Franca Rame, l'addio di una piazza rossa

Autocommiato per Franca Rame sepolta nel Famedio vicino a Enzo Jannacci. La sua fantasia - unica voce femminile in mezzo a tre uomini: il marito Dario, il figlio Jacopo, il sindaco Pisapia - ha parlato post mortem nei giardini del teatro Strehler, grazie a un racconto inedito dell'attrice ispirato ai testi apocrifi dell'Antico Testamento: «La scelta di Eva». Un commiato sacro, letto dal marito Dario Fo, come sacro è il recinto del teatro che nella storia del rapporto tra l'umanità e Dio eguaglia il tempio. Nel Paradiso Terrestre Eva, creata prima dell'uomo da un'argilla «fine e delicata», come nei miti della Grande Madre, vaga sola finché chiede a Dio un compagno di vita. Dopo la creazione di Adamo, Dio pone Eva davanti a due alberi: la pianta dell'immortalità e la pianta «della sapienza, della conoscenza, del dubbio, dell'amore, della morte». Eva sceglie la seconda.
Non vi è sapienza senza lo dubitare, ma nessuno ha avuto un dubbio tra i molti e soprattutto le molte presenti, tra cui Beppe Grillo, Stefano Benni, Inge Feltrinelli. Tutte e tutti con un fiore rosso, un paio di collant rossi, una rabbia ancora e sempre rossa, hanno affollato il piazzale davanti allo Strehler, in una massa più politica che popolare come fu al funerale di Enzo Jannacci, dove la folla di semplici e poveri era davvero fitta, semplice e povera, soprattutto di spirito, l'unica povertà compagna del pensiero in forse.
«E questo è il fiore del partigiano»: un verso di «Bella Ciao», cantata da donne e uomini come voleva l'autrice, senza alcun scoraggiamento, convinte e convinti d'essere nella verità, come in una chiesa all'aperto non cullata dalla profezia, che fa parlare una voce libera nel cuore della verità, libera come il libero arbitrio, ma cementata dall'ideologia che ha una fede più cieca della fede stessa.
Dario ha ricordato che i testi nascevano con Franca e che gli spettacoli di maggior successo sono stati quelli ispirati da lei e dal suo coraggio. Mancava solo un passo affinché Dario - Adamo facesse l'unico atto di coraggio richiesto dalla scelta di Eva di avergli regalato sì la morte ma anche l'amore: dedicarle il Nobel, che si è abbondantamente guadagnata. Il Nobel è di Franca Rame: ci sarebbe piaciuta questa dichiarazione che non è avvenuta.
«Dio è comunista e femmina» ha gridato Jacopo Fo, contrassegnando così quel Dio, tratteggiato dalla madre Franca nel suo racconto. Abbiamo alcuni dubbi su questa teologia impostata della famiglia Fo. Ma se Dio è comunista, come ha potuto lasciare a Eva la libertà di scegliere tra i due alberi? Chi cantava «Bella Ciao» ieri ha ubbidito a un credo vetusto da non rendersi conto, soprattutto le donne, che non c'è stata una donna che abbia ricordato Franca, nemmeno una delle nipoti. Solo tre maschi, a cui come sempre le donne hanno fatto solo da cornice. «Dio è femmina»: vero, perché è puro dono e lascerebbe al partigiano la bellezza di scegliere se un fiore rosso sia il simbolo di un'ideologia o il segno della sacra, immortale passione d'amare.

Commenti
Ritratto di sitten

sitten

Sab, 01/06/2013 - 14:17

Dio e femmina? E Gesù è morto di freddo!

Maddalena Bondardo

Sab, 01/06/2013 - 15:16

Certo, caro Sitten. Il freddo estremo di non essere stato amato, a fronte di tutto l'amore che invece Egli ha riversato fino alla morte. Esattamente come tutte le donne oggi sterminate in un femminicidio, che gli uomini si permettono di snobbare. E' morto dicendo a Maria: Madre ecco tuo Figlio, Giovanni. Per questo Dio è femmina.

Maddalena Bondardo

Sab, 01/06/2013 - 15:18

E sulla Croce ha partorito la nascita dell'Uomo Nuovo, salvado Adamo e Eva. Ha partorito l'amore dello Spirito. E chi partorisce se non le femmine? Mi sembri un po' a corto di pensieri caro Sitten. Ma che studi hai fatto?

Donatella Maria Davi

Dom, 02/06/2013 - 16:13

Dio è Amore: per questo Dio è Madre. Lo aveva detto papa Luciani, non certo per provocare, ma per affermare il senso assoluto e perfetto di un amore incondizionato e unico. Come quello di una madre, come quello di una femmina. Solo una donna che ama concede l'oblazione totale di se stessa al proprio figlio e al proprio uomo. Come Franca, che ha saputo donare un Nobel a suo marito, che ha fatto urlare in piazza a suo figlio che Dio è femmina. (che sia comunista ci sembra alquanto improbabile!)

Flore88

Lun, 03/06/2013 - 16:50

Finalmente un articolo dove si parla di Dio... specialmente vedendolo come una donna...

Maddalena Bondardo

Dom, 09/06/2013 - 16:47

Un Dio donna ci inonda di più

Francesca Bussola

Mer, 12/06/2013 - 11:52

Io credo che Dio sia Padre e Madre...Credo che Dio sia Dio, al di sopra di ogni genere, al di sopra di ogni limite umano. E penso che Jacopo Fo abbia gridato in piazza quella frase non per umanizzare Dio, ma per santificare, nel suo dolore, la sua mamma.

antonio gatto

Mar, 18/06/2013 - 17:31

Possibile che ogni pretesto sia valido per tirare in ballo questo Dio? Cosa c'entrano questioni teologiche fuori moda con la morte di Franca Rame? Jacopo Fo ha lanciato una provocazione da salottino borghese e c'è sempre qualche donna con la gonna pronta a coglierla. Mi irrita che i lettori del Giornale debbano subire questa lagna!

