Una cittadella dello sport: così rinasce Piazza d'Armi

L'area di 400mila metri quadrati con 38 capannoni Idea di un parco sportivo con un «bosco della vita»

Alberto Giannoni

Con gli scali ferroviari è la più grande partita urbanistica aperta a Milano. L'area di Piazza d'Armi e degli ex magazzini militari di Baggio comprende un grande terreno e un complesso immobiliare degli anni Trenta, formato da 38 capannoni ormai dismessi. In tutto una superficie di 416.150 metri quadrati, un rettangolo compreso tra via della Rovere, via Olivieri, via delle Forze Armate e via Cardinale Tosi. Due porzioni, un unico comparto urbanistico per quello che potrebbe diventare l'intervento di riqualificazione più rilevante dell'intera città. Il bene è demaniale. A marzo è partita una procedura di vendita, gestita dalla Investimenti Immobiliari Italiani Sgr, la Invimit spa, una società di gestione del risparmio del Ministero dell'Economia che ha il compito - fra l'altro - di valorizzare dei pezzi pregiati del patrimonio immobiliare pubblico.

Il Municipio 7 ha elaborato la sua proposta, una «prospettiva ambiziosa» che sarà portata al tavolo con il Comune. Il presidente del Municipio, Marco Bestetti, parla di «una straordinaria opportunità di profonda riqualificazione che Milano deve saper cogliere». «Tramontato il progetto di trasferire qui i campi di allenamento dell'Inter - spiega - l'assessore Maran ha dichiarato di voler realizzare un parco». Ma «per quanto il verde non sia mai abbastanza, questa proposta, piuttosto banale per un'area di oltre 400mila metri quadrati inserita in quella che già oggi è la zona più verde di Milano, tradisce in realtà un'assenza di idee». «Il verde, da solo, non basta - avverte insomma Bestetti - vogliamo di più. Vogliamo che quest'area venga frequentata e vissuta dai milanesi tutto l'anno, anche in pieno inverno».

Ecco dunque la proposta: «Piazza d'Armi, collocata a due passi dallo stadio Meazza e dall'Ippodromo, diventi la sede di una nuova cittadella dello sport completamente immersa nel verde. Un'area a vocazione sportiva che possa ospitare le competizioni nazionali e internazionali di alcune discipline che oggi non trovano casa da noi per la mancanza di impianti sportivi adeguati, una Cittadella che possa far tornare Milano ad essere veramente attrattiva per il mondo dello sport».

Intorno a questa cittadella, il Municipio vuole realizzare un grande «Bosco della vita», piantando ogni anno un nuovo albero per ogni nuovo bambino nato nel Municipio 7. «Un polmone verde che sia riconosciuto dai cittadini come proprio, che sia curato e rispettato». Questo progetto, la Zona lo vuole condividere con la proprietà, con il Comune e con la Regione. E col Coni, con cui ha avviato un'analisi dei bisogni in tema di impiantistica sportiva a livello metropolitano e regionale, «per colmare il divario che impedisce a Milano di competere con le principali capitali europee, ma con scelte mirate, senza inutili cattedrali nel deserto».

L'idea unisce l'intera giunta: «È fondamentale - spiega l'assessore all'Urbanistica Tiziana Vecchi (Lega) - che la grande funzione urbana, qual è quest'area, non diventi un recinto rispetto all'intorno, come del resto è stato per anni con la precedente funzione militare, ma possa ricucirsi e dialogare con il tessuto urbano limitrofo». «Attrarre diverse discipline sportive in un unico polo aperto a tutti i cittadini e in continuità col verde esistente è il progetto migliore», conviene Antonio Salinari (Forza Italia) assessore allo Sport). La palla ora è del Comune.