Impianti e meno burocrazia: il grido d'allarme dello sport

Duecento società del Csi scrivono a Regione e Comune «Nei quartieri e nelle periferie non ce la facciamo più»

«Il nostro è un grido di allarme. Le piccole società sportive d'oratorio, di quartiere, di periferia, rischiano di non farcela più. Da troppo tempo sono costrette a tirare avanti affrontando ogni giorno mille problemi e duemila fatiche: una burocrazia complessa ed opprimente, palestre scolastiche e impianti difficilmente reperibili e indisponibili, contributi all'attività che sono un miraggio e molto altro ancora. É una situazione critica...». Duecento società sportive hanno firmato una lettera rivolta alle amministrazioni locali dando concretezza al grido d'aiuto lanciato lo scorso marzo in occasione dell'assemblea del CSI Milano. Un appello per dare voce alla grande emergenza in cui vivono da decenni: contributi che assomigliano a miraggi, impiantistica di quartiere inesistente o degradata, palestre scolastiche difficilmente reperibili, una burocrazia che opprime. La lettera è stata inviata a tutti gli amministratori del territorio: al presidente e agli assessori della regione, al sindaco e agli assessori della città, ai Municipi di Milano, ai sindaci e agli assessori di ciascun comune della provincia. «Abbiamo bisogno di concretezza- spiegano e società- Abbiamo bisogno di affrontare i problemi a viso aperto, andarci dentro, prenderli in mano e risolverli. Parliamo di piccole società sportive che rappresentano un "tesoro" prezioso per il territorio. Piccoli gruppi sportivi che sono le agenzie educative più diffuse che si basano sul volontariato e sono luoghi di crescita incredibili per i ragazzi. Il problema è che pochi prendono sul serio queste realtà: Tante pacche sulle spalle, tanti "siete bravi e meno male che ci siete voi" ma poi troppo spesso i problemi restano sul tavolo»

Un appello ma anche diverse le proposte utili ad «accendere la luce» su qeusto mondo tra cui la richiesta di adesione alla campagna «valorizziamo le società sportive» ed alla giornata «in campo insieme a voi», in cui il fatto di andare a vedere una partita di una piccola società sportiva nella normalità di una domenica avrebbe un impatto mediatico non indifferente con la presenza di sindaci, assessori, consiglieri, presidenti dei municipi. Si propone un «Laboratorio sport ed istituzioni» un grande incontro di tutti coloro che vogliono bene allo sport di base ed hanno incarichi di responsabilità nelle istituzioni per sedersi intorno ad un tavolo ed affrontare concretamente alcuni dei tanti problemi che fino ad ora non hanno trovato alcuna soluzione. «Il nostro territorio è di gran lunga quello con il maggior numero di piccole società sportive di tutta Italia- spiegano i responsabili del Csi- Anche per questo dobbiamo, tutti insieme, prenderci la responsabilità di essere locomotiva e laboratorio per il Paese...». La lettera ha un solo obbiettivo mettere insieme chi oggi crede che lo sport di base possa tornare ad essere un fondamentale strumento di crescita e di educazione per i ragazzi, un antidoto alla noia, al disinteresse e all'apatia che è poi spesso la strada più semplice che porta molti adolescenti a perdersi. «Chiediamo anche un atto di coraggio amministrativo- spiegano al Csi- una convocazione straordinaria delle società sportive di ciascun territorio. Indubbiamente ci saranno già le consulte dello sport che funzionano e che permettono un legame tra società sportive e amministrazione. Ma con questa iniziativa specifica chiediamo a ciascun amministratore di "inventare" qualcosa di straordinario, di più forte, di insolito. Qualcosa che dia fiducia, peranza, energia alle società sportive e che le faccia capire che l'attenzione c'è e che non sono sole...»