Maddalena Bondardo

Mar, 18/06/2013 - 17:52

Egregio Signor Antonio, la sua loquela stizzita dimostra che evidentemente ho colpito nel segno. Parlare di Dio è concedersi la più rara delle bellezze, di cui, forse, un agnostico come Lei, non ha mai conosciuto la terribile carezza.

antonio gatto

Mer, 19/06/2013 - 20:00

Terribile carezza. Terribile come questo mondo, questa umanità, questa cronaca. Ha detto la parola giusta cara signora Maddalena che dimostra in se stessa che Dio è una bellezza inutile quanto inesistente. Fantasia, pura fantasia, a cui le donne più sensibili s'attaccano per non accettare di vivere solo la nuda realtà.

antonio gatto

Mer, 19/06/2013 - 20:00

Terribile carezza. Terribile come questo mondo, questa umanità, questa cronaca. Ha detto la parola giusta cara signora Maddalena che dimostra in se stessa che Dio è una bellezza inutile quanto inesistente. Fantasia, pura fantasia, a cui le donne più sensibili s'attaccano per non accettare di vivere solo la nuda realtà.

Maddalena Bondardo

Gio, 20/06/2013 - 13:35

Sono stimolata a rivolgerle una domanda, egregio signor Antonio. Per lei è più terribile pensare che la luna sia un satellite composto da uranio, torio, potassio, ossigeno, silicio, magnesio, ferro, titanio, calcio, alluminio, idrogeno; e che l'uranio, il torio, il potassio emettano raggi gamma, e che sia ricoperto di trecentomila crateri; oppure è più terribile concepire che il nome della luna derivi dall'antichissima radice indoeuropea , che significa luce riflessa, conseguendone che i primi uomini sulla terra avessero visto che la luna è uno specchio di luce, attorno al quale la negrezza degli Universi appare meno infernale?

antonio gatto

Gio, 20/06/2013 - 19:53

Astuta o impertinente? Furba o intelligente? Cosa c'entra l'indovinello sulla luna, con la questione su Dio? Terribile è la donna, questa è la verità, terribile!

Maddalena Bondardo

Ven, 21/06/2013 - 17:10

Stiamo chiudendo un cerchio per caso, egregio signor Antonio, e stiamo così affermando il lato femminile di Dio, grazie al terribile?

antonio gatto

Ven, 21/06/2013 - 18:57

E no, ora lo apriamo. Del lato della luna scelgo il secondo. Terribile è comprendere che il linguaggio degli inizi in sè la verità portava!

Maddalena Bondardo

Sab, 22/06/2013 - 18:31

Allora possiamo affermare che esiste una Verità - scusi egregio signor Antonio ma mi piace scrivere alla tedesca, con i sostantivi a lettere maschili, usanza che volentieri introdurrei anche nella lingua italiana. Come sono plateali i giornali quando scrivono tutto in minuscolo! - che apre una Via dove la Vita è diversa dal basso istinto di bruttezza a cui purtroppo siamo avvezzi, a causa di messagi che sempre ci inducono a credere che l'esistenza sia una nota di basso tenore sulla scala armonica del suono. Possiamo vibrare più in alto?

antonio gatto

Dom, 23/06/2013 - 17:42

ma cosa leggo mai? A lettere maschili? Forse voleva dire a lettere maiuscole! Ah, ah confondiamo il maschile col maiuscolo, quindo posso credere d'essere di fronte a una donna - ammesso che lo sia! - che vive la scrittura come un potente gioco maschile. E se il maschile è un famoso lapsus freudiano, allora si confonde Dio con il Padre.... Dio Padre, altro che femmina!

antonio gatto

Lun, 24/06/2013 - 20:53

Oh, oh! Non vedo arrivare risposta ai miei attendenti lidi. Deve essere molto meditata, immagino, in linea col vibrare in alto. Attendo con curiosa distensione. Oppure potrei immaginare...

Maddalena Bondardo

Mar, 25/06/2013 - 14:22

Ammettiamolo: attraversare il mare che stiamo solcando è di ardua impresa. Ecco la mia risposta. Trovo l'interpretazione del lapsus freudiano alquanto vetusta. Se c'è una parte maschile in me è giusto, è la coscienza di un Padre che mi spinge a cercare la Madre che è in me. Lei è diventato Padre di se stesso, attraversando il femminile che è in lei, caro signor Antonio? E' arduo per un uomo diventare Padre di se stesso, come per una Donna diventare la propria Madre. Padre e Madre di una Patria. I fatti di cronaca cui stiamo assistendo in questi giorni, parlo della sentenza Ruby, dimostra che nessuna di quelle tre donne che hanno giudicato sono diventate Madri di se stesse. E questo perché abbiamo cancellato Dio. In questo Paese giudica la parte politica che più ha ucciso Dio, non le dice nulla questo caro signor Antonio?

antonio gatto

Mar, 25/06/2013 - 17:03

Piano, piano, piano. Altro che mare. lei è un magma. Di primo acchito mi verrebbe da dire: dovrebbe essere contenta che tre donne abbiano giudicato un uomo per reati sessuali. Se lei si intende di Dio, dovrebbe ricordare la parabola dell'adultera. Una volta erano le donne ad essere lapidate dagli uomini per reati sessuali e proprio in nome di quel Dio che, a quanto arguisco, per lei dovrebbe amministrare la giustizia. Intanto, se non le spiace, affrontiamo questo argomento. Uno alla volta per favore.

