I 4 stakanovisti del Consiglio. E Sala salta metà delle sedute

Bastoni, Rizzo, Monguzzi e Osculati sempre presenti In fondo alla classifica da inizio mandato c'è Parisi

Cento per cento di presenze in aula. Il leghista Massimiliano Bastoni, Basilio Rizzo (Milano in Comune) e i dem Carlo Monguzzi e Roberta Osculati sono i recordman del Consiglio comunale, non hanno saltato una delle 180 sedute convocate dall'inizio del mandato (7 luglio 2016 la data dell'insediamento) allo scorso 31 dicembre. «Fuori gara» per ora Gabriele Abbiati (Lega) e Alessandro Giungi (Pd) che hanno sempre risposto all'appello ma sono subentrati il primo a Matteo Salvini solo lo scorso 8 novembre e l'altro a Paola Bocci (eletta in Regione) il 14 maggio. In fondo alla classifica con il 32,78% di presenze il leader di Energie per l'Italia Stefano Parisi, che è anche consigliere nella Regione Lazio, la presidente dei deputati di Forza Italia Mariastella Gelmini (35,56%), l'azzurro Luigi Pagliuca (46,11%) e Manfredi Palmeri di Milano Popolare con il 71,67%. Il sindaco Beppe Sala ha partecipato a meno della metà delle sedute (il 46,67%) e al 10,47 per cento delle votazioni.

Non combaciano perfettamente la classifica delle presenze e quella della partecipazione al voto, è possibile che anche chi ha totalizzato il 100% delle sedute non fosse al banco al momento di schiacciare il pulsante o abbia deciso di non partecipare. A guidare la seconda top ten è la consigliera di Milano Progressista Natascia Tosoni (ha partecipato a 1.437 votazioni su 1.537, il 95,06%), seguita dai Pd Simonetta D'Amico (94,93%), Laura Specchio (93,49%) e Bruno Ceccarelli (93,17%). In fondo alla classifica invece sono gli stessi: Parisi (5,99%), Gelmini (8,39%), Pagliuca (19,84%) e Palmeri (19,84%).

Sfatano il luogo comune dell'assenteismo legato ai doppi incarichi Silvia Sardone, che è consigliera del gruppo misto in Comune e dallo scorso marzo anche in Regione e da inizio del mandato ha saltato solo tre sedute totalizzando il 98,33% delle presenze (e il 56,6 per cento delle votazioni), il capogruppo della Lega Alessandro Morelli che da marzo è anche deputato e presidente della Commissione Trasporti alla Camera ma da inizio mandato ha partecipato all'84,44% delle sedute (152 su 180), stessi numeri per la capogruppo della lista Sala in Comune Elisabetta Strada e il capogruppo di Forza Italia in Regione Gianluca Comazzi. Bastoni che non ha perso una seduta è anche consigliere regionale. Tra i capigruppo la performance migliore è di Rizzo (100%) seguito dal Pd Filippo Barberis che ha risposto all'appello 178 volte su 180, solo una di meno Fabrizio De Pasquale (Forza Italia).

Nel 2018 l'aula si è riunita settantadue volte e i 49 consiglieri hanno votato 533 documenti: 47 delibere (44 approvate, due ritirate e una rinviata), 51 mozioni (25 approvate, 14 respinte, sei ritirate e sei rinviate) e 78 ordini del giorno (59 approvati, otto respinti, sei ritirati e uno decaduto). Ci sono stati 470 «Articolo 21», ossia gli interventi liberi dei consiglierche di solito si programmano nella seduta del lunedì. E dallo scorso settembre è scattato il nuovo regolamento del Consiglio che prevede il question time, le domande con risposta immediata da parte degli assessori, uno strumento utilizzato finora tredici volte. Tra gli ultimi ordini del giorno «caldi» approvati a fine 2018 c'è stata , la richiesta di concedere la cittadinanza onoraria al sindaco di Riace Mimmo Lucano, un segnale politico pro migranti. Il centrodestra ha votato in blocco contro la proposta. Dalla scorsa settimana dopo la pausa natalizia è ripartita la discussione sul Piano di governo del territorio, il sindaco vuole stringere i tempi ma Milano Popolare ha usato il «jolly» concesso una volta nel corso del mandato a ogni gruppo per evitare il contingentamento dei tempi e il centrodestra contesta il «piano moschee» allegato al Pgt.