C'è anche Vecchioni all'evento Mediolanum per bimbi in difficoltà

La prima «charity dinner» della Fondazione per appoggiare il Centro Benedetta d'Intino

Giannino della Frattina

«Questa sera ho imparato che ci sono anche banche che sanno fare del bene. E questo è molto bello, è molto bello sapere che c'è ancora chi ama l'umanità». C'è il sigillo di un personaggio non certo indulgente come Roberto Vecchioni sulla Voce del Silenzio, la prima charity dinner organizzata da Sara Doris, presidente di Fondazione Mediolanum che raccoglie fondi per la Fondazione Benedetta d'Intino, l'associazione che nei suoi quattro centri a Milano, in India e in Bolivia si occupa di bambini con disagio psicofisico e gravi disabilità comunicative. «Marco riesce a fare cose prima impensabili come prendere medicine e sottoporsi a elettroencefalogramma e visite dentistiche», si legge nel segnaposto del tavolo dedicato a un bimbo aiutato dal centro. Duecentocinquanta gli ospiti tra cui Ferruccio De Bortoli e Daniela Santanché che hanno risposto all'appello per la raccolta fondi per offrire gratuitamente le terapie di Caa (Comunicazione aumentativa alternativa) a ragazzi con gravi disabilità.

A far da madrina l'attrice Francesca Cavallin che ha recitato commoventi poesie composte da piccoli che prigionieri delle loro patologie neurologiche non sapevano o non potevano esprimere pensieri e sentimenti. «Non dobbiamo mai dimenticare - dice Sara Doris - che questi sono bambini che pensano come noi e hanno emozioni come noi e invece sono costretti a vivere nel mondo, ma isolati dal mondo». Una gabbia che può essere infranta dalla comunicazione per immagini provata durante la serata da tutti gli ospiti invitati a esprimersi con l'E-tran, una tavola di plastica che riporta le lettere dell'alfabeto e con al quale i ragazzi superano le disabilità comunicative. «La mia voce mai liberata - recitano i versi letti dalla Cavallin e composti da un bambino colpito da tetraparesi spastica e in cura nel centro Benedetta d'Intino - mi ha insegnato la libertà in prigione». Presenti anche il presidente di Banca Madiolanum Ennio Doris con la moglie Lina Tombolato e l'amministratore delegato Massimo Doris. «Iniziative come queste - le sue parole - dimostrano che l'uomo al centro non è solo uno slogan della banca». Con i fondi raccolti in 320 potranno usufruire di un anno di terapia gratuita e 700 sedute di pratica clinica presso il Centro. Toccante anche il «percorso emozionale» lungo due file di pannelli e fotografie che raccontano le difficoltà di tanti pazienti. Negli ultimi dieci anni la Fondazione Mediolanum ha sostenuto 239 progetti, erogando 8,4 milioni di euro e aiutando più di 28mila bambini in condizioni di disagio in Italia e in 31 Paesi nel mondo.