Maddalena Bondardo

Mar, 25/06/2013 - 18:37

Non sono per nulla contenta se le donne, che hanno tanto lottato in nome di un sogno , dimostrano d'essere schiave degli stessi errori degli uomini: applicare la regola di una legge maschile, invece di sovvertirla. Applicandola poi con il peggiore nemico della saggezza per le donne: l'arbitrio della malafede. Mala fede: vizio da sempre attribuito ad un femminile represso e incattivito dalla repressione. Quel Dio abbassò ogni pietra contro la donna, perché s'apprestava a conoscere la forza di divenare Padre di se stesso, dopo essersi vissuto come Madre. Qui in campagna le nuvole sono di cotone. Lei sta in città?

antonio gatto

Mar, 25/06/2013 - 19:20

Meno male che Dio rivolge anche domande semplici. Sì, sto in città, ma vicino a un giardino con una fontana. La sento zampillare. Le parlo, a volte. L'acqua vibra in alto, come direbbe lei, e ci inonda. Mi ha colpito quel verbo. Per questo le ho scritto.

antonio gatto

Mar, 25/06/2013 - 19:21

Meno male che Dio rivolge anche domande semplici. Sì, sto in città, ma vicino a un giardino con una fontana. La sento zampillare. Le parlo, a volte. L'acqua vibra in alto, come direbbe lei, e ci inonda. Mi ha colpito quel verbo. Per questo le ho scritto.

Maddalena Bondardo

Mer, 26/06/2013 - 19:23

Anche a me piace questo verbo, che esprime il senso dell'abbraccio che penetra. Tante sono le onde che esperiamo nella nostra vita. L'onda dell'erba prima di un temporale, e l'erba che diventa gialla e blu, scinde cioè in quell'onda persino i suoi due colori mesciati. L'onda di un campo di grano sotto le carezze di un vento di luglio. L'onda d'energia che si sprigiona da una bacio e tiene le teste unite di un uomo e una donna come in una coppa d'ali. L'onda dell'intelligenza che arriva dalle conversazioni solitarie, casuali ma che rinfrescano l'estate come questa tra noi. Grazie

antonio gatto

Mer, 26/06/2013 - 20:39

E' vero. D'estate oggi l'umanità mette a nudo il corpo, così volgare, così stantìa, così vanitosa e sciocca ormai questa usanza che odora del piccolo circo di scimmie che siamo, con tutto il rispetto per le scimmie. Cercare di mettere a nudo l'anima, arrivando all'essenza, è una conversazione che non si usa più, invece e purtroppo. Quando ho letto la sua frase sul Dio donna che ci inonda di più ho sentito invece d'entrare in un bozzolo d'acqua tiepida che lavava le mie ombre oscure, soprattutto una, pesante, buia.....

antonio gatto

Mer, 26/06/2013 - 20:39

E' vero. D'estate oggi l'umanità mette a nudo il corpo, così volgare, così stantìa, così vanitosa e sciocca ormai questa usanza che odora del piccolo circo di scimmie che siamo, con tutto il rispetto per le scimmie. Cercare di mettere a nudo l'anima, arrivando all'essenza, è una conversazione che non si usa più, invece e purtroppo. Quando ho letto la sua frase sul Dio donna che ci inonda di più ho sentito invece d'entrare in un bozzolo d'acqua tiepida che lavava le mie ombre oscure, soprattutto una, pesante, buia.....

antonio gatto

Mer, 26/06/2013 - 20:39

E' vero. D'estate oggi l'umanità mette a nudo il corpo, così volgare, così stantìa, così vanitosa e sciocca ormai questa usanza che odora del piccolo circo di scimmie che siamo, con tutto il rispetto per le scimmie. Cercare di mettere a nudo l'anima, arrivando all'essenza, è una conversazione che non si usa più, invece e purtroppo. Quando ho letto la sua frase sul Dio donna che ci inonda di più ho sentito invece d'entrare in un bozzolo d'acqua tiepida che lavava le mie ombre oscure, soprattutto una, pesante, buia.....

Maddalena Bondardo

Gio, 27/06/2013 - 13:19

Che stranezza. Lei desidera farsi inondare per dimenticare, attende l'onda che pulisca la sua coscienza, invece io attendo l'onda che mi riporti una memoria dimenticata. Oggi il giardino è inondato di luce come la palpebra di un neonato. I neonati sono magici per questo motivo. Hanno più luce nelle palpebre che nella pupille, a dimostrazione che noi non sappiamo se siamo più illuminati nella visione a palpebre chiuse o aperte.

antonio gatto

Ven, 28/06/2013 - 18:21

Come vorrei vedere più luce quando sono chiuse. Significa che s'apre un cielo a cui non ho mai creduto, uno spazio a cui io sono cornice abbandonata, un paesaggio a cui sono da placido sfondo.

