Atm, mezza retromarcia: taglia i bus notturni e spegne bici elettriche

Da settembre frequenze di metrò e bus festivi torneranno ai livelli 2016, azzoppato Bikemi

Mezza retromarcia sui tagli alle linee della metropolitana negli orari di «morbida» e alle corse di tram e bus nei giorni festivi introdotti a febbraio (si tornerà ai livelli del 2016). Non si ripristinano almeno per il momento i dieci bus notturni eliminati a inizio anno, nonostante il pressing tentato fino all'ultimo dal Pd. Tra un mese a meno di sorprese sarà staccata la spina alle bici rosse elettriche del Bikemi. Questa è in estrema sintesi è il risultato della mediazione tra Comune e Atm che ieri hanno firmato la proroga del Contratto di servizio per i prossimi 12 mesi, il tempo che servirà ad avviare la gara per la gestione dei trasporti o rinnovare il contratto in house all'azienda. L'assessore alla Mobilità Marco Granelli e il nuovo presidente di Atm Luca Bianchi hanno illustrato i contenuti dell'accordo ieri in Commissione a Palazzo Marino. Sul capitolo dei trasporti il Comune aveva puntato molto più in alto con l'azienda: pretendeva lo stesso chilometraggio spendendo 35 milioni di euro in meno (quasi il «tesoretto» lasciato dall'ex presidente Bruno Rota come utili), Atm è arrivata ad un settimo. Il contratto in scadenza prevedeva un offerta di 141,8 milioni di vetture-chilometro all'anno e allo stesso corrispettivo - 736 milioni - ne fornirà un milione in più (142,8 milioni di vett-km), «è come avere 10 mezzi che viaggiano non stop per 365 giorni» sintetizza Bianchi, e più concretamente «5 milioni di euro che recupereremo facendo altre efficienze, corriponde allo 0,6% del valore del contratto, reputo sia uno sforzo importante ma ottenibile. Potevamo anche rifiutarci, ma li avremmo spesi in una battaglia legale col Comune, non è il caso». E valevano circa 2,7 milioni i tagli ai passaggi della rossa e gialla fuori dagli orari di punta e sui mezzi di superficie nei festivi che ora Granelli si impegna a reintrodurre da settembre. Niente da fare sul ritorno della linea 23 che nei giorni scorsi ha scatenato anche petizioni («nell'immaginario di Milano alcuni tram sono un simbolo, anche i miei genitori si sono conosciuti sul vecchio IV che non esiste più, ma non abbiamo tolto il servizio lo abbiamo unificato alla linea 19 e mi garantiscono che averà gli stessi tempi di percorrenza»). Ancora ieri il capogruppo del Pd Filippo Barberis è tornato alla carica sul ripristino dei bus notturni «almeno sul circuito dei Bastioni» e incalzato a «fare di più, non tagliando su alcuni servizi per implementarne altri». Ma l'assessore ribatte che «i notturni offrono un servizio importante ma il rapporto costi benefici deve reggere, stiamo riflettendo a ad oggi non abbiamo ancora elementi per poter intervenire su questo». Come, ad oggi, con la proroga del contratto Tpl la giunta ha allungato di dodici mesi anche l'affidamento della gestione di Area C, car sharing e centrale del traffico, ma solo per il mese di maggio quello del bike sharing elettrico, «per permettere una precisa valutazione di costi/benefici - spiega Granelli -. Spendiamo 1.100 euro di manutenzione all'anno per ogni mezzo, più di un milione». Sulle 4.650 bici in affitto quelle rosse sono circa mille. Tra le altre novità: il prolungamento da giovedì scorso della linea 73 da San Babila a piazza Diaz, da e per l'aeroporto di Linate, modifiche da fine maggio per le linee 50 e 58, un potenziamento delle linee in periferia (si parte il 15 maggio con il prolungamento della 80 a Figino e Molino Dorino, con assorbimento della 72 e da settembre sarà introdotta la nuova linea 35 verso la Bovisasca e modificate altre 13 linee). Tra i dati prodotti dal presidente Bianchi, un mini calo delle aggressioni al personale (da 30 a 20) nei primi tre mesi dell'anno rispetto al 2016). E l'impegno ad un piano più incisivo per combattere l'evasione tariffaria - «stiamo anche studiando sistemi usati all'estero, come l'ingresso su tram e bus solo dalla porta anteriore, ma produce un rallentamento dei mezzi» spiega - e l'obiettivo fine 2018 per il biglietto unico con Trenord. «la marcia indietro sui tagli è ottima e dimostra che si può tornare indietro quando le decisioni sono palesemente sbagliate, ovviamente vigileremo perchè dalle chiacchiere si passi ai fatti. Speriamo si possa ragionare anche sugli aumenti nei centri estivi dannosi per le famiglie» commentano il capogruppo di Forza Italia Gianluca Comazzi e il consigliere Fabrizio De Pasquale.

Chiara Campo

Commenti

giuseppepannella

Sab, 29/04/2017 - 16:09

In male in peggio