Gli assi di domani, sfida all'ultimo set

Si è aperto il trofeo «Bonfiglio» di tennis, passerella per campioni in erba. In gara anche una brianzola

Il tennis giovanile di qualità torna a Milano secondo tradizione e programmazione internazionale, con la 56esima edizione del trofeo «Bonfiglio» under 18 da ieri a domenica sui campi del Tennis club «Bonacossa» in via Armondi (ingresso libero) e proesguirà a giugno con il trofeo «Avvenire» under 16 al Tennis club «Ambrosiano». Una passerella che offre agli appassionati milanesi l'occasione per scoprire quelli che saranno i protagonisti dei grandi tornei. Il «Bonfiglio» e l'«Avvenire» si rispecchiano in un albo d'oro strepitoso. Sui campi di via Arimondi sono transitati 11 giocatori e 6 giocatrici diventati poi numeri uno del tennis mondiale, da Ivan Lendl a Roger Federer per arrivare a Novak Djokovic, fra le ragazze spiccano Martina Navratilova e Martina Hingis; la romena Halep, vincitrice sei anni fa, è attualmente numero 2 del mondo dietro Serena Williams. Ma si ricordano anhe Adriano Panatta e Corrado Barazzutti, Goran Ivanisevic vincitore a Wimbledon, Gabriela Sabatini e Flavia Pennetta, Francesca Schiavone, Silvia Farina.

Fra i protagonisti delle recenti edizioni hanno già raggiunto importanti traguardi il tedesco Zverev, il diciassettenne russo Andrey Rubkev finalista l'anno scorso, che ha passato un turno al recente Master di Miami sfiorando poi il successo contro Isler, il numero uno attuale del tennis Usa. Meglio ancora la stratunitense CiCi Bellis, vincitrice 2014, che all'Open Usa ha battuto l'esperta Top Ten Domiinika Cibulkova. Meno rapido invece l'inserimento «pro» di Gianluigi Quinzi, l'ultimo italiano a laurearsi tre anni fa sui campi di via Arimondi e poi vincitore juniores a Wimbledon, sta acquisendo esperienza – ma con promettenti margini di progresso tecnico - nei tornei di secondo livello.

Purtroppo questo «Bonfiglio» rischia di terminare presto per gli italiani. Nel tabellone principale, i romani Federico Bonacia e Gian Marco Moroni ed il barese Andrea Pellegrino, che ha vinto l'«Avvenire» due anni fa e ha giocato l'under 18 l'anno scorso. Per gli altri azzurrini ci sono le qualificazioni, superarle sarà una risultato incoraggiante.

Assente il numero uno russo Rublev, favorito d'obbligo diventa il brasiliano Orlando Luz, che ha vinto tre dei 15 tornei fin qui disputati, il più accreditato avversario dovrebbe essere il cinese Yunseong Chung, quarto nella classifica mondiale, con interesse a verificare i progressi del talentuoso russo Roman Safiulin, vincitore dell'«Avvenire» 2014.

Analoga situazione nel singolare femminile, l'ultimo successo italiano risale al 1998 con Adriana Serra Zanetti. Una sola italiana fra le prime 50, Bianca Turati (53 mondiale) brianzola di Barzanò, tennisticamente cresciuta a Lecco, l'anno scorso ha acquisito preziosa esperienza che l'ha portata al successo nel recente torneo di Salsomaggiore, cui era presente la gran parte delle prossime avversarie al «Bonfiglio». Vale più della sua attuale classifica, numero 43. Ha fatto scelte mirate, si è trasferita a Bodrighera e con il coach Giulia Bruschi si allena con il qualificato team di Riccardo Piatti. Troviamo poi Maria Moroni, reduce da risultati promettenti. Beatrice Torelli e Ludmilla Samsonova, nata in Russia ma italiana di passaporgo, da 14 anni residente in Valle d'Aosta e ora a Bordighera, anche lei del team Piatti. Numero uno femminile, la cinese Shilin Zu, precede il gruppone dell'est, decine di «ova» sollecitate da forti motivazioni socio-politiche. Ma l'interesse, non solo dei tecnici, sarà concentrato sulla sedicenne russa Sofya Zhuk, già vista due anni fa all'«Ambrosiano» quando vinse l'«Avvenire». Bionda, slanciata, nervosa e tanto talento, una Sharapova in miniarura.