Maddalena Bondardo

Sab, 29/06/2013 - 13:07

Sedersi sotto un albero in un giorno come questo. Una magnolia. Sentirsi come nel Medio Evo un monaco errante e sapere che non si potrà mai comperare il vento che soffia dove vuole. Il vento brucia come nel deserto, ma il profumo della magnolia odora di zagara che rinfresca ed eccita il pensiero. Forse in lontananza ondeggia un cespuglio di lavanda nel suo profumo che invece acquieta in un'essenza indaco. Una coccinella sul naso che forse crede nella mia carne come io credo nella vetta di un monte. Ed ecco ora, mentre la luce del sole brilla di lame sfolgoranti e più antiche, abbassare nel modo più lento le palpebre. Vedo. Si dice anche della carta del poker.

antonio gatto

Sab, 29/06/2013 - 15:13

Oh oh se il Dio Femmina gioca a poker allora apriamo il tavolo! Ma che si ordina champagne o acqua benedetta? Caviale o particole? Si può barare? Non si può c'è una legge con Dio non si può mai barare. Anche barare con lui diventa fede ... È questo che non tollerò? È da sola sotto l'albero. Una donna sotto l'albero che sogna Dio. Verrebbe quasi da credere....

Maddalena Bondardo

Sab, 29/06/2013 - 17:51

Si' sono sola e sto disegnando lei. Di pelle: chiaro o scuro? Insignificante o fascinoso? I capelli. Grigi ma lucenti. Diritti con sciminatura infantile. Ero arrrivata al sorriso quando ho visto la sua risposta. Avevo un dubbio: caldo o freddo? Freddo, ma lo disegno caldo. Credo ancora nell'impossibile, ovvero nell'infanzia del maschio quando la Madre non è la prima delusione o lotta o sfida.

antonio gatto

Dom, 30/06/2013 - 11:01

Anche io ho cercato di immaginare lei e ho anche immaginato un modo per scaldarla diverso dal discorso su Dio. Ma ero ubriaco. Ora sono sobrio. La sua descrizione mi corrisponde? Se lei vede in Dio dovrebbe saperlo. Ma è poi così fondamentale il discorso sulla madre? Non è che mi ricada su Freud anche lei? Che dice se passassimo al tu. Magari invece il Voi, pluralis maiestatis. Buona domenica, immagino che per Voi, donna Maddalena, sia il giorno del Signore!

Maddalena Bondardo

Dom, 30/06/2013 - 21:37

Il Voi mi riporta alla complessità di Dio. Dio e' musica. Al singolare e' maschile: orecchio. Plurale. Femminile. Le orecchie. Perché alcuni nomi si comportano così.

Maddalena Bondardo

Lun, 01/07/2013 - 21:10

Forse ho esagerato. Vi chiedo scusa. Esco a fare una passeggiata in campagna per ascoltare le cicale e la loro musica.

antonio gatto

Lun, 01/07/2013 - 21:20

Vi chiedo perdono per il ritardo della mia risposta. È bella questa domanda sull'orecchio, mi diverte. Ma dovrete attendere. Lasciatemi meditare su una risposta degna di Voi. Oggi ho dovuto lavorare molto. Spero che Voi siate ancora in campagna. Dove non so. Ma la natura e' una cosa seria. Si impone su tutta la nostra immaginazione intera.

antonio gatto

Mer, 03/07/2013 - 14:59

Perdinci! Non avrete preso paura, donna Maddalena, del fatto che ci siamo corrisposti in contemporanea. Accade. Bello che accada. Ora non staremo qui a fare il gioco a chi risponde per primo. Ho cercato di riascoltare il concerto delle cicale della mia infanzia. Terribile. La bellezza della natura è sempre mostruosa. Mostro, monstrum: manifestarsi. Mi manifesto. Allora mi manifesto per primo, sperando che la di Voi attesa non sia dovuta al timor, che appartiene a Dio quanto e forse più dell'amor!

Maddalena Bondardo

Mer, 03/07/2013 - 15:58

Santo Aladino, no che non ho atteso per questo! In realtà stavo meditando su tutta la nostra corrispondenza, chiedendomi quale rapporto abbiate Voi con Dio. Se siete stato un credente e poi, con l'età della ragione, avete abbandonato la fede che spesso male si coniuga con l'intelligenza, perché anche l'insonnia della ragione crea mostri, a proposito. Oppure se non avete mai creduto e neppure mai abbiate avuto la curiosità di cosa significhi credere, e ancora una volta mi avete risposto. A giudicare dalla vostra conoscenza delle cose di Dio, voi siete stato o siete in qualche modo alla ricerca. O mi sbaglio? Al contrario, sono soddisfatta della coincidenza delle nostre risposte. La trovo, come dire, natalizia.

antonio gatto

Mer, 03/07/2013 - 20:25

Ah, ah, volete strofinare la lampada per vedere se uscirà il Genio oppure il Mostro? Ingegnosa, non c'è che dire. Avete mai notato come i mostri delle fiabe, dal genio di Aladino a Shreck, abbiano tutte delle orecchie piccole piccole? L'orecchio è una chicca del corpo davvero graziosa, misterica, conturbante. La bottoglia con messaggio che arriva dall'isola dell'infanzia. Voi avete orecchie grandi o piccine? Una sola cosa so: con Dio ci vuole orecchio, su questo avete centrato l'argomento. La fede passa dall'udito e dal senso di equilibrio, dall'ascolto e dalla follia dionisiaca. Tutto nell'orecchio. Bello il . A Natale l'orecchio è più sveglio, anche secondo Voi?

antonio gatto

Mer, 03/07/2013 - 20:35

Che dite, donna Maddalena, origliamo insieme?

