Ema: Pirellone e servizi le carte di Milano

La città risponde a molti dei requisiti richiesti. La gara con Vienna e Copenaghen

Cristina Bassi

Palazzo Pirelli come sede ideale, collegamenti aerei diretti con le capitali europee, scuole internazionali e un'assistenza medica di qualità: sono i requisiti segnalati dalla Commissione Ue che rendono Milano città tra le favorite per ospitare l'Ema, l'agenzia europea del farmaco. Ieri sono state diffuse le valutazioni dei candidati a ospitare, dopo la Brexit, l'Ema e l'Eba (l'agenzia delle banche).

L'«assesment summary» valuta le offerte delle 27 città pretendenti su accessibilità, sistema e offerta educativa, mercato del lavoro, sanità e sistema di welfare, «business continuity» dell'attività dell'agenzia stessa, capacità alberghiera, presenza di altre agenzie europee. La Commissione non dà giudizi, non fa classifiche né short list. Si limita a valutare se e quanto le proposte rispondano ai requisiti richiesti. Da questo punto di vista Milano è tra le migliori. Con oltre 50mila metri quadrati di superficie il Pirellone è la più grande tra le sedi messe a disposizione dopo il Business Garden di Varsavia, che però soddisfa solo «alcune» delle prerogative necessarie mentre il grattacielo di Gio Ponti le soddisfa «tutte». Milano ha inoltre collegamenti aerei «diretti» per tutte le capitali europee, caratteristica condivisa con Vienna.

Nella valutazione si segnala che i voli diretti per le capitali Ue da Milano hanno una frequenza che va da due a 256 a settimana e che la città offre un'ampia offerta di mezzi pubblici verso gli aeroporti. Bene anche le strutture scolastiche in cui si insegna in lingua straniera e l'assistenza medica «con oltre 200 ospedali pubblici e privati in Lombardia e 37mila posti letto». Vienna, una delle concorrenti più titolate, ha 50 ospedali e 14.800 posti letto, anche se in questo caso si prende in considerazione la sola area cittadina. Requisiti «tecnici» a favore sono inoltre la previdenza e il mercato del lavoro, un aspetto «politico» a sfavore è invece rappresentato dal fatto che l'Italia ospita già due agenzie europee: l'Efsa (sicurezza alimentare) a Parma e l'Etf (formazione) a Torino. Altre concorrenti considerate forti e quindi in competizioni con Milano sono Copenaghen, Dublino, Amsterdam, Barcellona, Bruxelles e appunto Vienna. Non troppo competitiva tecnicamente l'offerta di Bratislava che però ha il vantaggio di essere molto vicina a Vienna e potrebbe essere premiata politicamente per favorire i Paesi dell'Est e dell'allargamento. Delle 27 città in campo solo 19 hanno fatto un'offerta per l'agenzia del farmaco, le altre otto per quella delle banche. La decisione sarà presa dai ministri degli Esteri dei 27 Stati membri al Consiglio affari generali di novembre con un voto a maggioranza.

«La buona notizia è che siamo in pole - sottolinea il ministro della Salute Beatrice Lorenzin -, si è riunita la prima assemblea che ha dato una valutazione tecnica e Milano è tra le prime cinque città candidate. Noi abbiamo una possibilità in più, perché abbiamo un edificio pronto che daremo gratuitamente che è l'edificio del Pirellone che si chiama Gio Ponti». Soddisfatta anche la Farnesina: «Milano - dice il ministro degli Esteri Angelino Alfano -, capitale economica del Paese ma anche città in grado di erogare servizi pubblici di primissimo livello, è una tra le città europee più sviluppate e dinamiche». Il sottosegretario alle Politiche europee Sandro Gozi: «Milano supera il primo scoglio per la sua candidatura ad ospitare l'Agenzia europea del farmaco. Questa è una buona notizia per Milano e l'Italia». E Diana Bracco: «Un'ottima notizia che premia il gran lavoro fatto in questi mesi. Si apre una seconda fase della competizione per la quale occorre il massimo impegno da parte di tutti». Infine Andrea Mandelli, senatore di Fi e presidente dei farmacisti: «Ora è necessario moltiplicare l'impegno per far sì che la decisione che verrà presa si basi solo su criteri oggettivi e non su logiche di compensazione politica».