"Asta per i ristoranti, offerte anomale"

Il consigliere di Forza Italia, Fabrizio De Pasquale, chiede verifiche attente sull'ultimo bando del Comune di Milano

Il Comune ha aggiudicato (in via provvisoria, sulla gara pendono sei ricorsi al Tar) gli spazi della Galleria occupati dalla «Locanda del Gatto rosso» e del «Salotto». Il centrodestra aveva difeso gli inquilini storici e chiesto alla giunta di inserire almeno il diritto di prelazione, ma è stata negata e i titolari hanno perso.

Fabrizio De Pasquale, consigliere di Forza Italia, lei aveva persino chiesto di convocare una Commissione Antimafia durante l'asta. É ancora utile?

«Faccio solo presente che per lo spazio del Salotto chi ha vinto ha offerto 300mila euro di affitto all'anno, ha raddoppiato la base d'asta, per quello del Gatto Rosso, l'ha addirittura triplicata, pagherà 720mila euro all'anno».

E quindi?

«A mio avviso sono offerte assolutamente anomale, e come avviene nell'ambito degli appalti per i lavori pubblici, credo che il Comune abbia il dovere di verificare. Bisogna essere molto attenti, non voglio fare illazioni ma di fronte a cifre di questo genere bisogna controllare attentamente che dietro lo schermo non ci siano società poco trasparenti, e va capito se sono canoni sostenibili. Di recente sono già emersi parecchi casi di inquilini morosi nel Salotto».

L'assessore al Bilancio Roberto Tasca ha difeso la linea della gara per la gestione dei beni pubblici, e ha ricordato che le direttive europee e il parere dell'Anac vanno in questa direzione. Non è d'accordo?

«Il parere dell'Anac non era vincolante nè così tassativo come si vuole far apparire. La giunta aveva il potere di dare un indirizzo politico, e in questo caso non ha tenuto in nessun conto della storicità dei locali e degli investimenti sostenuti. Questa scelta spingerà sempre d più chi ha un contratto in scadenza tra tre anni o quattro a non fare lavori di restyling e a massimizzare i profitti».

La giunta punta alla valorizzazione, già nel 2016 gli incassi da affitto sono saliti a 27 milioni, quest'anno potrebbero arrivare a trenta.

«Eviterei di sfasciare un giocattolino delicato come la Galleria per inseguire semplicemente il miraggio del massimo profitto. In questo caso, chiedo, le società saranno davvero in grado di gestire un ristorante di buon livello? Una si è sviluppato negli outlet di dolci, l'altra ha un bar a Molino Dorino. Non vorrei che ci ritrovassimo tra un anno con le vetrine vuote. Ce ne sono già a sufficienza».

Che intende dire?

«Che il Comune non riesce neanche a programmare i turn over. Se il Salotto è il nostro gioiello, oggi il biglietto da visita per chi entra da piazza Duomo è il deserto, una serie di negozi chiusi per lavori».