Maddalena Bondardo

Gio, 04/07/2013 - 14:41

Con un inchino, all'Unisono allora!

antonio gatto

Ven, 05/07/2013 - 12:50

La donna! Le proponi d'origliare insieme e lei cerca subito di raggiungere il suono reciproco, che è un'illusione. Non ci può essere unanimità di vibrazione tra un uomo e una donna, mai. Una prova: siamo su una spiaggia. Vi concedo per amor di romanticismo e nostalgia di cavalleria i gigli di mare sulle dune, le conchiglie da raccogliere e un castello di sabbia in lontananza. Scorgiamo tra le onde la bottiglia che arriva dall'isola dell'infanzia. Quale messaggio contiene?

Maddalena Bondardo

Ven, 05/07/2013 - 14:46

Un Uomo Cavaliere. Anche se aveste cinquecento anni, sareste lo stesso affascinante. Suggestiva la descrizione dela spiaggia, aggiungerei un albero, qualche cespuglio di rosmarino e una vecchia barca con le reti dei pescatori. Un profumo di pino e liquerizia. Nel messaggio della bottiglia che viene dall'isola dell'infanzia c'è scritto: . Non so quale sia il rumore del mare dentro la bottiglia - conchiglia. Mi faccia pensare, però: questo giocattolo misterioso, magari è una boccetta di profumo della mamma, mi ricorda un monito: dovete tornare come bambini! E questa spiaggia è proprio un Paradiso. Il vostro messaggio invece cosa dice?

antonio gatto

Sab, 06/07/2013 - 20:34

E' bello quanto avete scritto. Mi piace la vecchia barca di pescatori con le reti. Mi piace anche pensare che siano i nostri abiti, quelle reti. Semplici, da primo giorno di vita della vita. Ma non leggo il messaggio nella bottiglia. Un'omissione, un altro lapsus o che?

Maddalena Bondardo

Dom, 07/07/2013 - 09:36

Quale silenzio? È stato il sangue che pulsa più forte dell'orecchio in ascolto?

antonio gatto

Dom, 07/07/2013 - 20:12

Una farfalla è uscita dalla bottiglia: sul mare, prima che il relitto dell'infanzia approdasse alla spiaggia. Una farfalla sul mare. E' forse questo il cuore del sole all'aurora?

Maddalena Bondardo

Lun, 08/07/2013 - 19:08

Se almeno due persone sulla terra ascoltano insieme il respiro di una farfalla, il sorgere del sole segna un'ombra difficile da rispecchiare se si vive in una fragilità di Spirito.

antonio gatto

Lun, 08/07/2013 - 20:48

Essere corda insieme tesa dall'arco con una sola freccia, vuol dire essere un solo orecchio o una sola bocca?

Maddalena Bondardo

Mar, 09/07/2013 - 20:44

Non bisogna chiedere, la domanda divide, bisogna solo rispondere. La bottiglia è ancora lontana, il messaggio dall'isola dell'infanzia preferisce chiamarci. La chiamata è ascolto. Se fosse uguale per noi due, come per tutti?

antonio gatto

Mer, 10/07/2013 - 17:21

Forse è meglio che sia ancora lontana, per me l'ombra potrebbe essere fatale. Non avrei mai accettato un ritorno, se non accompagnato. Quando ho visto le vostre riflessioni sul Giornale, ho pensato di provare. E' strana sapete questo incontro. A volte mi chiedo se sia giusto procedere.

Maddalena Bondardo

Mer, 10/07/2013 - 18:10

Uomini! Non appena s'approprinquiano all'abbandono, devono sempre risvegliarsi. E fuggire. Fuggire, fuggire: è l'arte del maschio. La paura della donna è il vostro limite. Non potreste mai accettare la parte del Bello addormentato nel bosco! Perché vi chiedete questo ora? Avete sentito un'eco?

Maddalena Bondardo

Ven, 12/07/2013 - 15:38

Non siamo stati noi a decidere, ma la bottiglia che arriva dall'isola dell'infanzia ci ha chiamati. E visto che è ancora lontana, perché non continuare? In fondo è un gioco e Dio ama che la sua umanità giochi. Il gioco è il sale del suo Amore.

antonio gatto

Ven, 12/07/2013 - 18:19

Un'eco di sale. Il sale è del mare. Il mare è il simbolo della madre. La Madre di Sale. Perché di sale e non di zucchero?

Maddalena Bondardo

Sab, 13/07/2013 - 23:33

Potrei descrivervi i colori del sale. Il nero più atro del pepe. Il rosa cipriato e luminoso come un profumo. Il grigio raffinato come il velluto di un certosino. Oppure parlarvi delle saline dalla carnagione candida e irruente lungo il pelago fluente, azzurro. Descrivervi l'anima di una donna contornata da un arcobaleno di questi colori. Invece voglio dirvi una sola cosa: perché il sale si scioglie nella goccia più piccola che si possa inmaginare.

antonio gatto

Dom, 14/07/2013 - 04:21

Sono rientrato ora da una festa densa di corpi adamitici come di sale le acque del mar Morto. Non so se voi avete inteso! Ah, ah... Ho pensato: il Dio Madre e' fatto di sale perché forse ha la misericordia di portarti a galla anche nell'Inferno! Ma io voglio sprofondare. Più sprofondo e più godo, non si se possiate intendere questo, voi verginella! Comunque pensavo di trovare il vostro commento invece: Nulla! Il sale vi ha sciolta nel Nulla. Forse piovevano troppi liquidi in quella festa, tutti si scioglievano e si indurivano nello stesso istante, e voi in mezzo a loro vi sareste sciolta nel: nulla. Ah, ah. La mia anima e' sale nero, quello che non ci sara' mai in Dio. Non sono fatto come Lui. Scusate. Lei.

