Ancora pochi gli italiani che fanno testamento

Nel 2014 l'Unicef Italia ha definito 50 lasciti (nel 2013 erano stati 54) e raccolto fondi attraverso questo speciale canale di donazione per 5.456.910 euro (con un decremento del 15,7% rispetto al risultato dell'anno precedente, pari a poco meno di 6,5 milioni di euro). L'andamento di tale voce è per sua natura irregolare nel corso degli anni e varia sia in dipendenza del valore del lascito che in funzione dei tempi di acquisizione. Le somme provenienti dai lasciti, in assenza di destinazioni specifiche da parte del testatore, sono devolute ai programmi per l'infanzia in 155 Paesi (risorse regolari). Nel corso dell'anno è stata rinnovata la guida «Con un testamento per l'Unicef», contenente tutte le informazioni per chi intenda contribuire al futuro di un bambino attraverso un lascito testamentario. Come fare? Ci si può rivolgere a studi professionali oltre che ai notai. Esistono professionisti qualificati che accompagnanoorganizzazioni non profit in percorsi di crescita e sviluppo sui temi della comunicazione, fundraising e people raising. Fare testamento è prima di tutto un gesto di responsabilità verso i nostri cari perché ne tutela i diritti. Con un testamento, fatto nel rispetto della legge, possiamo esprimere le nostre volontà, evitando conflitti di famiglia e salvaguardando i diritti delle persone che più ci stanno a cuore. Per fare testamento le procedure sono rapide e semplici. Inoltre, in qualsiasi momento l'atto può essere aggiornato o addirittura rifatto completamente, senza alcuna difficoltà. In Italia solo una piccola percentuale di persone ricorre testamento. Molti ritengono che sia costoso, riservato solo a chi possiede grandi patrimoni oppure «non urgente» e «inutile», un gesto che può essere sempre rimandato. Invece è un'importante manifestazione di responsabilità: il modo più sicuro per lasciare la propria eredità a chi desideriamo.ViPer