Gli avvocati: "Boom di divorzi senza lite"

In aumento gli accordi extra tribunale. E crescono i ricorsi degli immigrati

L'onda lunga dell'emergenza migranti arriva anche negli studi legali. I ricorsi degli stranieri che chiedono la protezione internazionale sono aumentati in modo «esponenziale». È il dato più rilevante del Bilancio sociale 2015-2016 dell'Ordine degli avvocati, che verrà presentato oggi nell'Aula magna del Palazzo di giustizia.

Nel 2016 i ricorsi contro il rifiuto della protezione internazionale trattati dagli avvocati in regime di gratuito patrocinio sono stati circa 3mila in più rispetto all'anno precedente. L'aumento delle istanze è stato registrato dallo «Sportello patrocinio a spese dello Stato» e riportato nel rendiconto annuale dell'attività dell'Ordine. Allo sportello per il gratuito patrocinio, istituito nel 2002, è dedicata gran parte del Bilancio. L'ufficio riceve 120-150 istanze alla settimana in materia di diritto di famiglia, e cioè relative a separazioni e divorzi, affido e mantenimento, di diritto del lavoro e appunto ricorsi per opposizione al diniego della richiesta di protezione internazionale. Una richiesta avanzata dagli stranieri che, pur non avendo i requisiti per essere riconosciuti come rifugiati, se dovessero tornare nel Paese di origine subirebbero «gravi danni».

Riguardo ai ricorsi, il resoconto sottolinea che «tra il 2002 e il 2015 vi sono state circa 5mila domande complessive» e che «soltanto nel 2016 il volume è stato all'incirca equivalente». Nel Bilancio sociale vengono messi in evidenza anche gli strumenti di risoluzione alternativa (cioè, con accordi fuori dai tribunali) delle controversie, come la negoziazione assistita. «Nell'arco del 2016 - spiega l'Ordine - è stato registrato un significativo incremento dei depositi: si è passati, infatti, da 470 a 845 accordi complessivi (+80%) con prevalenza per quelli in materia di famiglia», con 295 separazioni (+49%) e 374 divorzi (+68%).

Infine il rendiconto economico. Lo scorso anno è stato chiuso con 6,2 milioni di euro di ricavi derivati da quote di iscrizione, attività, parcelle e altro, 151mila euro di avanzo e 732mila euro di netto patrimoniale. Tra i costi sono da evidenziare 1,2 milioni di euro per il personale esterno messo a disposizione per il funzionamento degli uffici giudiziari, in particolare delle cancellerie, dove la carenza di organico da anni è cronica.