Maddalena Bondardo

Mer, 17/07/2013 - 18:35

Ero molto legata alla mia nonna paterna che vestiva sempre di nero. Anni fa passai una malattia che mi fece stare molto male. Una notte sognai mia nonna che me ne prevedeva la guarigione. Era sempre vistita di nero, con un cerchietto nero come una bimba. Quel colore era nero, ma era luce, luce pura. Molti angeli dell'iconografia cristiana e ortodossa hanno ali nere. Credo che in Dio ci sia questo colore. Il sale nero scioglie il lato più oscuro dell'uomo, che per me rientra in Dio.

antonio gatto

Ven, 19/07/2013 - 18:49

Ricapitolo un po'. Scondo le teorie Dio è Amore. Voi credete che nell'amore vi sia un lato oscuro, nero? Ovvero che anche ciò che noi defineremmo come negazione dell'amore è contenuto nell'Amore stesso?

Maddalena Bondardo

Sab, 20/07/2013 - 21:00

Nera è la pecora che arriva alla luce della salvezza. L'esperienza della tenebra è importante per vedere la luce... Da dove arriva la bottiglia dell'infanzia? Diamole un luogo sacro. Vi va? Quale?

Maddalena Bondardo

Dom, 21/07/2013 - 10:05

Come al centro di una tempesta s'apre spesso un occhio d'estrema chiarezza, così oppure nello spazio smagliante dei Tropici come un'arcobaleno nero si inarca, così e' la dialettica tenebra luce. Ho pensato al luogo di partenza della bottiglia dell'infanzia. È una spiaggia biblica l'ultima e la prima. Vi andrebbe?

antonio gatto

Mar, 23/07/2013 - 13:53

Eh, eh, arcobaleno con apostrofo! Siete perdonata, la bellezza della domanda posta supera l'errore, e poi errare, errare, è quanto stiamo compiendo in questo caldo luglio. Fin da bambino, c'è un capitolo della Genesi che mi intriga più degli altri, il Diluvio Universale. Quante volte ho cercato d'ascolatre il suono vorace di un'acqua che lava, lava fino alla morte. E l'Arca? Quella nave primordiale in cui tutti gli animali hanno vissuto per quaranta giorni andando d'accordo. Il serpente e il topolino, l'aquila e l'agnello, la tigre e l'antilope. Che magìa! Allora: la mia spiaggia è la vetta del monte Ararat e immagino che la bottiglia dell'infanzia esca dall'Arca di Noè.

Maddalena Bondardo

Mar, 23/07/2013 - 20:39

Una scelta incantevole, che fa guizzare la fantasia. Anch'io mi sono sempre domandata come si svolgesse la vita su quell'Arca con tutti quegli animali, dalla coccinella all'ippopotamo, continuamente scossi dalle onde della catastrofe, illuminati in mezzo alla tempesta dai falsh dei fulmini, bombardati da tuoni scatenati, eppure tutti insieme, consapevoli di una missione; salvare la vita. Non solo: salvarla in purezza, dopo averla conosciuta nella sua ferocia, perché la vita è feroce.

antonio gatto

Ven, 26/07/2013 - 20:50

Mi spiazzate spesso. Riuscite a colorare le cose di un brillìo ammaliante, come foste una libellula capace di infondere polvere d'oro sulle foglie su cui si posa, e poi all'improvviso ve ne uscite con frasi al cui paragone l'inchiostro profuma di borotalco. La vita non è feroce, è vita: pesa e lievita, pesa e lievita. Ciò che pensate di non ricordare vi porta così in basso nel regno di ombre che ancora non hanno trovato soluzione per essere sciolte? Io ricordo la ferocia, ma non l'avvallo. La vita è bellezza. Quale Dio vi ha punita?

Maddalena Bondardo

Sab, 27/07/2013 - 20:26

Sono ritornata in campagna. Quest'estate le cicale sono particolarmente vigorose, non so se l'abbiate notato. Mi sono sempre chiesta il significato del loro suono. E' un suono difficile che si sprigiona, e questo verbo è più mai consono a questo canto, in un momento difficile, con il caldo. Ammalia e stordisce, incanta e infastidisce. Mette disordine dentro, ma nello stesso tempo schiaccia in basso ciò che è tentato d'arrivare al caos e lo ordina. Ditemi cosa sentite quando ascoltate le cicale, mi farebbe piacere. Grazie.

Maddalena Bondardo

Sab, 27/07/2013 - 20:43

Sono ritornata in campagna. Quest'anno le cicale sprigionano un suono particolarmente vigoroso, non so se lo abbiate notato. Mi chiedo il perché di questa musica complessa, che incita e blocca, stordisce fino all'inquietudine e attira, ammalia. In essa c'è un impeto al disordine, fino al caos, ma anche una forza che schiaccia e ordina. Vorrei che mi descriveste la vostra sensazione a questo suono, se non vi dispiace. Intanto passeggio. E' un canto brutto all'apparenza, eppure magnifico. Le ascolto.

