Per la Giornata del Ricordo delle Vittime pasta bio e succo rosso di Libera

Un pranzo simbolico dal sapore ideologico, verrebbe da dire. In occasione della «Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie» nelle scuole «il momento del pasto sarà occasione per una celebrazione simbolica molto sentita, il ricordo di tutte le vittime innocenti di mafia» recita il comunicato di Milano Ristorazione, la municipalizzata che gestisce il servizio di refezione scolastica. In realtà la Giornata della Memoria, cade il primo di giorno di primavera, sabato, ma verrà celebrata nei refettori mercoledì 18, per ragioni di calendario.

Come? Servendo in tavola «Un primo piatto di pasta di semola di grano duro biologica ed un succo di frutti rossi di Sicilia, simbolo in tavola di questo appuntamento che tradizionalmente Milano Ristorazione propone a tutti, bambini ed insegnanti. I prodotti sono quelli di Libera Terra, coltivati su terre confiscate alla mafia da chi ha il coraggio di dire no alla violenza».

Un po' poco se si pensa all'importanza e al valore della giornata e del messaggio che si vuole veicolare. Che cosa possono imparare i bambini mangiando un piatto di pasta bio? Prodotta casualmente da Libera, la meritoria associazione di don Ciotti, vicino agli ambienti di sinistra e al sindaco, ma non certo l'unica a occuparsi del tema e a produrre cibo «mafia free».

Non sarebbe stato più utile un ciclo di lezioni sulla legalità? Semplici, certo, a misura di bambini, piuttosto che un pranzo simbolico, ma privo di significato se servito «da solo»?

Con un'iniziativa spot che sa tanto di ideologia. «Milano Ristorazione - si legge ancora - proponendo con assiduità questa celebrazione, condivide i principi enunciati da Libera Terra, infatti, ogni giorno si impegna a fornire alla popolazione scolastica della città un pasto sano, buono che sia anche educativo e giusto». Ma anche qui tanto retorica e poco contenuto. Non si capisce infatti che cosa abbiano a che fare i piatti biodegradabili, i menù vegani o per celiaci, il pranzo greco o medioorientale che ogni tanto Milano ristorazione propone, (con scarsissimo successo tra i bambini) con la mafia e le sue vittime.

Sarà nominato dal Sindaco, resterà in carica 5 anni e, durante il suo mandato, potrà ascoltare direttamente i bambini e i ragazzi che vorranno conoscerlo e parlargli perché prenda in considerazione le loro esigenze. È stata deliberato ieri dalla giunta il regolamento del Garante dei Diritti per l'Infanzia e l'Adolescenza, che definisce compiti e funzioni, che sarà sottoposto al vaglio del Consiglio comunale .

«La voce dei bambini e dei ragazzi deve diventare sempre più forte a Milano – ha spiegato l'assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino – l'istituzione del Garante ci permetterà di rendere ancora più efficaci le azioni dell'amministrazione, in rete con i soggetti pubblici e privati che operano sul territorio per mettere al centro i diritti, le esigenze, le tutele, le pari opportunità dei nostri cittadini più piccoli».

Il Garante, figura autonoma e indipendente, sarà scelto dal sindaco tra persone, residenti a Milano, «di indiscusso prestigio e fama» nel campo delle scienze giuridiche, psicologiche, sociali, pedagogiche o delle attività socio-educative e psico-sociali nei servizi pubblici o del privato sociale. Vigilerà sull'applicazione di tutte le norme nazionali e delle Convenzioni internazionali.