La crisi economica ai tempi del Fuori Salone (e in vista dell'Expo)

La situazione non è ancora così positiva e ben delineata come spesso viene dipinta

C’è il Fuorisalone e non so cosa mettermi. La mostra internazionale del mobile di Milano, succoso antipasto di quello che poi sarà il grande cenone dell'Expo lungo sei mesi, vuole cercare di dimostrare come la crisi economica sia ormai lasciata alle nostre spalle. Cerca, per l’appunto. Perché in realtà la situazione non è ancora così positiva e ben delineata come spesso viene dipinta, a solo due settimane dall’inaugurazione dell’esposizione universale. Passeggiando tra le vie di zona Brera, s’incontrano diversi commercianti che lamentano tuttora una condizione economica di disagio.

Un ristoratore di corso Garibaldi, ad esempio, afferma che il numero di clienti che frequentano il suo locale è notevolmente diminuito negli ultimi cinque anni e spera che eventi come il Fuorisalone e soprattutto come Expo possa finalmente dargli una mano per uscire da questo tunnel. Storia un po’ diversa per il mondo del design: Emanuele è la terza volta che viene ad esporre le sue opere a Milano in occasione di questo evento e sostiene che questo settore non ha mai subito grosse difficoltà: “Le persone che sono alla ricerca di oggetti particolari sono quelle che se lo possono permettere, quindi per noi e anche per loro la crisi praticamente non si è mai sentita”. A pochi metri di distanza, c’è Luigi, un signore di mezz’età grande appassionato di ciclismo che da più di 30 anni vende biciclette: “Adesso è tutto diverso – ci dice -. Non è più come negli Anni ’80 e ’90 quando alla gente piaceva andare su due ruote per tutta Milano. Questa città, ormai, non la si può più viaggiare in bici. Non ci sono gli spazi adatti. Le macchine e le moto hanno preso il sopravvento e le biciclette rimangono quasi tutte qua nel mio magazzino”. Infine Cecilia, una titolare di un negozio di abbigliamento per donne, dà una sua personalissima interpretazione sulla situazione economica attuale: “Basta lamentarsi! Bisogna smetterla di continuare a piangersi addosso! La verità è che in momenti come questi è necessario rimboccarsi le maniche per rinnovarsi e scommettere sul futuro. Chi non ha voglia di farlo, cazzi suoi!”. Più chiaro di così.