a Palazzo Marino che il consenso si conquista facendo funzionare i servizi e non insegnando come si sta al mondo? Ne dubito, avrebbero già dovuto capirlo. E infatti un assessore ieri in serata ha annunciato a sorpresa che il Comune ha in programma almeno un'altra iniziativa del genere tra le quattro inizialmente programmate entro fine anno.

Commenti
Ritratto di ferdnando55

ferdnando55

Lun, 10/06/2013 - 15:34

non sara' un fallimento per le casse del comune dato che una banda di pirla, capitanata da salvini , il pirlautomunito, dovra' pagare multe per disobbedienza. dei grossi e grassi pirla paganti.