Cinema e arte fino a fine mese in Cineteca con "Cézanne et moi", primizia per l'Italia

In programma anche "Renoir" di Gilles Bourdos, raramente proiettato

Il binomio cinema e arte è in passerella fino al 29 allo Spazio Oberdan. In programma due «chicche» per gli appassionati. Cézanne et moi di Danièle Thompson è l'occasione per assistere a un film di spessore culturale che in Francia è già uscito lo scorso inverno e in Italia non si è ancora fatto strada come merita. Vi si narra l'amicizia tra due figure di grande rilievo della cultura d'Oltralpe, quella che legò il celebre pennello dell'Impressionismo - che nell'ultima fase della sua vita visse pure la parabola costruttivista - con il libertino Emile Zola, maestro del Naturalismo. Proiezioni a partire da domani alle 14.45 con repliche in orari diversi, domenica alle 18.45, lunedì alle 19, mercoledì alle 18.30, il 22 alle 19, il 25 alle 17 e il 29 alle 18.45.

È l'occasione per entrare nel mondo fatato della Parigi di inizio '900 in cui le storie d'amore dell'impenitente adultero romanziere si intersecano alle vite dei maestri dell'arte. Cézanne nutrì ammirazione e desiderio di emulazione per Zola ma ciò non gli impedì di scontrarsi a più riprese con lui, anche fisicamente, fin dai tempi della scuola. Cézanne e Zola si conobbero infatti da piccoli ad Aix en Provence e mai più si sarebbero persi di vista. Il belmondo parigino divenne territorio di conquista per il dongiovanni della penna che avrebbe fatto strage di cuori femminili anche nella cerchia degli amici, creando non pochi imbarazzi. Ma più del lato piccante va sottolineata la relazione inversa tra i protagonisti. Zola scrive per vendere, avere successo e diventare ricco. Cézanne dipinge per ottenere il successo dell'amico, guadagnandosi fama eterna solo dopo la morte.

Legato a questo periodo di storia dell'arte mondiale anche il secondo film, Renoir di Gilles Bourdos, in programmazione lunedì alle 15, martedì alle 19, il 23 alle 18.45 e il 27 alle 17. Titolo interessante che fa luce su uno dei geni della tavolozza impressionista, prendendo spunto dal libro Renoir mio padre scritto da Jean, figlio di Pierre Auguste, e recentemente pubblicato da Adelphi (pp. 433, 22 euro). Da quella stupenda prosa in cui il regista de La regola del gioco e La grande illusione racconta suo padre è tratto questo film del 2012 raramente replicato sugli schermi italiani. Le oltre 400 affascinanti pagine della biografia di Renoir si traducono in due ore scarse di spettacolo in cui il pittore delle «Bagnanti» e del «Ballo al Moulin de la Galette» è ritratto nell'ultima fase della sua vita, nella sua casa di Cagnes sur mer, dove il figlio Jean gli fece visita in una licenza dal fronte dopo essere stato ferito alla gamba, difetto che non avrebbe mai più cancellato.