Centrodestra in trincea per salvare l'esenzione alle auto a metano e gpl

Mozione per anticipare il via libera alle 16 Il rischio di una super-isola in via Manzoni

Chiara Campo

Il sindaco la definisce «una manovra coraggiosa». Il centrodestra è pronto a dare battaglia n consiglio comunale e nel Municipio 1. L'inasprimento di Area C, che secondo il piano presentato due giorni fa da Beppe Sala diventerà a pagamento anche per le auto a gpl e a metano a partire dal prossimo febbraio e sarà off limits per i diesel Euro 4 senza filtro, sta scatenando polemiche. «Abbiamo depositato una mozione urgente che impegna la giunta a rivedere la scellerata scelta di far pagare il pedaggio anche ai mezzi poco inquinanti come quelli alimentati a metano, gpl e bifuel» attacca la Lega in Comune. «L'atavico istinto di mettere le mani nelle tasche dei milanesi che ha caratterizzato e che tutt'ora contraddistingue la sinistra milanese rende ciechi anche di fronte all'evidente fatto che l'inquinamento atmosferico non si combatte con la congestion charge bensì con la pollution charge» ossia con una tassa ambientale fa presente il consigliere del Carroccio Massimiliano Bastoni. «Far pagare anche chi non inquina o inquina pochissimo è un affronto verso tutti coloro che hanno acquistato veicoli a basso impatto ambientale nell'intento di concorrere scientemente alla lotta contro lo smog cittadino». Con questa mozione la Lega vuole «coinvolgere nella questione tutto il Consiglio, anche quella parte onesta e obiettiva della sinistra che nella precedente legislatura ha avuto modo di esprimere forti perplessità sull'introduzione del ticket in Area C per i veicoli alimentati a metano, gpl e bifuel».

E in effetti nel 2014 l'ex giunta Pisapia provò con un blitz ad anticipare il pagamento per le auto a metano e gpl, ma la Lega per stoppare la misura presentò un emendamento al piano programmatico allegato al Bilancio, condiviso da tutto il centrodestra o poi votato anche da consiglieri del centrosinistra. Carroccio e Forza Italia si preparano a fare il bis. «Non basta un voto in giunta, il piano deve passare in consiglio» è convinto il capogruppo azzurro Gianluca Comazzi. E Mariastella Gelmini, coordinatrice regionale e consigliera Fi, domanda provocatoriamente a Sala «dove sarebbe il coraggio di questa manovra? Vuole solo fare cassa. Noi difenderemo gli interessi dei milanesi». La Lega propone piuttosto di ripristinare il concetto di Ecopass «ma con classi di inquinamento ben precise, incentivando l'uso di automezzi meno inquinanti» e la «modifica degli orari, anticipando alle 16 l'ingresso libero».

Una battaglia fotocopia si preannuncia nel Municipio 1, dove peraltro gira a ripetizione la voce che il Comune intenda riprendere in mano un progetto già allo studio dell'ex giunta nel 2011, la pedonalizzazione di via Manzoni per creare un boulevard commerciale tra piazza Scala e Cavour (con deviazioni in Montenapoleone e via della Spiga). L'ex candidato presidente del centrodestra in zona 1, Filippo Jarach, è pronto a depositare un'interrogazione: «Quando ero in campagna ho lanciato il progetto di vietare le auto in via Montenapoleone e sono stato azzannato dalla sinistra. Non solo sarebbe folle chiudere via Manzoni, ma sarebbe utile riaprire la preferenziale per alleggerire il traffico legato ai cantieri M4». Per reagire al caos in Foro Bonaparte il centrodestra nel Municipio 1 chiederà di riaprire piazza Castello a tutti e non solo ai residenti («almeno dal lunedì al venerdì») e di consentire il doppio senso di circolazione in via Dal Verme. E ovviamente si batterà in difesa dell'esenzione per Gpl e metano.

Il Comune intanto ha pubblicato proprio ieri sul sito il bando per la richiesta di un contributo destinato a chi vive di fronte ai cantieri M4. Ci sono a disposizione 600mila euro per l'installazione di doppi vetri e altre opere di isolamento termoacustico.

Commenti

Gibulca

Mer, 12/10/2016 - 11:18

Sala fa solo il suo "dovere" di sindaco appoggiato dalla sinistra rossoverde. Sono stati quelli che lo hanno votato i veri colpevoli di questa situazione demenziale. Già, perché bloccare l'ingresso libero alle auto a gas - dopo che a livello stalate, legionale, provinciale e pure comunale si è sempre sottolineato il basso impatto ambientale di questi veicoli - è cosa che non sta né in cielo né in terra.