Bolle debutta nel Bolero: "È un sogno che s'avvera"

Stasera alla Scala la stella della danza italiana si cimenta in un'opera "conturbante e ipnotica"

C'è curiosità per «Mahler 10», il balletto nuovo di zecca creato dalla coreografa canadese Aszure Barton per un pugno di ballerini del teatro alla Scala, tra cui Virna Toppi e Antonino Sutera. Ma ciò che più intriga dello spettacolo di stasera alla Scala, che sarà in replica fino al 12 aprile, è il debutto di Roberto Bolle nel celeberrimo Bolero di Ravel. Finalmente lo vedremo danzare sul tavolo (in genere rosso) di Maurice Béjart, mosso dalla melodia conturbante e ipnotica, ripetuta 17 minuti, in crescendo fino all'esplosione finale. Con il Bolero di Ravel, su coreografia di Bejart, si chiude il trittico di danze che comprende Mahler 10 e Petite Mort di Jíri Kylián su musiche di Mozart.

«Da anni desideravo interpretare questo ruolo, ma non si era mai presentata l'occasione. Ora è arrivata» spiega Bolle. Che definisce la creazione di Béjart semplicemente «geniale. Come nessun altro, è riuscito a dare senso alla musica con pochi elementi. Per questo il suo è un lavoro immortale e iconico, con una forza che non si ritrova in nessun altro Bolero. Altri hanno provato ad avvicinarsi a questa musica, ma nessuno è riuscito con questa forza ed efficacia». In Bolero, che Ravel scrisse su misura di Ida Rubinstein, non si narra alcunché: è un concentrato di erotismo, sensualità e forza fisica che, sprigionata dall'alto di quel tavolo, ha il sapore di un rito. Impressionante anzitutto per l'artista stesso.

Bolle ammette che con Bolero passare dalla sala prove al palcoscenico ha un sapore diverso dal solito. «Quando sali su quel tavolo e si apre sipario, senti che sta per succedere qualcosa di speciale». È un ruolo che si prende tutte le energie, e se le prende in un «crescendo ossessivo di musica e ritmo di danza.

È difficile sia a livello fisico sia stilistico anche perché l'erotismo e gli elementi animaleschi non devono prevalere sulla bellezza e la pulizia della coreografia. Bisogna tener presente questo equilibrio», chiude Bolle.

Mahler 10 è una creazione in prima assoluta che la coreografa Barton ha cucito su misura di alcuni ballerini scaligeri seguendo l'Adagio della decima Sinfonia di Mahler.

Anche questo non è un balletto narrativo, ma un percorso emozionale. I ballerini traducono in gesti i momenti chiave delle proprie vite, Toppi spiega che ripeterà un movimento che allude alla malattia della madre, mentre Sutera ricorderà i giochi col fratello, la nascita della figlia.

Il tutto in uno spazio circolare e luminoso, avvolgente come le melodie mahleriane.