L'"Italia del sì" a Milano Pressing sul governo per metrò e autostrade

Le imprese protestano, i sindaci vogliono M5 E su Pedemontana undici privati interessati

L'Italia del sì sbarca a Milano. E la Lombardia, anzi il Lombardoveneto, si confermano capitale del «sì» e capofila di un di un Paese che non vuole morire di «decrescita», recessione o immobilismo.

Olimpiadi, ma anche infrastrutture. E crescita economica. Il fronte è aperto. E caldo. Da un lato arriva la notizia di ben undici manifestazioni di interesse per completare Pedemontana Lombarda, dall'altro gli enti locali e la politica spingono con forza per il prolungamento della metropolitana 5 fino a Monza. Intanto si prepara a sbarcare a Milano la manifestazione di Confartigianato, con le piccole imprese di tutta Italia che vogliono gridare in coro «sì allo sviluppo».

Le infrastrutture sono un tema cruciale. E la notizia che undici privati si sono proposti ad Autostrada Pedemontana Lombarda per il completamento dell'autostrada è stata commentata con favore dalla Regione, che già aveva prospettato la possibilità che il sistema-Lombardia potesse «fare da sé», in caso di disimpegno del governo, visto il sostanziale veto posto su un finanziamento dell'opera da parte del ministro, Danilo Toninelli. «Un segnale molto positivo - ha detto ieri il governatore Attilio Fontana - la dimostrazione che, come ho sempre detto, la valutazione dei costi-benefici è già stata fatta dai privati e i privati hanno dato una risposta particolarmente positiva». «Significa - ha sintetizzato il presidente della commissione Territorio ed Infrastrutture, Angelo Palumbo - che tale obiettivo non è solo strategico per Regione Lombardia, ma anche per il mondo economico e finanziario».

«Se il governo ci desse una mano - ha aggiunto Fontana - credo che sarebbe meglio, anche perché essendo un'infrastruttura molto utile e importante sarebbe bello che restasse in mani pubbliche. Però noi ci rimettiamo alla volontà del governo». Il progetto andrà avanti in ogni caso, «proprio perché - ha siegato Fontana - noi riteniamo che sia un'opera fondamentale per il futuro della nostra regione. I privati ci stanno dando ragione e quindi male che vada faremo un abbinamento in questo senso. Faremo le gare e ci sarà qualcuno che vincerà».

Sul prolungamento M5 un'altra partita importante e trasversale. E i sindaci vogliono gocarsela. Anche quello di Milano, Beppe Sala. Sono arrivate rassicurazioni dal sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti, serve però - ha puntualizzato Sala - «un segno e una dichiarazione politica della volontà di andare avanti». Sala ha ricordato che i governi precedenti invece «avevano dato un pieno appoggio». Forza Italia spinge: «Quella tra Milano e Monza è tra le aree più produttive d'Italia - ha detto la capogruppo Mariastella Gelmini - Fi con Andrea Mandelli ha presentato un sub-emendamento alla legge di bilancio che prevede lo stanziamento di 900 milioni per prolungare linea M5 fino a Monza. Ora la palla passa al governo».

E la palla passa al governo, e alla Lega in particolare, su tutto il capitolo infrastrutture: Tav, Pedemontana (anche veneta) Terzo valico, su cui anche Sala ieri ha pressato il governo. Il 13 dicembre le piccole imprese si riuniranno a Milano per dire sì allo sviluppo. I piccoli imprenditori arriveranno da tutto il Paese negli spazi del MiCo, il Milano Convention Centre, per mandare un messaggio chiaro: «Siamo Quelli del sì che vogliono mandare avanti l'Italia in Europa e nel mondo». Sì a cosa? Lo spiegano bene: a collegamenti efficaci, alle grandi opere, a una pubblica amministrazione che funzioni, a un mercato del lavoro che valorizzi il merito, a una giustizia rapida ed efficiente, all'Europa con l'euro moneta comune.