Maddalena Bondardo

Dom, 28/07/2013 - 04:13

Le cicale in campagna. Ogni animale della terra con il suo essere ti richiama all'innocenza. Quando la si perde? Fu il peccato commesso a togliercela o la punizione di Dio? È sufficiente un pioppo per radunare un popolo di cicale e sotto ascolto rapita. C'è un ritmo nel canto che a volte assomiglia allo stridio di freni di un treno sui binari. Gli usignoli e le cicale suonavano insieme sull'Arca. Ed era comunque pace. Già, comunque pace. E ovunque.

antonio gatto

Dom, 28/07/2013 - 19:17

Il tremito del cielo. Il suono delle cicale è l'ariamoto, una bella parola, sembra giapponese. Il terremoto dell'aria pare un controsenso, perché l'aria è di per sè mobile e tremate, quindi il suo tremito è scontato. Invece no. E' come se le cicale testimoniassero il fatto che anche l'aria è un agglomerato denso, immoto, solido. Il suo movimento è solo superficiale, ma alle radici dell'aria c'è l'immobilità, come per la terra. E' vero quanto dite: le cicale smuovono il caos, ma nello stesso tempo affermano che c'è una stabilità anche nell'elemento più instabile, ovvero l'aria. Siete molto sola?

antonio gatto

Lun, 29/07/2013 - 06:42

È come se le foglie degli alberi fossero porte, le cicale le loro custodi. E le aprono e le chiudono e le porte cigolano cigolano e piccole cose appaiono, strane fino alla follia....

Maddalena Bondardo

Mar, 30/07/2013 - 20:52

Chissà se tutti gli abitanti del cielo hanno cantato sull'Arca. Credo di sì, ma credo che i suoni s'armonizzassero e si fondessero, non come accade al mondo che un suono non si sovrappone mai all'altro, anzi anche due melodie angeliche se suonano in contemporanea s'abbruttiscono a vicenda. E perché quell'armonia, secondo voi? Ipotizzare che quella nave di salvezza fosse piena di uno speciale amore, forse è da fiaba? A volte immagino quel particolare tipo d'amore che fa convivere nella pace animali e uomini.

antonio gatto

Ven, 02/08/2013 - 20:37

Ho pensato molto a quanto avete scritto. Noi siamo due suoni che in fondo si chiamano e s'armonizzano l'un l'altro. Succede perché siamo distanti? E se ci avvicinassimo? Andate troppo avanti, a volte. Provate ad immaginare l'amore dove anche solo un uomo e una donna vivono in pace. Sono al mare. Il tramonto sembra di zucchero. Non si scioglie in una goccia, avete ragione, per sciogliere lo zucchero ci si deve aprire all'immensità.

Maddalena Bondardo

Sab, 03/08/2013 - 15:11

So che avete ragionato sulla stranezza di questo incontro almeno quanto me. Colloquiamo da piu' di un mese nel sito di un Giornale come se fossimo davanti al fuoco. Il nostro e' un bivacco tecnologico. Ci siamo incontrati nella sconfinata prateria del web, tra l'altro davanti al feretro di una donna. Non credo al caso, non c'è nulla di più inconcepilmente vuoto e sterile per me del caso. Ogni distanza che si fa presente e' necessaria, quindi siamo stati avvicinati da un richiamo. Eppure anche le nostre parole sono silenzio, in quanto nessuna voce risuona tra voi e me, neppure la nostra.

Maddalena Bondardo

Sab, 03/08/2013 - 15:17

Silenzio, solo silenzio intorno al nostro bivacco tecnologico. Ma non e' stato un caso incontrarsi qui, sul sito del Giornale, davanti alla morte di una donna. Se fossimo vicini conosceremmo il suono delle nostre voci, noteremmo i gesti delle mani ad ogni parola, e forse i suoni striderebbero. Allora: meglio due armonie a rischio o il silenzio del web, dove tutto si muove come in un film muto? Sono così ridicoli i film muti. La' dove non c'e' suono non vi e' nemmeno anima, il nostro animale vive nel suono.

antonio gatto

Mar, 06/08/2013 - 18:28

E' vero, e l'uomo e' capace di fare solo rumore. Se ne sono andati quasi tutti dalla spiaggia. E stasera il mare e' un suono impercettibile. Eppure suona. Sgorga al suono dal profondo, perché non e' vuoto. Sopra la sua coltre, leggermente increspata, si muovono le vele, sospinte da mani invisibili. Appena ci si stacca dal mare, tutto di fa invisibile, e comincia l'ordine del vuoto, perché il cielo e' vuoto.... Sulla spiaggia un bambino fa volare un aquilone blu e rosso. Vi dedico questa bellezza e non e' da me.

antonio gatto

Mar, 06/08/2013 - 18:28

E' vero, e l'uomo e' capace di fare solo rumore. Se ne sono andati quasi tutti dalla spiaggia. E stasera il mare e' un suono impercettibile. Eppure suona. Sgorga al suono dal profondo, perché non e' vuoto. Sopra la sua coltre, leggermente increspata, si muovono le vele, sospinte da mani invisibili. Appena ci si stacca dal mare, tutto di fa invisibile, e comincia l'ordine del vuoto, perché il cielo e' vuoto.... Sulla spiaggia un bambino fa volare un aquilone blu e rosso. Vi dedico questa bellezza e non e' da me.

antonio gatto

Mar, 06/08/2013 - 18:40

Sapete dove e' il mare? Nella nostalgia che separa i nostri pensieri dai nostri ricordi. E li' c'è la coscienza di noi che non conosciamo. Il bambino ha lasciato andare l'aquilone.

