E il museo Maga rinasce a Monza

È ripreso il viaggio delle opere del MaGa, il Museo Arte Gallarate. Dopo quel fatidico 14 febbraio, quando due operai, in una dinamica ancora da accertare dalla magistratura, per una riparazione di routine con la fiamma ossidrica hanno provocato l'incendio che ha bruciato parte dell'edificio del museo, le oltre seimila opere della collezione per non smettere di vivere hanno imparato a viaggiare. Un centinaio di loro si è messa in mostra la scorsa primavera in Triennale e ora l'esposizione «E subito riprende il viaggio... Opere delle collezioni del MaGa dopo l'incendio» (www.museomaga.it) sarà fino a gennaio al Serrone della Villa Reale di Monza. Nella mostra curata da Giulia Formenti ed Emma Zanella, figlia di quel Silvio che cinquant'anni fa «osò» cominciare a collezionare in una città industriale e concreta opere d'arte contemporanea, c'è il meglio della collezione del MaGa: si comincia con piccole tele di Sironi, con i dipinti di Casorati, Severini, Prampolini, Carrà, dunque con quei formidabili Anni Trenta che segnarono le basi del nostro Novecento, per passare all'ambiguità delle opere di Munari, al lirismo di Zoran Music, alla libertà di Manzù, agli «urli» di Emilio Vedova, senza dimenticare Castellani, Dadamaino, la deliziosa ironia di Emilio Tadini e poi ancora Melotti, i lavori ottici di Grazia Varisco, i modellini in legno degli interventi di arte pubblica di Giuliano Mauri, le sculture in plastica e dai colori fluo di Franco Mazzucchelli. Dagli anni Trenta agli anni Settanta, con qualche incursione più recente, il Serrone della Reggia di Monza, in un percorso fluido e gradevole nonostante qualche la sovrailluminazione di alcune opere, presenta un condensato di arte italiana e basta, da solo, a dimostrare quanto la collezione stessa del MaGa sia di tutto rispetto. Il peggio pare essere alle spalle: mentre la magistratura e le assicurazioni stanno svolgendo il loro lavoro, grazie al contributo della Regione, del comune di Gallarate e della Fondazione Cariplo è stata bonificata una parte dell'edificio del museo. I lavori si concluderanno entro il 2013. Per l'ala più danneggiata, quella nella quale curatori e personale del museo hanno letteralmente salvato le 320 opere in pericolo bisognerà aspettare più di un anno, in un intervento complesso di restauro del valore di circa un milione e mezzo di euro. Per ora, la formula della «collezione itinerante» piace: a Monza, l'inaugurazione della mostra è stata anche l'occasione per presentare per la prima volta al pubblico parte della collezione Walter Fontana.