Girotondo al Triennale museum con i designer formato infanzia

Il nuovo allestimento riscopre un patrimonio di opere pop

Simone Finotti

Dopo le donne, i bambini. All'indomani della chiusura di «Women in italian design», profonda indagine sul ruolo delle donne nella creazione dell'identità del disegno industriale italiano, l'affascinante viaggio del Triennale Design Museum riparte per fare tappa nell'universo fatato dell'infanzia. Si chiama «Giro Giro Tondo. Design for children» la X edizione del TDM, ideata e diretta da Silvana Annicchiarico, che apre il 1° aprile e prosegue fino al 18 febbraio 2018 al Palazzo dell'Arte. Il primo museo del design italiano tiene dunque fede al proprio obiettivo originario, cioè reinterpretare, anno dopo anno, la nostra storia del design secondo diverse chiavi di lettura.

Lo fa dal 2007, anno di fondazione, e stavolta i protagonisti sono i più piccoli. Ma da quando i designer nostrani hanno cominciato ad occuparsi dell'infanzia? Anche se può sembrare strano, c'è una data ben precisa, ed è il 1914. Fu allora che un amico di Maria Montessori, Alessandro Marcucci, artista-educatore sodale di Giacomo Balla e Duilio Cambellotti, decise di separare il blocco unico sedia-banco, che costringeva il corpo degli scolari in posture rigide e innaturali, per creare due pezzi separati.

Una nuova attenzione all'infanzia che, nei fatti, aprì enormi praterie di mercato. Furono reinterpretati tutti i momenti e i luoghi «sacri» della vita del bambino, non più uomo in miniatura ma individuo con le sue specificità ed esigenze: dal sonno, ed ecco la cameretta Cloud Bed di Lago, un nido sospeso tra le nuvole, alla pappa, con Dinner, pratico set in plastica ideato per Driade da Naoto Fukasawa, o Girotondo, il vassoio con figurine stilizzate di Alessi, best seller da 10 milioni di pezzi. E poi il relax, con le sedie, come l'esile Lazy basketball di Campeggi, con schienale a forma di canestro, o la premiata K1340 di Zanuso-Sapper, Compasso d'oro 1964; e le poltrone, come le comode Baby Vanity Fair, minirepliche della storica poltrona Frau, o UpJ, versione ridotta della seduta disegnata da Gaetano Pesce nel 1969; senza dimenticare giochi e oggetti educativi, come i cagnolini Puppy di Magis e i cavallucci a dondolo di Kartell Kids.

Il percorso, dalla forte anima pop, parte con una Ouverture che introduce le sei sezioni tematiche: Arredi, Giochi, Architetture, Segni, Animazioni e Strumenti. Nel mezzo, focus su figure di spicco come Bruno Munari, Enzo Mari e Riccardo Dalisi.