Maddalena Bondardo

Mer, 07/08/2013 - 15:31

State parlando di quella coscienza che non conosciamo, ma che conosce tutto? Non ha limiti di tempi e di spazio, e' al di sopra dell'oggi, dello ieri e del domani, del qui e del suo inutile presente. Non e' vero che il cielo e' vuoto, altrimenti come potrebbe l'aquilone appoggiare il suo dorso lassù in alto? Lassù c'è un prato d'erba su cui l'aquilome scivola come le vele sull'acqua del mare.

antonio gatto

Sab, 17/08/2013 - 19:16

Eccomi! Riprendo il filo dell'aquilone, perché non voglio perdere questo filo. Il filo di questo racconto. Ho avuto un lutto e mi sono trovato in uno stato di stanchezza quasi privo di vita. Ora sto meglio. Mi sono letto e riletto la nostra posta e devo ammettere che mi piace. Mi piace anche la coscienza di cui state parlando. Sì, c'è una coscienza che comprende tutto e non ha limiti. Voi come l'avete conosciuta?

Maddalena Bondardo

Dom, 18/08/2013 - 20:22

Sono dispiaciuta per il vostro lutto. Non so se la conosco e non sono convinta di potervela descrivere, perché a volte credo di averla semplicemente intuita, a volte invece mi sembra di conoscerne almeno l'entrata, o almeno un lieve pertugio. Forse ne ascolto il richiamo, forse ne vivo qualche luccichìo in un particolare stato di grazia. Provate a raccontarmela voi, magari vi seguo. In campagna c'è il temporale. I temporali d'agosto sono un continente che sprizza gioia. Mi piacciono.

antonio gatto

Gio, 22/08/2013 - 10:05

Vi avevo risposto, a dire il vero. Vi avevo raccontato della luna piena di queste notti, così grande che pareva piu' grande di quanto fosse distante. Vi avevo detto che mi sembra strano che la luna a volte non abbia un accesso semplice verso di lei. In fondo siamo precipitati su questa terra e di essa facciamo parte. Ma il pianeta su cui viviamo per caso, per caso ha un solo satellite e allora perché non far parte anche di esso? La coscienza di cui stiamo parlando fa parte della luna, che ne dite andiamo su da lei a vedere? Visto che sposta il mare, non si sa mai che sia stata la luna a gettare in acqua la bottiglia dell'infanzia!

Maddalena Bondardo

Ven, 23/08/2013 - 13:51

Mi rincuorate. Sono malinconica in questi giorni. A volte si percepisce in voi un modo ancora del tutto infantile di prendere la vita, una curiosità e un entusiasmo che ha solo l'infanzia. Goethe una volta osanno' il tempo in cui si percepiva la vita come attesa, a me piace invece quel tempo in cui ogni infinito era solo il presente. Sono malinconica in questi giorni, si' una passeggiata verso la luna mi farebbe bene. No, la bottiglia non e' stata gettata nelle acque del Diluvio da li', ma da molto pu' in alto, pero' avete ragione, li' ci hanno messo il tappo. Suvvia, andiamo. Come ci si veste per andare sulla luna?

antonio gatto

Ven, 23/08/2013 - 19:14

Soffrite di malinconia? Scommetto che sentite le stagioni con un mese d'anticipo rispetto alla normalità. Anche a me accade. Quando termina il Ferragosto, che sia caldo o fresco, sento il primo vagito autunnale. Come uan smania di vagare, vagare, vagare mi prende, forse perché so che poi comincio a cercare la tana dove trovare riposo. Come ci veste? Di nulla, perbacco!

Maddalena Bondardo

Mar, 10/09/2013 - 22:11

Ho camminato sui venti e sugli atomi. Ho sfidato il giogo della forza di gravità. Sono salita in groppa al mio Felixgrifo, il Gatto Alato, e sto passeggiando sulla luna. Che fate? Vi aspetto.....

Maddalena Bondardo

Mer, 11/09/2013 - 14:11

La luna mi ha già corretto, cantando: si chiama Griffofelix la tua astronave, da me le parola ha tutta un'altra chiave.

antonio gatto

Gio, 12/09/2013 - 21:43

Via San Francesco d'Assisi numero 0. Mandatemi il Griffofelix. Vi raggiungo.

antonio gatto

Lun, 16/09/2013 - 09:12

Oggi, lunedì, giorno della luna, 16 settembre 2013, io, Antonio Gatto sono approdato sulla Luna a bordo del Griffofelix, alla ricerca di Maddalena e di una traccia della bottiglia dell'infanzia. Non vedo nessuna delle due. Intanto osservo il Griffofelix che si fa le unghie dentro un cratere, suscitando una mirabile tempesta del deserto. I lapilli sono proprio a forma di rose del deserto ma non hanno peso. Sembrano aquiloni senza vento. Volano nel silenzio che sta a bordo dell'infinito.

Maddalena Bondardo

Mar, 17/09/2013 - 09:08

Fluttuare alla ricerca di un'impronta. Questo è conoscere? Usate il Griffofelix. Quando sarò vicina, vedrete la mia immagine nei suoi occhi.

antonio gatto

Gio, 19/09/2013 - 08:32

Stavo pensando che noi due siamo buffi e assurdi. Abbiamo iniziato la ricerca della bottiglia dell'infanzia dalle acque del Diluvio Universale. Partendo dal pianeta Oceano siamo approdati al Satellite Secco, senza neppure una goccia. Passeggio osservando gli occhi del Griffogatto. Vi vedo dentro solo magnifiche esplosioni.

Maddalena Bondardo

Dom, 22/09/2013 - 01:15

Oh quali fuochi in quegli occhi, tutte le favelle incise dalle stelle. Ma fili sottili appariranno ancora. Punti di scintille ne fanno creazioni, e sono le rotte verso i Principati e Dominazioni. Raggiungetemi, allora!