Droga in stazione, due arresti e una denuncia

Le manette sono scattate ai polsi di due pusher, un nigeriano di 40 anni, e un italiano di 39, individuati, rispettivamente, nel passante ferroviario e nella stazione di Lambrate. Denunciata in stato di libertà la complice del trentanovenne

Droga nelle stazioni: due arresti e una denuncia in stato di libertà. A finire in manette sono stati un nigeriano di 40 anni e un italiano di 39.

Il primo è stato individuato ieri pomeriggio dagli agenti della squadra di polizia giudiziaria della polizia ferroviaria nell'ambito dei servizi mirati alla prevenzione e repressione dei reati. L’uomo si trovava all'interno del "passante ferroviario": alla vista dei poliziotti ha mostrato segni di agitazione e ha cercato di evitare un possibile controllo. Sottoposto a perquisizione, è stato trovato in possesso di due involucri per un peso totale di 55 grammi di marijuana, contenuti all'interno degli slip.

Gli operatori hanno dunque perquisito anche il suo domicilio: qui i poliziotti hanno rinvenuto, occultati in un armadio, altri 375 grammi della medesima sostanza stupefacente, oltre all’occorrente per il confezionamento delle singole dosi di droga e ad un bilancino. Per lui sono scattate le manette.

Nello stesso pomeriggio, ad attirare l’attenzione degli agenti della Polfer di Lambrate, in procinto di effettuare un controllo dei passeggeri presso la sala d'attesa, è stato un italiano di 39 anni. Quest’ultimo infatti, alla vista degli uomini in divisa, è scappato verso l’uscita: durante la corsa ha gettando a terra una busta di cellophane, subito recuperata, contenente 6 grammi di hashish e 7,5 grammi della così detta “shaboo”, una metanfetamina.

Non solo. L’uomo è stato anche trovato in possesso della somma di 260 euro che gli agenti hanno sequestrato insieme alla droga. Il trentanovenne è stato arrestato per spaccio di stupefacenti.

E’ stata invece denunciata in stato di libertà la donna che lo accompagnava. Quest’ultima, un’italiana di 35 anni, è stata trovata in possesso di una carta prepagata "postpay", sulla quale erano stati versati da una terza persona 200 euro: di questi 180 erano stati poi prelevati e consegnati all’arrestato. I poliziotti l’hanno ritenuta complice dello spacciatore in forza della sua qualità di intermediaria tra gli acquirenti e il pusher.

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